FOTO E VIDEO / VALSUSA, LA VILLA CONFISCATA ALLA MAFIA HA RIAPERTO COME CASA PER FERIE: L’INAUGURAZIONE OGGI A BARDONECCHIA CON IL PREFETTO

 

Villa Mazzaferro a Bardonecchia
Villa Mazzaferro a Bardonecchia

VIDEO / GLI SCOUT DI BARDONECCHIA RICORDANO IL CRONISTA GIANCARLO SIANI NELLA VILLA CONFISCATA ALLA MAFIA

 

di FABIO TANZILLI

BARDONECCHIA – Ci sono voluti 20 anni giusti, dal 1996 al 2016, ma finalmente la villa di via Medail confiscata al boss mafioso Ciccio Mazzaferro sarà utilizzata come casa vacanze e aperta al pubblico e turisti. Questa mattina a Bardonecchia si è tenuta la cerimonia di inaugurazione della neonata casa “L’Alveare”, con il prefetto di Torino Renato Saccone e le autorità locali, insieme ai vertici delle forze dell’ordine valsusine (carabinieri, finanza, polizia, alpini). L’ostello sarà gestito dall’associazione degli scout bardonecchiesi “Liberamente insieme” presieduta da Adriana Ugetti. Per adesso ospiterà nelle sue camere i gruppi parrocchiali e scout, scuole e associazioni. La giornata di festa è stata animata dal gruppo musicale del liceo Des Ambrois di Oulx, la mitica Desamband, guidata da Carlo Villavecchia. Presenti anche gli allievi dell’istituto, con il preside Ainardi.

INAUGURATA LA CASA PER FERIE “L’ALVEARE”, VILLA CONFISCATA ALLA MAFIA / ECCO LE FOTO DELLA CERIMONIA

Il sindaco Avato ha ricordato che la confisca della casa di Mazzaferro “non è stata un percorso facile, ma molto lungo. Il primo provvedimento risale al 1996, ci sono state molto difficoltà, ma con determinazione il Comune ha sempre voluto acquisire questo bene, e oggi siamo molto contenti”. In effetti di problemi questa casa ne ha avuti tanti: prima il ricordo al Tar della famiglia Mazzaferro, che non voleva cedere il bene al Comune. Poi le lungaggini burocratiche, solo nel 2008 l’Agenzia del Demanio ha finalmente confermato la disponibilità del bene al Comune. E i problemi del cantiere (l’immobile aveva parecchio amianto da smaltire). Non a caso è stato fondamentale il contributo economico della Sitaf, che si è occupata della ristrutturazione della casa – rifatta completamente – spendendo 400mila euro.

ECCO COME E’ DIVENTATA VILLA MAZZAFERRO

“Ci sono delle ragioni simboliche, per cui abbiamo voluto con determinazione utilizzare questo bene – ha proseguito Avato – la villa doveva diventare un elemento positivo di Bardonecchia, superando il passato. Oggi si chiude un cerchio, finalmente la casa per ferie sarà aperta al pubblico, proprio prima della stagione invernale”.

VIDEO: IL PREFETTO ENTRA NELLA VILLA CONFISCATA CON IL SINDACO

Il prefetto di Torino ha partecipato alla cerimonia con soddisfazione: “Oggi si festeggia l’apertura della casa confiscata, ma ciò non vuol dire dimenticare il passato e ciò che è avvenuto di brutto a Bardonecchia. Questa iniziativa di oggi è uno schiaffo alla mafia, e rappresenta la volontà e la capacità di stare insieme, ricostruendo un percorso di fiducia verso lo Stato. Complimenti a Bardonecchia”.

Il progetto di recupero di villa Mazzaferro è stato portato avanti in questi anni da Libera Piemonte, l’associazione contro le mafie fondata da don Ciotti: “Questa è una vittoria contro la mafia, ogni bene che gli viene tolto e restituito ai cittadini, rappresenta una vittoria – ha ricordato Maria José Fava – ma non dobbiamo lasciare da soli i nuovi gestori della casa. L’associazione “Liberamente insieme” ha bisogno di tutti voi”.

La presidente Adriana Ugetti era emozionatissima: “Gli scout di Bardonecchia e il gruppo Masci hanno creato Liberamente Insieme nel 2011 – ha spiegato, commuovendosi più volte durante il discorso – ci è voluto tempo, il momento più bello è stato nel 2013, quando è venuto qui Giovanni Impastato. Questo è l’Alveare, un luogo dove le persone vanno e vengono. Ospiteremo gruppi scout, associazioni, parrocchie…ma vogliamo usare questo spazio anche per ospitare gli incontri di chi vive a Bardonecchia, aiutare le persone del paese a ritrovarsi qui. Può essere utilizzata per i bambini e i giovani, ospitando spettacoli, feste e iniziative varie”.

Poi, davanti all’ingresso, don Franco Tonda ha benedetto la casa: gli scout bardonecchiesi hanno organizzato due toccanti momenti in ricordo di Giancarlo Siani (il giovane cronista ucciso dalla Camorra) e Luciano Ferraris. Adriana Ugetti ha quindi aperto le porte dell’Alveare, che è stato visitato dal prefetto, accompagnato dal sindaco.

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