EX OSPEDALE AVIGLIANA, SPIRAGLIO PER SALVARE I POSTI LETTO: LA REGIONE BLOCCA I TAGLI DI COTA

Uno spiraglio per salvare i posti letto dell’ospedale di Avigliana, che l’ex presidente della Regione Roberto Cota voleva togliere totalmente. Oggi la nuova giunta regionale guidata da Sergio Chiamparino ha sospeso la delibera del suo predecessore, contenente le nuove misure della rete ospedaliera piemontese.

Il presidente Sergio Chiamparino, il vicepresidente Aldo Reschigna e l’assessore Antonio Saitta hanno deciso di sospendere l’attuazione della delibera del 12 maggio scorso, con la quale veniva ridefinita la rete ospedaliera per quanto riguarda i posti letto per acuzie e post acuzie. Delibera che prevedeva una pesante riduzione di 707 letti negli ospedali, rispetto alla situazione attuale.

In questo piano, non erano più previsti posti letto per gli ospedali di Avigliana, Venaria, Pomaretto, Torre Pellice, Valenza, Galliate e Nichelino. Complessivamente veniva disposto il passaggio dagli attuali 17.809 posti a 17.102 (di cui 13.805 per acuzie e 3.297 per post acuzie).

“È una sospensione doverosa – spiegano dalla Regione – per effettuare uno studio approfondito dei criteri alla base di quel provvedimento, ed un necessario confronto con le aziende sanitarie”.

La palla torna quindi all’AslTo3 e agli enti locali, come il Comune di Avigliana, che dovranno ridiscutere con il neo assessore Saitta il futuro dell’ex ospedale Sant’Agostino. I cui problemi erano stati denunciati proprio da una nostra inchiesta, che potete leggere qui, dopo il duro intervento del sindaco Angelo Patrizio in uno degli ultimi consigli comunali.

Il piano di Cota, come spiega Saitta, prevede “Riduzioni consistenti in attività di acuzie per la Città della Salute di Torino, gli ospedali di Cuneo, San Giovanni Bosco, Maria Vittoria e Cottolengo di Torino e per quelli di Cuorgnè e Ciriè. Non sono più previsti posti letto per gli ospedali di Venaria, Pomaretto, Torre Pellice, Valenza, Galliate, Avigliana e Nichelino”.

Al contrario, il progetto prevedeva invece “aumenti per gli ospedali del Verbano-Cusio Ossola, Biella, Borgosesia, Alessandria, Novara e per il San Luigi di Orbassano”.

“Le variazioni per le post acuzie – aggiunge l’assessore alla Sanità – dipendono in buona parte dalle trasformazioni in posti letto di continuità assistenziale e per le case di cura anche dalla trasformazione da postacuzie ad acuzie della psichiatria”.

La giunta Chiamparino si è anche riservata un approfondimento sulle delibere riguardanti i contratti con le strutture private e sull’autorizzazione alle aziende sanitarie, per il conferimento di incarichi di direttore di distretto e di struttura complessa.

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