GALLERIA D’ARTE NEL CANTIERE TAV: “ECCO QUANTI SOLDI ABBIAMO SPESO” / TELT RISPONDE A VALSUSAOGGI

CHIOMONTE – A seguito dell’editoriale del direttore Fabio Tanzilli sul caso delle discusse opere artistiche commissionate da Telt all’interno del cantiere Tav della Maddalena, e riguardo la scelta di investire soldi pubblici per realizzarle, la società che realizza la Torino-Lione ha inviato una risposta a ValsusaOggi.

“Il progetto Tunnel Art Work è costato il rimborso delle spese sostenute dagli artisti, circa 20mila euro, e le opere resteranno nel patrimonio di Telt e de La Maddalena di Chiomonte” spiegano dall’ufficio stampa di Telt.

La questione centrale è proprio quella dell’utilizzo dei soldi pubblici per promuovere queste iniziative, che non c’entrano nulla con il territorio e con la realizzazione della Tav, e quindi l’utilizzo – discutibile – dei soldi dei cittadini. 

Non a caso, il Presidio Europa, gruppo di attivisti del movimento No Tav, ha pubblicato questa riflessione nei giorni scorsi:  “Uno degli aspetti più singolari di questa performance artistica di Telt è che si tratta di un’attività che esula totalmente dai compiti che Italia e Francia, azionisti di Telt, le hanno affidato”.

E continuano: “Nello Statuto di Telt all’Art. 2 – Oggetto è infatti stabilito che questa società è incaricata dalla Francia e dall’Italia di svolgere compiti di direzione strategica e operativa, di concepimento, di realizzazione, sfruttamento, di conclusione e seguito di contratti, di gestione dell’infrastruttura, di fissazione dei diritti d’uso, di altre missioni nel quadro del progetto della nuova linea ferroviaria Torino-Lione”.
“Ogni campagna pubblicitaria o propagandistica ha i suoi costi – spiegano da Presidio Europa – e in via del tutto ipotetica, è probabile che per realizzare questo esperimento provocatorio Telt abbia sostenuto dei costi per organizzare la “mostra” all’interno del suo cantiere e per rimborsare le spese ai tre artisti, compresi eventuali compensi”.

“Ma se questa è una campagna pubblicitaria, e non un tentativo di far parlare di sé, ci si può chiedere quale mercanzia abbia da vendere TELT e a quale pubblico si rivolga con questa iniziativa. Nessuno ha mai visto nel suo sito un catalogo di prodotti da commercializzare. Risulta a tutti che TELT abbia un solo prodotto nel suo catalogo, che tra l’altro ha già venduto: il Tunnel di 57 km che dovrà costruire seguendo le minuziose istruzioni dell’Italia e della Francia.
E si potrebbe anche ricordare che l’uso del denaro pubblico italiano e francese (quello europeo è già italiano e francese), per uno scopo diverso da quelli previsti all’art. 2, potrebbe interessare la Magistratura contabile o ordinaria che potrebbe approfondire”

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9 thoughts on “GALLERIA D’ARTE NEL CANTIERE TAV: “ECCO QUANTI SOLDI ABBIAMO SPESO” / TELT RISPONDE A VALSUSAOGGI

  1. Musio Maurizio

    gia il solo fatto che gli artisti siano entrati dentro il tunnel a lavorare in NERO, chi li ha assicurati, chi pagava se si facevano male, la sicurezza sul lavoro chi la garantisce su persone che non sono inquadrate in nessun modo ?, si parla di sicurezza sul lavoro morti sul lavoro, e poi dentro il posto più pericoloso entra tranquillamente gente a pitturare con il rischio di morire sotto un masso senza assicurazioni ed inquadramenti fiscali, e siccome il dipinto è un valore anche se regalato , andrebbe denunciato il valore , e pagate le tasse sopra, oltre i contributi inps per chi ha lavorato a paga zero, …. da Telt SFRUTTATI, dopo aver preso milioni per fare un buco e non una galleria d’arte, ameno che si sappia già del fallimento della Tav, che la si trasforma per riciclare il buco in galleria visto che il treno non si vedrà mai …

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  2. Musio Maurizio

    Marta spendi 20000 euro di soldi pubblici , e ti arrestano, sai tra povera gente si fa cosi, tra politici invece si abbuonano, la polemica non è inutile visto che la legge dice quello che ho scritto inutile rubare inutile pagare le tasse, ma come possiamo pensare che chi ha il potere possa fare quello che vuole, se tanto è inutile per 20 mila euro, sarà inutile per 10 milioni e perchè no 100 milioni tanto è inutile polemica, … per questo motivo rubano cosi facilmente la gente non dice nulla non sa cosa dire ed e inutile lamentarsi… mi raccomando appena si son mangiato anche il tuo futuro non ti arrabbiare perchè è inutile..!

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  3. Luigi

    Le cosidette ” opere d ‘ arte ” ;Rispecchiano lo stato della ” nazione Italia ” Un ammasso di scarabocchi ?

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  4. Roberto

    20.000 euro lo chiamano rimborso spese? Un normale lavoratore non li prende di salario neppure in un anno. Han pagato bene la loro coscienza. Strano, in genere chi la vende lo fa per poco, anche per niente: per accattivarsi le simpatie di un padrone che forse, forse, in qualche modo lo ricompenserà, o anche solo per venir chiamato, per una sola volta, artista.

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  5. gabri

    mi verrebbe da dire che la scimmia sul cruciverba è proprio carina… non saprei se chi ha fatto queste opere ha lavorato in nero, senza assicurazione etc…, spererei di no, a meno che non sia stata una libera scelta degli artisti regalare a Telt queste opere e farsi rimborsa solo il costo dei materiali… comunque, a parte la questione in discussione, cioè come sono stati spesi questi soldi, che sono indubbiamente tanti, forse per gli operai costretti a passare le giornate a lavorare in un buco, in questo come in altri cantieri sparsi in tutto il mondo, avere qualche colore al posto del grigio potrebbe far sembrare le giornate un po’ più allegre e meno tetre, soprattutto nei lunghi mesi invernali… se Telt ha usato denaro pubblico non va bene ovviamente, però è anche vero che in questo momento un certo numeri di operai portano a casa uno stipendio, per piccolo che sia, perchè hanno un lavoro in questo cantiere, discutibilissimo per la salute e un sacco di altre problematiche economiche, ambientali etc, ma chi dice no senza appello a quest’opera, quale alternativa offre in campo lavorativo a chi in questo momento arriva a fine mese grazie a questo lavoro? se chiudessero definitivamente il cantiere come molti auspicano, dove potrebbero andare a lavorare questi capifamiglia per mandare avanti la baracca? non mi sembra che questa valle offra molte alternative, molti lavoratori prendono quel poco che trovano, perchè la valle non offre proprio niente nè ai giovani e neanche ai più vecchi che sono rimasti senza un lavoro, per cui dire no sarà anche giusto, ma 3 volte al giorno, quando ci si siede attorno al tavolo, è necessario riempire il piatto, e se si chiude questo cantiere, è giusto che gli operai abbiano un’alternativa per loro e per le loro famiglie, così come ci vuole un’alternativa per i tanti disoccupati di questa valle che non sanno come fare per campare. Conosco persone, uomini e donne, che non trovano un lavoro nemmeno a morire in questa Valle, e a volte non possono spostarsi per ragioni familiari, tra cui persone anziane da guardare, e devono vivere facendo piccoli lavori in nero e non possono nemmeno permettersi un dentista o una visita medica quando necessita, a questi essere umani chi ci pensa???

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  6. Musio Maurizio

    Gabri , scusa ma te la sei tirata addosso, quando la Tav chiuderà il cantiere, quei capi famiglia di cui parli, dove pensi vadano a mangiare?, muoiono perchè la tav chiude il cantiere?, ma ti rendi conto il lavoro che avrebbe creato il denaro dato alla TAV? si oppure no ? con il cantiere tav mangiano 2 del posto, ed il resto da fuori se va bene, li stessi soldi della tav investiti in opere preventive per la valle avrebbero mangiato 2000 famiglie ogni anno , perchè le prevenzioni vanno tenute ogni anno , non aver capito questo è davvero deludente, prima della famosa tav, non avevamo piene, disastri alluvionali una tantum, perchè si faceva la prevenzione e pulizie programmati, hanno levato di li i soldi per pagare la TAV, ora spero ti sia chiaro che se la tav chiude, ce più lavoro per tutti con quei soldi, e come dire che comperano gli f35 poveri se non fanno F35 non mangiano, ma accendiamo il cervello, di cosa viveva prima degli F35 la gente? campavamo tutti meglio prima delle stronzate di stato..!

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  7. Bruno

    Le attività artistiche e le libere professioni provvedono in forma autonoma alle proprie coperture assicurative e previdenziali, non vi è modo di dubitare che gli artisti invitati dal Telt lo fossero, sia per quanto svolto alla Maddalena che altrove.
    L’ipotesi del solo rimborso spese per colori e materiali è penosa ed ipocrita.
    Ogni lavoro se svolto correttamente deve essere remunerato, sia chiaro remunerato e non retribuito, escludendosi all’origine ipotesi di lavoro nero, sfruttamento e argomenti similari che ricondurrebbero a una fattispecie di lavoro subordinato non pertinente.
    Restano aperte pertanto solo le questioni della legittimità della commessa, della provenienza delle risorse impiegate e dell’opportunità dell’iniziativa.
    Per ognuna di esse confermo un giudizio negativo.
    Essendone scaturito anche un infelice esito sul piano mediatico emerge, quale nota rasserenante, la lettera di Laurina Paperina, la quale, prendendo moderatamente le distanze, si rammarica di non aver colto i secondi fini che stavano dietro l’intera operazione, rivelando con questa ammissione, e con la distratta attenzione ad un richiamo inviatole da Wu Ming, che per lei si trattava veramente e semplicemente di un’occasione tra tante in cui esercitare la sua arte.

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  8. gabri

    io non direi mai a nessuno di andare a fabbricare f35, sono pienamente contraria per miei principi di vita…detto questo, è un dato di fatto che il lavoro della Tav non durerà per sempre, che chi lavora per la tav prima o poi dovrà trovarsi un altro lavoro, e che chi fa questi lavori purtroppo è spesso costretto a lasciare la famiglia per mesi o anni per seguire i cantieri…ma se non altro hanno un lavoro seppure itinerante e che molto probabilmente non darà lavoro a così tante persone della Valle… fatto sta che chi lavora come operaio per queste ditte lo fa per portare il tozzo di pane sul tavolo e comprare le scarpe ai bambini o pagare le bollette, non di certo perchè si divertono a partecipare a cantieri in cui i lavori sono pure pericolosi…il sig. Maurizio evidentemente un lavoro ce l’ha, ma deve rendersi conto che non è per tutti così purtroppo e che non tutte le persone nascono in famiglie fortunate che hanno la possibilità di fare studiare i figli, di mandarli all’università, di lasciargli un’attività da proseguire etc, per cui nella nostra società molti sono costretti a fare gli operai per mangiare non certo per divertimento… è facile fare i teorici e le proteste quando si ha la pancia piena, ma meno facile quando si è senza lavoro con il mutuo da pagare, i bambini che devono andare a scuola, le bollette da pagare, le visite mediche e dentistiche da rimandare perchè mancano i soldi etc…. perciò invece di teorizzare solo a parole dei lavori di mantenimento del territorio, sicuramente molto utili, bisognerebbe approvarli e farli partire e spostare chi adesso lavora nel cantiere di Chiomonte immediatamente in questi nuovi lavori, tenendo conto però che ci sono anche molte altre famiglie nel bisogno e da aiutare…. una mia amica ha il marito disoccupato e cinquantenne, perchè la ditta per cui lavorava l’ha licenziato per surplus di personale, un mutuo da pagare, una bimba in terza elementare, e fin’ora vivevano con la suocera invalida in casa, ma è venuta a mancare, per cui ora sopravvivono con piccoli e saltuari lavori di giardinaggio. Se lo chiamassero a lavorare al cantiere di Chiomonte piuttosto che in un’altro cantiere di grandi opere sinceramente non mi sentirei di biasimarlo perchè sarebbe un uomo che va a lavorare per mantenere moglie e figlia e pagare un mutuo per non essere sbattuto fuori di casa, non un ladro… un’altra mia amica sono anni che si arrabatta a guardare persone anziane, con tutto l’amore e la professionalità che ha acquisito negli anni, per un lavoro molto faticoso e spesso dannoso per la propria salute fisica in quanto si movimentano persone pesanti. Naturalmente mai nessuno la mette a posto con i cosiddetti libretti, ha problemi di schiena e non può permettersi la fisioterapia perchè costa troppo, e intanto deve continuare a lavorare e ingoiare antinfiammatori perchè se non paga l’affitto viene sbattuta in mezzo alla strada… se la chiamassero in un cantiere a lavorare per es. per una mensa, dovrebbe rifiutare per principio e morire di fame?? non penso proprio!! è tutto il sistema umano che non funziona più, ma i colpevoli non sono certo gli operai/operaie che per una paga da fame spesso corrono anche dei rischi di salute o rischiano la vita nei cantieri, ma lo fanno perchè altre alternative per adesso non ce ne sono, e penso che sia ancora meglio una persona che va a lavorare per una Tav che sicuramente salutare non è, che una persona che va a rubare perchè non sa come mangiare, è la triste realtà del mondo in cui viviamo.

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