GIAVENO, LA STORIA DI ANGELO LUSSIANA: DA MAGO DELLA FINANZA AD ARTIGIANO DEL…CARTONE

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di CORINNE NOCERA

“Buongiorno, non ho idea quanto possa esser interessante, ma vi voglio raccontare la mia realtà”: ecco come inizia a presentarci la sua singolare storia Angelo Lussiana, giavenese che ha dedicato la vita al lavoro nel mondo della finanza, sempre però con il cuore rivolto alla sua curiosa passione.
“Ho sempre amato “fare” ed il mio hobby è stata la lavorazione del legno per anni. Ogni mobile in casa mia è autocostruito, solo gli ultimi delle camerette dei ragazzi non lo sono, ma ormai lavoravo già il cartone”.

Il papillon è di cartone, creato dal maker Lussiana
Il papillon è di cartone, creato dal maker Lussiana

Già, avete capito bene: Angelo supera i limiti del cartone, un materiale rigido e spigoloso, per creare con esso oggetti d’uso comune, di ogni genere, come vasi, borse, giochi, accessori, lampade, progettati tenendo presenti le loro caratteristiche intrinseche.
Angelo ci spiega con entusiasmo: “Da giovane ho scolpito pietre, me le portava un genitore di un mio compagno di scuola, le prendeva al fiume, poi ho fatto sculture in bronzo, portando a fondere i miei modelli in cera alla vicina “fonderia delle bocce”, quindi all’intaglio del legno, ho seguito anche un corso a Bussoleno da un maestro intagliatore, poi presso l’atelier di Della Betta in Avigliana c’è stato il periodo della ceramica, in Pinterest un paio di sculture di allora. Poi per anni il “silenzio” più assoluto: preso dalle vicende della vita, mi son distratto e ho fato poco, pochissimo… Quattro anni fa, il risveglio”.

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“Volevo creare piccoli oggetti d’arredamento, di design però, in legni pregiati: mi serviva una CNC, fresa a controllo numerico, per la lavorazione: ho fatto diventare matto un mio amico che ha tentato di farmela costruire da un suo cliente, finchè un giorno non mi presenta una signora che ne ha una e che non sa usarla – continua Angelo – me la impresta dicendomi “Impara ad usarla, poi mi insegni”… ci ho trafficato due anni e alla fine l’ho restituita: nel frattempo ne ho acquistata una molto più grande da un architetto in Toscana, che la vendeva su un sito di annunci”.
Ed ecco come nasce l’idea del cartone, proprio quello degli scatoloni: “Dopo alcuni lavori in legno, ora non ricordo nemmeno esattamente come e perchè, ma ci fu la necessità di fare dei segnaposto per il pranzo di Natale: mia figlia aveva visto delle renne e le piaceva l’idea. La soluzione di farle in legno con quella macchina non era praticabile, così provai a tagliare cartone e da allora fu vero amore!”.

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Angelo ha partecipato ad alcune importanti manifestazioni a livello nazionale e non solo: la prima è stata Bologna, con “Mondo creativo” nel 2012: “Quell’anno presentai la macchina da taglio che ho ideato per facilitare il taglio di sagome in cartone, “TABURET”; sono stato ammesso nel 2014 alla “Maker Faire” di Roma, mentre in primavera di quell’anno ho partecipato con Brigitte, una borsetta, al concorso di artigianato artistico in Nazzano, vincendolo, così come quest’anno con il tavolino Gaudì”. L’ultimo grande appuntamento è stato nel mese di settembre, il 25-27 ad Orvieto, per la manifestazione “Ereticofuturo” dove Angelo si è presentato con la riproduzione del pendolo di Galileo, in cartone salvo pochi particolari in legno, alto 2 metri e, sì… realmente funzionante!

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“Il pendolo è stato donato alla città di Orvieto, che ora lo custodisce presso la biblioteca Fumi: perché questa riproduzione? L’idea era nata scambiando alcune considerazioni rispetto alla manifestazione, con uno degli organizzatori: questo festival dell’eresia, in un primo momento si doveva chiamare “Biennale dell’Eresia”, nasceva dall’idea che il pensiero eretico, inteso come ragionare fuori degli schemi, abbia sempre portato come conseguenza un progresso, tecnico o sociale. Il pensiero mi è andato subito alla figura di Galileo, del quale, tra l’altro, in Orvieto si conserva una delle tre copie originali del Sidereus Nuncius, e al disegno che vagamente ricordavo del suo pendolo: l’idea era quella di rappresentare la manifestazione con una scultura che raccontasse di un’eresia, applicare il moto del pendolo per misurare il tempo, e di quanto questa avesse comportato nello sviluppo futuro della misurazione del tempo”, racconta ancora l’artista giavenese.
“Ho pensato quindi di riprodurre con il mio materiale, il più fedele possibile, l’orologio dello scienziato, che segnava soltanto le ore e di integrarne i minuti alla maniera del nostro tempo, con una corona di 60 led sul medesimo quadrante: passato e presente, 400 anni di storia, raccontati in una scultura”.
Un “maker”, un fabbricante, un vero creativo, che parte dalle nostre vallate e racconta al mondo il suo mondo di cartone, per testimoniare che le passioni possono diventare lavoro: in quest’ottica Angelo ha messo a punto una tecnica costruttiva a tutto tondo, che permette uniformità di superficie anche in presenza di curvature lungo i due assi; ha inoltre ideato un “tessuto di cartone”, flessibile e trasparente.

GUARDA I VIDEO DI ANGELO SUL “PENDOLO DELL’ERESIA”:

https://www.youtube.com/watch?v=KPm9YMl3POA https://www.youtube.com/watch?v=KPm9YMl3POA
https://www.youtube.com/watch?v=9sxH0Rk1SzY https://www.youtube.com/watch?v=9sxH0Rk1SzY

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