BUSSOLENO, DANIELE GOUTHIER E UN’ADOZIONE SPECIALE

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di MARIO RAIMONDO

BUSSOLENO – Per Daniele Gouthier, docente matematico alla Sissa e originario della valle di Susa in fondo, sabato 16 marzo, è stato un po’ come tornare a casa, come ai tempi in cui era uno studente del Norberto Rosa. E le tante persone che hanno affollato il salone Monsignor Vighetti lo hanno ascoltato raccontare un po’ del suo libro che racconta d’una storia vera tra l’Italia e l’India, una storia che nasce da una situazione reale in cui la “soluzione” sembra quasi impossibile, come se fosse un sogno. Anche se è vero che solitamente i sogni svaniscono all’alba a volte, se i coltivi, ti portano da qualche parte, magari a casa, quella che un tempo era la tua casa, la tua gente, la tua terra, la tua famiglia. È quello che accade a Naseem il piccolo bimbo, figlio delle moltitudini dell’India, che passa dallo scoramento del perdersi nella megalopoli di Dheli – solo tra diciotto milioni di abitanti – alla vita di bambino adottato a Firenze dove inizia una nuova vita in una famiglia che gli vuole davvero bene.
Naseem, nonostante abbia solo otto anni non dimentica la vita del villaggio: al contrario, custodisce ed accudisce i ricordi di quell’infanzia fatta di voci, suoni, luoghi, volti, il “prima” della sua vita che sembra lontana come un sogno ma che fu davvero reale.
Quando la nostalgia diventerà troppo forte, quando la curiosità del sapere diventerà incontrollabile Naseem deciderà di affrontare un lungo viaggio nel tempo, nello spazio e nel profondo del proprio cuore.
Per ritrovare, per ritrovarsi sulle tracce di un sogno che porta alla meta. Che porta a casa, che porta alle origini.
Tracce che Daniele Gouthier ha raccontato al pubblico di Bussoleno, il quale si è entusiasmato e commosso per questa storia vera.

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