CONDANNATO AL CARCERE L’AGGRESSORE DI MAURA BRONDOLIN / LA MASSACRÒ DI BOTTE IN VAL SUSA

  
È stato condannato a due anni di carcere l’uomo di Avigliana che a giugno massacrò di botte Maura Brondolin, 48enne di Bardonecchia di cui si era innamorato, senza essere corrisposto. Il caso fu sollevato dal nostro quotidiano ValsusaOggi, quando pubblicammo la lettera denuncia della vittima, nella quale raccontava l’aggressione subita, mostrando la sua foto piena di lividi dal letto d’ospedale. 

Il giudice Potito Giorgio di Torino ha condannato alla reclusione l’aggressore, colpevole per i reati di stalking (atti persecutori), violenza privata e lesioni. L’uomo – non corrisposto nei sentimenti dalla sua ex compagna di liceo – aveva picchiato selvaggiamente la Brondolin in un parcheggio lungo la statale 24, all’altezza di Chiomonte, tentando di strangolarla fino a farle perdere i sensi, per poi lasciarla esamine dentro la sua auto. Era poi fuggito nei boschi sopra Gravere, fino all’arresto da parte dei Carabinieri, che l’avevano ritrovato dopo pochi giorni. 

Nel processo Maura Brondolin era difesa dall’avvocato Silvia Lorenzino di Torino: il pm aveva chiesto 2 anni e 2 mesi di reclusione, perché l’uomo ha potuto usufruire del rito abbreviato, che gli ha scontato di 1/3 la pena, oltre alle attenuanti generiche. Ma dovrà anche risarcire la donna,  con un acconto provvisorio di 15mila euro. L’uomo rimarrà in carcere, il giudice non ha disposto scarcerazione o domiciliari, anche se quasi sicuramente il suo legale farà appello, o richiederà in futuro delle misure cautelari più leggere rispetto alla galera. 

Durante l’udienza, l’avvocato dell’aggressore ha affermato che l’uomo si diceva “pentito di quanto commesso, e ancora innamorato”. Parole rispedite al mittente dalla Brondolin: “Sono contenta per questa sentenza, che dimostra quanto sia importante per noi donne, trovare la forza di denunciare le violenze subite e non avere paura. Lui non deve chiedere perdono a me, nè dire certe cose sull’innamoramento, visto che quando mi ha massacrata era in piena coscienza, al limite dovrà pentirsi di fronte a Dio”. 

Da quando ebbe il coraggio di pubblicare la lettera e le foto di denuncia , Maura Brondolin è diventata un simbolo in Val Susa della lotta contro la violenza sulle donne, testimoniando insieme a ValsusaOggi l’importanza di denunciare gli abusi e le aggressioni. Non da ultimo, proprio ieri la Brondolin ha partecipato all’incontro per le scuole della Valle di Susa, che il nostro giornale ha organizzato mercoledì 25 novembre a Bardonecchia, in occasione della Giornata internationale contro la violenza sulle donne. 

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