FOTO / SUSA, POCHI POSTI LETTO IN OSPEDALE: I PAZIENTI RICOVERATI NEL CORRIDOIO DEL PRONTO SOCCORSO

Domenica 11 marzo: i pazienti nel corridoio del pronto soccorso di Susa, affollato di letti e barelle

di FABIO TANZILLI

SUSA – Il lento declino dell’ospedale di Susa e i tagli dalla Regione Piemonte continuano a creare disagi a pazienti e cittadini della Val Susa. L’Asl ha ridotto notevolmente i posti letto dell’ospedale e quando c’è affollamento al pronto soccorso, con pazienti che hanno bisogno di maggior assistenza, al posto di mandarli nei reparti specifici vengono ricoverati direttamente nel corridoio anche per più giorni. Per una semplice ragione: non ci sono abbastanza posti letto nei reparti di Medicina e di Chirurgia/Ortopedia.

E’ capitato anche ieri, domenica 11 marzo: il corridoio del pronto soccorso di Susa è diventato un reparto di degenza dell’ospedale, con barelle e lettini che occupavano il passaggio e pazienti costretti a stare in mezzo alla zona di transito utilizzata per le emergenze: “Sembrava un ospedale da campo, è inaccettabile”. Ed è capitato anche la scorsa settimana, nonostante il numero di accessi sia lievemente diminuito.

Proprio perché il problema non riguarda l’affollamento del pronto soccorso per le classiche influenze di stagione, ma la mancanza strutturale di posti letto per i pazienti che andrebbero ricoverati nelle stanze dell’ospedale e non in un corridoio. Alla faccia della dignità del malato e della privacy.

Per questa ragione gli infermieri del pronto soccorso di Susa, tramite il sindacalista del Nursind Giovanni Marino, hanno deciso di sollevare il problema pubblicamente. Ieri il sindacato delle professioni infermieristiche torinese ha scritto una lettera al direttore generale dell’Asl Boraso e alla dirigente Asl Laudisio, per lanciare l’allarme sulla mancanza di posti letto nell’ospedale di Susa, a danno dei pazienti e del personale sanitario.

La lettera è firmata da Marino e dal collega Summa: “I pazienti stazionano per giorni nei corridoi del pronto soccorso in attesa di ricovero nei reparti di degenza, arrivando nelle ore diurne a toccare punte di 20/25 presenze – spiegano gli infermieri – maggiori criticità si raggiungono anche nel week-end, quando a causa della presenza di turisti ed una minor copertura oraria del medico che si occupa dei codici a bassa intensità, la situazione si complica ulteriormente”.

Il corridoio del pronto soccorso diventa un ricovero: “Capita che per 3/4 giorni non possiamo ricoverare i pazienti in ospedale e siamo costretti a tenerli nei corridoi del pronto soccorso – spiega Marino a ValsusaOggi – all’ospedale di Susa ci sono solo 24 posti letto a Medicina e 18 nei reparti di Chirurgia e Ortopedia. Essendo pochi posti si riempiono facilmente, ma quando al pronto soccorso arrivano vari pazienti che andrebbero ricoverati nei reparti, non possiamo trasferirli e devono rimanere in corsia. Al pronto soccorso abbiamo una sala con 9 posti, di cui 5 letti e 4 barelle. Quando finiscono, siamo costretti a tenere gli altri pazienti che hanno bisogno nella zona di passaggio, in mezzo alle porte che si aprono e si chiudono, alla gente e al personale medico che va e che viene, senza contare al mattino il passaggio delle donne delle pulizie che devono spostare tutto…pazienti che devono passare la notte in corridoio con le luci che rimangono accese…pensate alle situazioni che devono subire anziani e persone malate che hanno problemi, alla faccia della privacy”.

Il problema è che i pazienti ricoverati al pronto soccorso spesso non sono persone con problemi semplici da codice bianco: “Si tratta di persone con patologie come la  polmonite, o che hanno scompensi cardiaci e problemi neurologici – aggiunge Marino – e domenica non c’era più posto per ricoverare, abbiamo finito anche le barelle”.

Intanto il personale medico deve fare i salti mortali, anche perché la forza lavoro è “tarata” per gestire 24 persone: “Il pronto soccorso è destinato alle emergenze e non a gestire i ricoveri di questo genere – spiega Marino – è un danno sia per il paziente che per il personale. Medici e infermieri fanno i salti mortali per evitare problemi di malasanità e garantire il servizio”.

A proposito del personale medico, al pronto soccorso di Susa l’Asl ha stabilito un orario paradossale per il dottore che si occupa dei codici a bassa intensità (bianco e verde): ha più ore di lavoro dal lunedì al venerdì (dalle 8 alle 23) rispetto al weekend, ridotto solo dalle 9 alle 17. “Proprio quando l’ospedale di Susa ha maggiori presenze per i turisti e sciatori dell’alta Val Susa, l’orario del medico diminuisce. Per quale motivo?” chiede Marino.

Ma non solo: a breve l’infermiera che era stata “aggiunta” al pronto soccorso di Susa per aiutare i colleghi nei mesi di sovraffollamento invernale, sarà trasferita al presidio sanitario di Avigliana: “Fino ad oggi, nonostante l’assenza di alcune infermiere per maternità, si è riusciti a mantenere con fatica e discontinuità 4 operatori nel turno del mattino, 3 al pomeriggio e 3 di notte – spiegano nella lettera all’Asl Marino e Summa – privare il pronto soccorso di un’unità potrà peggiorare ulteriormente la situazione (…). A tal proposito, si ricorda che essendo quello di Susa un ospedale di frontiera in zona turistica, a giugno per il pronto soccorso inizierà un nuovo periodo intenso”.

Gli infermieri chiedono alla Regione e all’Asl di aumentare i posti letto all’ospedale di Susa: “Problemi analoghi li abbiamo anche all’ospedale di Rivoli, che ormai è diventato il tappo per tutte le emergenze – afferma Marino a ValsusaOggi – a Susa ci vorrebbero almeno dieci posti letto in più al reparto di Medicina. Ma non si tratta di richieste strane, visto che fino a pochi anni fa il pronto soccorso di Susa non aveva questi problemi per una semplice ragione: a Medicina c’erano circa 50 posti letto e 14 medici internisti”.

Poi sono arrivati i tagli dell’assessorato regionale alla Sanità con l’Asl: “E i medici internisti sono diventati 5”.

La lettera del sindacato degli infermieri si conclude così: “Vista la concomitante segnalazione di criticità su altri pronto soccorso dell’AslTO3 (ad esempio Rivoli), chiediamo prioritariamente di non depotenziare il personale infermieristico del pronto soccorso di Susa e di convocare l’Osservatorio Pgs dell’AslTO3 per cercare di trovare ulteriori soluzioni ad una problematica ormai diventata cronica”.

Anche la scorsa settimana il corridoio del pronto soccorso di Susa è diventato un ricovero ospedaliero

 

 

 

 

 

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10 thoughts on “FOTO / SUSA, POCHI POSTI LETTO IN OSPEDALE: I PAZIENTI RICOVERATI NEL CORRIDOIO DEL PRONTO SOCCORSO

    1. Pietro

      Certi dirigenti e certi politici in prima fila la Lorenzin li manderei alle olimpiadi a calci in c…..

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  1. Luigi

    E poi certe mer@e pensano alle olimpiadi ?Vergognatevi ! Capre !

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  2. Riccardo

    Poi i nostri grandi sindaci parlano di olimpiadi!
    Si vede che loro non hanno bisogno degli ospedali vedono solo la speculazione!!!
    Per quelli che si fanno male sugli sci dovrebbero fare un centro medico in Alta valle non a Susa.
    Se uno si sente male consiglio di passare alla sera tardi non c’e’ nessuna coda (provato a mio carico) comunque complimenti a tutto lo staff medico dell’ospedale di Susa per gestire un casino del genere ed essere sempre disponibile a tutti!

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  3. il gallo

    Purtroppo quanto riportato è cronaca quotidiana, fino a quando non tocca personalmente ci copriamo gli occhi e andiamo avanti ma questa tristissima relatà rimane: infierire su chi è debole è contro l’umanità! Sono stufo di direttori sanitari che si rifugiano dietro a vacue parole pronti a dare la colpa al politichetto di turno (che perlatro le ha tutte), chi riveste incarichi istituzionale DEVE RISPONDERNE! Ma non con promesse nè facendo spallucce, se i medici ed il personale sanitario avessero TUTTI la dignità di onorare il loro mestiere i cialtroni in loro seno sarebbero presto tagliati fuori. Quanto al denaro che manca si sa benissimo che c’è, e pure molto, ma fino a quando lo si spende in tangenti, premi agli incapaci, armi etc. certo non finirà dove veramente serve. Potessero almeno i responsabili di questo reato contro l’umanità stare una settimana con le coliche seduti nello stanzino delle scope di un qualsiasi ospedale da loro mal gestito. Scusate lo sfogo ma non vedo altra via di uscita.

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  4. ver-gogna

    E a Susa le specialità sono ridotte all’osso,
    x cui bisogna andare a Rivoli
    che ci va più tempo ad attraversare la città
    che di tragitto in autostrada.
    E nessun mezzo pubblico.
    Dalla Val di Susa un sentito grazie ai ns politici.

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  5. carlo

    Il problema siamo noi che non siamo capaci a mandarli a casa ….. purtroppo li eleggiamo noi anche quelli che cambiano idea sulle olimpiadi, ricordiamo che la Regione Piemonte affoga nei debiti contratti con San Paolo e Unicredit dei derivati che sono serviti per pagare le OLIMPIADI !!!!!!!!! Per questo deve tagliare la sanità.

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    1. marco

      VERISSIMO, sfido chiunque a provare il contrario, alla faccia delle zone olimpiche e delle eredita’ olimpiche, non esiste piu’ nemmeno una guardia medica notturna in alta valle e se stai male prendi la macchina e vai ad Oulx e questi sindaci parlano di olimpiadi

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  6. anselmo

    L’ospedale è stato completamente spolpato, i letti mancano, ormai per tutti i servizi bisogna andare a Torino così i cittadini della valle devono pesantemente sostenere spese aggiuntive.
    Perché un torinese ha tutti i servizi sotto casa a poca spesa ed uno della valle spende di più per avere un esame o partitore a 50 km. Le tasse non vengono pagate allo stesso modo? In ogni elezione, ricordiamoci di Chiamparino, Saitta & company che hanno ridotto l’ospedale in questo modo!
    Poi, ………………………………..i sindacati sono come i politici, in campagna per le elezioni RSU.

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