CASO PIAN DEL FRAIS, PARLA CERUTTI: “CON LA STAZIONE DELLA TAV, SUSA POTRA’ DIVENTARE LOCALITA’ SCIISTICA. LA POLITICA DEVE FARE SCELTE LUNGIMIRANTI”

di MARCO CERUTTI

Egregio direttore ,

In queste settimane ho letto e sentito di tutto relativamente al Frais, che sembra divenuto come la Fontana di Trevi nel bellissimo film di Toto’, il quale la vendeva più volte senza che fosse sua.

Le sarei quindi grato se pubblicasse questa mia lettera al fine di porre chiarezza.

La società non e’ mai stata acquistata da nessuno.

Nel corso degli ultimi 10 anni abbiamo avuto diverse offerte, anche formalizzate per scritto, ma all’ atto pratico nessuno ha mai concretizzato oggettivamente l’acquisto.

Ne consegue che la famiglia Cerutti rimane titolare della stazione sciistica.

Vero e’ che il comune di Chiomonte nell’ autunno 2008 istruì una trattativa di compravendita, facendo periziare gli impianti, ottenendo lo stanziamento di un contributo dalla Regione Piemonte. Per ragioni che non conosco, l’amministrazione non acquisì le proprietà, interruppe le trattative, ed ancora oggi siamo in attesa di risposte e determinazioni in merito

Tutto il resto sono fantasie elettorali e falsità.

Non ci sono scoop da fare modello tangentopoli o expo 2015 (perche tutte queste interrogazioni non sono state fatte tra il 2008 e il 2013 dalla minoranza del comune di Chiomonte?), ma la politica locale deve fare delle scelte lungimiranti valutando e comprendendo che investire sul rinnovamento della stazione sciistica del Frais porterà al bacino d’utenza media/bassa valle di Susa (Bussoleno – Susa – Exilles), sia dal punto di vista economico che occupazionale, uno straordinario valore aggiunto.

Polemiche elettorali ed errori politici a parte, prenderei in esame tre punti :

1) Il modello turistico della Valle di Susa, che pur espletandosi nel corso dell’ intero anno, ha la sua centralità nelle attività connesse agli sport della neve.

2) Un territorio che sta cercando di riconvertirsi da industriale che fu (Acciaierie,Cotonificio,Enel,Sip,Ferrovie,ecc) a turistico, cercando di valorizzare una serie di attuatori quali le Rovine Romane di Susa, l’abazia di Novalesa, la fortezza di Exilles, la sacra di S.Michele, il parco naturale dell’Orsiera eccc….

3) la prevista realizzazione della stazione internazionale di Susa, da considerarsi in termini di funzioni quale centro servizi al tunnel e al terminal TAV porrà la cittadina di Susa al centro del sistema da realizzarsi quale primo punto di accoglienza e di servizio.

La stessa Susa, e non solo più Chiomonte, potrebbe inserirsi quale stazione sciistica diretta, soprattutto all’area metropolitana di Torino, qualora venga realizzata la riconversione della stazione sciistica del FRAIS, “elemento motore” sia dal punto di vista economico che occupazionale.

Per fare tutto ciò e’ necessaria una puntuale analisi con conseguente programmazione di governance del progetto fino alla realizzazione di una pluralità di interventi legati tra loro da condizioni strutturali e tipologiche che consentano di fare sistema, sia sul piano dell’offerta che sul mercato internazionale che della gestione…. Non sterili ed inutili polemiche di campagna elettorale.

Le esigenze del momento richiedono la evidente necessità di individuare forme di impresa del tutto innovative, stimolate dagli incentivi pubblici (es fondi post olimpici, tassa di scopo), che integrino l’imprenditorialità del territorio coinvolgendo in forme societarie con modalità concessorie soggetti anche nuovi.

In buona sostanza il Frais necessita di un sostanziale rinnovamento che oggi solo il pubblico potrebbe realizzare per il tramite di importati contributi pubblici ed esso destinati, qualora esso ne’ sia già proprietario della stazione (il Frais ha bisogno di importanti investimenti sul rinnovo degli impianti)

Il privato dovrà gestire in modo imprenditoriale .

Un esempio concreto: alagna valsesia nel 1999 chiuse perche il privato non aveva le risosre per rinnovare le funivie in scadenza.

Il pubblico (comuni di tutta la valle provincia e stato) interveni con 50 milioni di investimento.

I nuovi impianti vennero dati in gestione al privato che dopo 10 anni ha restituito sotto forma di tasse1/4 del capitale investito, ma soprattutto e’ ripartito un indotto ed un economia importantissima …. E i soldi pubblici non sono stati sprecati.

Marco Cerutti


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