AVIGLIANA E I PROFUGHI: LA CITTÀ OSPITA 25 MIGRANTI, IL COMUNE METTE A DISPOSIZIONE DUE ALLOGGI

Lo "Sprar" costa 313mila euro annui, l'iniziativa di "Microaccoglienza" costa 1,8 milioni annui e coinvolge anche gli altri Comuni

di STEFANO TONIOLO

AVIGLIANA – Lunedì sera in consiglio comunale si è parlato del tema migranti. La consigliera di opposizione Falchero di “Adesso Avigliana” ha chiesto lumi sul progetto di accoglienza Sprar. La consigliera poi ha chiesto di “essere messi a conoscenza dei costi diretti e indiretti” e ha voluto sapere quali sono gli interventi da parte dell’amministrazione in materia di integrazione, sicurezza, anche dei luoghi d’accoglienza e partecipazione. A rispondere è stato l’assessore alle politiche sociali e giovanili, Enrico Tavan: “Il progetto Sprar, riconfermato dal ministero per il triennio 2017-2019, vede il comune di Avigliana come capofila e alcuni partner (Almese, Caprie, Vaie e Rivalta di Torino). Viene specificato che il progetto coinvolge 21 richiedenti asilo, di cui 13 ad Avigliana nei vari alloggi, ed è attualmente affidato alla Cooperativa Orso di Torino, la quale ha i requisiti di legge ed è incaricata della tutela medica, della formazione linguistica e dell’orientamento sociale e al lavoro, la formazione professionale e dell’erogazione del “pocket money” (2,50 euro al giorno). Sono 8 gli operatori impiegati dal progetto, tutti gli alloggi sono in regola”.

Inoltre le strutture, stando alle parole dell’assessore Tavan, “Sono state ispezionate nel 2015 da un ispettore ministeriale e oggi risultano essere le stesse. Il progetto, che coinvolge otto operatori, risulta avere un costo di 313.000 euro annui, che però non ricadono sulle spese del Comune”.

Il Comune cosa investe per il progetto migranti Sprar? “Il Comune mette a disposizione due alloggi per ospitare i migranti, il cui valore equivale a 7000 euro annui di locazione, in più una quota variabile per pagare le spese delle utenze”. Grazie allo Sprar il Comune riceve dal ministero 8000 euro, che nel 2016 sono andati a favore di 16 cittadini di Avigliana rientranti nelle “fasce deboli”, il tutto in collaborazione con il Conisa.

Oltre ai 13 richiedenti asilo per il progetto Sprar, Avigliana ospita altri 12 migranti nell’ambito del progetto di “Microaccoglienza diffusa”, che coinvolge parecchi Comuni della bassa valle di Susa, da Caselette fino a Novalesa. “Il progetto –  spiega Tavan – è volto a gestire il fenomeno migratorio e non a subirlo con scelte prese da altri”. Infine Tavan ha ricordato l’impegno del Comune di Avigliana nell’organizzazione di vari momenti di dibattito e di sensibilizzazione al tema, quali la Giornata Mondiale del rifugiato o la manifestazione “Avigliana against racism”, momento di dibattito e di coinvolgimento sui temi di integrazione nello sport.

 

Nel complessivo, il progetto di “Microaccoglienza in Val Susa” costa 1,8 milioni di euro annui per ospitare 112 migranti nei vari paesi. “Per adesso ce ne sono 104, perchè occorre trovare gli alloggi disponibili”. Attualmente sono stati affittati alle cooperative interessate 28 unità abitative.

 

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9 thoughts on “AVIGLIANA E I PROFUGHI: LA CITTÀ OSPITA 25 MIGRANTI, IL COMUNE METTE A DISPOSIZIONE DUE ALLOGGI

  1. Pippo

    quindi alla fine il comune ci rimette: non incassa circa 7000€ di affitto (ossia 3500 ad alloggio che sono meno di 300€/mese; vorrei proprio vedere questi alloggi da 300€ in cui dormono 6/7 persone; quindi o gli alloggi sono penosi, oppure potrebbero essere affittati a prezzi di mercato più vantaggiosi) oltre ai costi delle varie utenze (luce, gas, acqua, immondizia…) per prenderne 8000 dal Ministero……
    Dei maghi della finanza ahahahah

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  2. gwen

    Posto che mi pare che gli affitti siano pagati dalle cooperative, che a loro volta ricevono i soldi dallo Stato, non penso che questo progetto sia stato fatto per guadagnare soldi, per cui i maghi della finanza non c’entrano. E’ un progetto di assistenza verso persone che fuggono da guerre, carestie, violenze, povertà etc…, non deve essere fatto per mero guadagno ma per tendere una mano a chi è nel bisogno, indipendentemente dalla nazionalità… infatti mi pare di capire che gli 8000 euro ricevuti dal Ministero sono stati usati per aiutare 16 cittadini italiani in difficoltà… Se si badasse sempre solo al portafoglio, non si aiuterebbe più nessuno, non è per nulla che viviamo in un mondo dove spendiamo miliardi per fare un telescopio gigante nel deserto del Cile (utile anche quello per carità, se no gli scienziati non avrebbero strumenti per lavorare), ma al tempo stesso lasciamo che ogni minuto un bimbo innocente muoia di fame, quando basterebbe utilizzare il cibo che nei Paesi occidentali finisce nelle pattumiere senza pensarci due volte, per salvarli.

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    1. Pippo

      Mah!
      io leggo: “Il Comune mette a disposizione due alloggi per ospitare i migranti, il cui valore equivale a 7000 euro annui di locazione, in più una quota variabile per pagare le spese delle utenze”
      Quindi deduco che è il Comune che paga e non le Cooperative (sebbene queste siano finanziate dallo Stato coi soldi nostri e quindi alla fine cambia poco)

      Detto questo, non ha colto il senso del mio commento: visto che alla fine il saldo per il Comune è negativo (almeno a leggere cosa riportato nell’articolo), non sarebbe stato meglio usare questi soldi (TUTTI e non solo quelli ricevuti dal Ministero) per aiutare i nostri concittadini?

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  3. Sergio

    Clandestini, non migranti, fino a prova contraria. Chi ne ha diritto e fugge dalle guerre venga accolto, per gli altri rimpatrio senza se e senza ma.
    I miliardi destinati alla cosiddetta accoglienza vengano impiegati per i ragazzi italiani, costretti loro sì ad andare all’estero per lavorare mentre il governo e i comuni fanno i grandiosi con persone (e cooperative) che non hanno alcun titolo per essere finanziate con soldi pubblici, salvo le dovute, percentualmente piccole, eccezioni

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  4. gwen

    Le persone penso abbiano titolo ad essere aiutate tutte quante, italiane e straniere, in quanto esseri viventi, in quanto persone appunto… si vede che veniamo da due scuole di pensiero diverse… a me l’insegnamento che piace di più è quello di Gesù, chiamato regola aurea: “fai agli altri quello che vorresti che gli altri facciano a te”. E gli altri, il prossimo, non hanno un colore specifico, una nazionalità specifica… il nazionalismo è servito solo a scatenare guerre, odi razziali, pulizie etniche e via dicendo. Se tutti imparassero che gli uomini e le donne sono fratelli e sorelle, appartenenti alla stessa famiglia, bianchi, neri , gialli, e tutti allungassero una mano a chi soffre, il mondo sarebbe ben diverso, ma come ha detto qualche giorno fa Andrea Camilleri (scrittore di Montalbano), gli italiani non sono un popolo di brava gente come vogliono fare credere, sono un popolo di razzisti… Viviamo in un Paese così arretrato che fa ancora scalpore chi forma una coppia mista, chi adotta un bimbo di colore e così via. Tutto questo è molto triste, chi vive così perde una ricchezza culturale immensa, io ho amici del mondo intero, e sapere qualche parola di un’altra lingua, provare un cibo straniero, indossare un abito non usuale per noi, condividere racconti di vita di Paesi lontani, può veramente dare una marcia in più, aprire la mente e aiutarci a capire che ogni cultura ha qualcosa da apprezzare.

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    1. Pippo

      il classico esempio di razzismo al contrario!
      inutile discutere: esalti la cultura altrui e non difendi la tua…..ne riparliamo tra 50 anni….

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      1. gwen

        Non esalto nessuna cultura, non ritengo che la mia sia né superiore né inferiore a quella di altri, e voglio bene alle persone in quanto tali, non mi interessa se sono con la pelle nera, bianca, gialla, con gli occhi a mandorla, da tutti c’è qualcosa di buono da imparare. Sappiamo tutti a cosa ha portato l’ideologia di un personaggio che non mi va nemmeno di nominare che pensava che la razza ariana fosse l’unica degna di sopravvivere, è ora di imparare che si può convivere pacificamente anche con culture diverse.

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        1. Pippo

          certo certo…..intanto gli italiani pagano le tasse e queste vengono usate per aiutare gente che non le ha mai pagate e probabilmente non le pagherà mai…..mentre c’è gente che le ha pagate ed adesso è in difficoltà e non viene aiutata….
          anche questo è razzismo, solo che non essendo rivolto verso chi ha la pelle o gli occhi diversi dai nostri, ma anzi proprio verso chi ci assomiglia di più è accettabile.
          E non guardi al passato all’estero con discorsi che non c’entrano niente e cercando di travisare le mie parole: io non ho mai detto di non aiutarli, ma ho detto chiaramente che io darei la priorità ai miei connazionali….che è una cosa ben diversa!
          Siccome le risorse (non quelle che arrivano da oltre mare, ma quelle economiche) sono limitate, bisogna fare delle scelte: io scelgo il mio vicino di casa, lei sceglie altri…..questo la rende migliore di me? Non credo! Al massimo la rende ipocrita.

          La smetta di fare quello politically correct ed apra gli occhi!
          Le auguro di non essere mai in difficoltà ed accorgersi che viene preferita gente che non si è mai guadagnata il diritto al nostro aiuto…

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          1. gwen

            Difficoltà ne ho avute più di quelle che lei pensa, che non sto a raccontarle perchè sono fatti miei, e tante volte proprio amici venuti da lontano mi hanno dato una mano emotiva molto forte, invitandomi a casa loro, a volte anche solo con un abbraccio, un sorriso splendido di chi ha problemi peggiori dei miei etc, … Gli occhi li ho aperti tanti anni fa, dalla Parola di Dio ho imparato che il nostro Creatore da un solo uomo ha creato la razza umana, non conosco altre razze, per cui per me l’importante resta la condotta della singola persona, non mi interessa se è italiana, francese, inglese, nigeriana, marocchina, cinese, vietnamita, tailandese, filippina o di non so quale altra nazionalità. Ogni popolo ha i suoi colori, i suoi profumi, i suoi paesaggi, i suoi cibi, le sue usanze e per chi a volte deve scappare da guerre, fame, sevizie etc, non è così facile ambientarsi in paesi stranieri dove lingua, cibo, cultura sono totalmente diversi e dove si viene puntati a dito in quanto di colore diverso, di lingua diversa etc… Nasciamo tutti con gli stessi bisogni, vitto e alloggio e cure quando stiamo male e conforto emotivo quando soffriamo, e non scegliamo il posto dove nascere. E con questo non ho mai detto che gli italiani non vadano aiutati, ci mancherebbe, ogni persona in difficoltà deve essere aiutata, ma non riesco e non voglio classificare i bisogni materiali ed emotivi del prossimo in base al luogo di provenienza. Buona giornata.

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