AD AVIGLIANA UN NUOVO GRUPPO PER CHI HA BISOGNO DI AIUTO: “PARLA CHE TI PASSA”

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di MARTINA BONAUDO 

AVIGLIANA – I gruppi di Auto Mutuo Aiuto (Ama) nascono tempo addietro in Italia da associazioni formate da non professionisti, che nel corso degli ultimi anni sono stati affiancati da esperti del campo della salute e che hanno iniziato a collaborare con i servizi sanitari locali.

Da diversi anni a questa parte, la diffusione dei gruppi di Auto Mutuo Aiuto (Ama) è sempre più richiesta anche da parte di persone che hanno bisogno di sostegno, per riuscire ad assumere un ruolo attivo rispetto alla loro condizione. Si tratta di situazioni delicate, in cui gli individui sono affetti da dolori cronici, quali ad esempio fibromi-algia, artrite e artrite reumatoide che spesso, quando trattate dalla medicina organizzata professionalmente, non permettono al soggetto di far fronte alla realtà e di esprimere i propri valori, di accettare il dolore e la menomazione inevitabili e spesso irrimediabili.

Per compensare queste mancanze e riuscire a dare una nuova visione del disagio psico-fisico, dato il forte impatto positivo che i momenti di incontro creano agli utenti del servizio, sono giunte richieste da parte dei residenti della Val di Susa e Valsangone, che già aderiscono agli incontri presso il centro di Torino, di attivare anche sul loro territorio questo servizio.

La domanda è stata accettata dalla “Casa della salute” di Avigliana, che ha permesso alla “facilitatrice” Fabiana Mortarini, infermiera per le cure domiciliari, di avviare il progetto “Parla che ti passa”. Il progetto prevede delle riunioni con cadenza fissa: due incontri mensili, il primo e terzo mercoledì, orario 18-20 dove presenzieranno anche esperti volontari che orienteranno i temi delle condivisioni in base alle necessità dei partecipanti. La partecipazione ai gruppi Ama è sempre un’azione volontaria, perciò sviluppa il senso di autodeterminazione: chi ha il problema non è più solo un paziente/ utente ma diventa una persona portatrice di risorse.
Fabiana e la sua collaboratrice Alessandra Di Conza , membro dell’ Apmarr e paziente, affermano di essere riuscite a realizzare il loro sogno: “mettersi al servizio di chi ha bisogno“.

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