BARDONECCHIA E LO SCANDALO DEL CIMITERO CHIUSO PER NEVE: “DOPO 12 GIORNI HO PIANTO, É UNA VERGOGNA”

Egregio Direttore,
mi permetto di rivolgermi direttamente a lei per segnalarle un’ incresciosa situazione di cui non so se è già a conoscenza.
Non voglio fare polemica, perchè non è nel mio stile e non credo sia mai costruttiva, ma porre la Sua attenzione a riguarda di una questione che mi stà molto a cuore, ma non puramente per questioni personali, anche, ma più che altro per una questione di principio.
Martedì 11 febbraio ,facendo due passi in zona Campo Smith, decido di fare una visita al Cimitero, lo faccio spesso, io non sono nativa di Badonecchia, ma vivo quì da ormai vent’ anni, ed amo questo paese….profondamente.
Ho trovato il cancello chiuso, con catenaccio e lucchetto, ordinanza del Sig. Sindaco che VIETAVA AI SIGNORI CITTADINI L’ ACCESSO AL CIMITERO pr questioni di sicurezza viste le abbondanti nevicate d ei giorni giorni precedenti.
Ci sono rimasta molto male, avevo bisogno di un momento di raccoglimento in questo luogo di silenzio e di pace accanto al ricordo di tante persone meravigiose che ho avuto l’ onore di incontrare e conoscere in tutti questi anni, alcune per me davvero molto speciali.
Passata la delusione ho cercato di capire, ho pensato che magari c’ era bisogno di un paio di giorni per ripulire e che quindi potevo aspettare.
Sono ripassata molte volte, ma tutto era sempre uguale.
Sono passati dodici giorni, ieri ripassando per l’ ennesima volta ho trovato gli operai di una ditta per lo sgombero neve al lavoro, ho chiesto loro se fosse aperto e mi è stato detto di no, ma che probailmente il giorno successivo sareebbe stato riaperto.
Oggi ero felice, sono uscita di casa con il mio mazzolino di fiori( sono riuscita a conservare fiori freschi in cimitero anche nel periodo più freddo),ho trovato ancora catenaccio e lucchetto….ho pianto.
Sò che forse molte persone possono pensare che sia sciocco prendersela tanto e starci male,ma io sò quello che ho provato,mi sono sentita ferita,privata totalmente del diritto di vivere le mie emozioni i miei sentimenti.. di professare la mia fede….è una violenza.
Io non le stò chiedendo di risolvere il problema, le chiedo di pubblicare questa mia lettera nella speranza che possa essere di riflessione per le persone che si trovano a gestire questa situazione, che possano capire ….
Maura Brondolin

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