CHIOMONTE, 300MILA EURO DI SOLDI TAV PER SISTEMARE LA RETE ELETTRICA

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di ANDREA MUSACCHIO

CHIOMONTE – Circa 300.000 euro di fondi Tav per sistemare la rete elettrica di Chiomonte. Il Comune si è attivato per dare il via alla manutenzione straordinaria della rete. Utilizzando i soldi delle compensazioni della linea Tav Torino-Lione, per diminuire il rischio di guasti che da circa un anno “tormenta” un 1/3 di utenti del paese: “I fondi della Nltl (Nuova Linea Torino-Lione ndr.), sono fermi dal 2012 e non sono mai stati utilizzati fino ad oggi – dice Garbati – abbiamo già avviato quanto necessario per fare una manutenzione straordinaria della rete. Anche per ridurre il rischio di disservizi che quest’anno ci sono stati e che dalla fine dell’anno scorso ci sono frequentemente. Non si è ancora capito bene se la colpa di questi disservizi è di Iren oppure se è sulla parte di rete obsoleta, che noi adesso vogliamo rinnovare con quei 300.000 euro messi a disposizione. I 300.000 euro, comunque sono opere di compensazioni e sono già disponibili. Al momento ci sono 2/3 dei contatori già telecontrollabili mentre 1/3, che sarebbero pronti ad essere telecontrollabili, non lo sono per via di questi impianti obsoleti“.

L’energia elettrica è un tema molto importante per Chiomonte: “È dal 2000, dall’entrata in vigore del Decreto Bersani del ’99, che si dice che all’interno dello stesso Comune non ci può essere più di un distributore di energia elettrica – afferma il sindaco – qui a Chiomonte ce ne sono due: uno è il Comune, il quale gestisce direttamente queste attività e ha i 3/4 di utenza del territorio. L’altro è l’Enel, che ha circa 1/4 di utenze. Sostanzialmente non stiamo rispettando le disposizioni del decreto, però non ci sono sanzioni se un Comune non procede. La gestione di questi impianti diventa sempre più complicata e diversi Comuni, anche quelli della valle tra cui Salbertrand, hanno ceduto la loro rete all’Enel. Il Comune di Chiomonte è concessionario, quindi avrebbe titolo di acquistare la rete dell’Enel, però non ha i soldi per comprarla. Allora si stanno valutando tre ipotesi: la prima, di andare avanti così senza rispettare il Decreto Bersani, ma secondo me non è una cosa opportuna. Seconda ipotesi: si potrebbe acquistare la rete facendo una società con un operatore esperto del settore. Terza ipotesi: vendere la rete all’Enel, la quale è disponibile ad acquistarla“.

Per seguire la seconda ipotesi (creare una società ad hoc tra Comune ed operatore del settore) l’amministrazione chiomontina alcuni mesi va aveva pubblicato un avviso di manifestazione di interesse e la società Ireti (gestore delle reti di Iren) ha partecipato, avviando una trattativa: “L’unico operatore esterno che si è presentato dopo che il Comune ha pubblicato il  bando è la società Ireti – afferma il sindaco – la manifestazione d’interesse risale al 7 dicembre 2018, quasi 8/9 mesi fa. Ora vediamo se questo negoziato può andare in porto. Certo che noi, costituendo questa società con Iren, ci aspetteremmo un contributo in termini di competenze ed esperienze. Un vantaggio economico, perché è chiaro che dovrebbero entrare in questa società con una quota di maggioranza e poi la possibilità di mantenere una visione locale della gestione, con  il vantaggio di essere vicino ai cittadini“.

 

 

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5 COMMENTI

  1. Quello che altrove è il diritto di
    avere servizi degni di un paese civile in valle di Susa diventa uno scambio. Ottima idea di progresso.

    • Esatto, che un’amministrazione vada orgogliosa di aver barattato il territorio e la salute dei cittadini per realizzare quel che le spetta di diritto è penoso.

  2. Iren? Rete elettrica obsoleta? Società mista con un operatore del settore?
    Peccato che i Chiomontini non abbiano eletto un medico (anche a riposo) perché ora potrebbero attendersi promesse di un Pronto soccorso, di un reparto di rianimazione o di un ospedale da far invidia a Briançon.

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