IL PROGETTO DELLA VAL SUSA A “BUROCRAZIA ZERO”: COSA VUOL DIRE?

di MARTA COLOMBO(architetto) *

Si parla ormai diffusamente e da diverso tempo di smart city, quale risposta alle esigenze delle città in continuo cambiamento, così diverse dalle città che pensavamo di poter dominare con “antichi” strumenti di pianificazione.
Arriviamo quindi alla comunità intelligente e precisamente alla comunità della valle di Susa, che si auto-costruisce un sistema intelligente di infrastrutture materiali e digitali, di partecipazione sociale e di amministrazione efficiente.

LA VALLE A BUROCRAZIA ZERO

Le zone a burocrazia zero sono previste dalla legislazione vigente (DL 69/2013; L 35/2012), sia pure in forma ancora sperimentale, e che quindi ci stiamo ponendo un obiettivo realistico e raggiungibile ad una sola condizione: la condivisione dell’obbiettivo a tutti i livelli amministrativi.

Infatti, nelle more della semplificazione legislativa (che è la più importante), abbiamo la possibilità di avviare una sperimentazione che alleggerisce i carichi burocratici che attualmente gravano soprattutto sulle imprese, mediante la stipula di accordi e convenzioni tra amministrazioni pubbliche (stato, regioni, comuni, …), agenzie per le imprese (dove costituite), camere di commercio, organizzazioni e associazioni di categoria. Ed è esattamente questo quello che proponiamo, anche perché possiamo garantire la condivisione dell’obbiettivo.

A tutt’oggi c’è un solo esempio di avvio di zona a burocrazia zero: il distretto turistico alberghiero della costa emiliana-romagnola, istituito con decreto del ministro Bray a febbraio 2014.

Il progetto della valle di Susa a burocrazia zero non posa sul nulla: infatti la P.A. piemontese è su determinati aspetti considerata un’eccellenza nel panorama amministrativo italiano; le infrastrutture informatiche, le capacità di elaborazione, le basi di dati gestionali e territoriali, l’integrazione sistemica fornita dal Consorzio per il Sistema Informativo hanno consentito lo sviluppo di progetti altamente innovativi.

E’ per esempio il caso della piattaforma di gestione documentale DoQUi, che fornisce il fondamentale supporto archivistico ai processi di digitalizzazione di tutte le pubbliche amministrazioni; o ancora il caso del modello unico digitale dell’edilizia MUDE Piemonte, che consente la gestione totalmente dematerializzata delle pratiche edilizie, al quale partecipano circa 200 comuni, anche valsusini (20.000 pratiche, 7.000 professionisti), e che è opportuno dispiegare sull’intero territorio per le semplificazioni procedurali e i risparmi economici che può comportare.

Questi esempi di realizzazioni nascono dalla condivisione e partecipazione attiva dei vari livelli amministrativi e del mondo delle professioni tecniche (Regione, Province, Comuni, Ordini professionali) e prefigurano un nuovo modello di pubblica amministrazione basato sul libero scambio di dati e informazioni, sull’autocertificazione, sulla cooperazione applicativa, fattori in grado di snellire procedure e adempimenti.

L’obiettivo “a burocrazia zero” in questi casi, è coinvolgere attivamente in tali progetti anche le amministrazioni terze – Soprintendenze, Agenzia delle Entrate, Vigili del Fuoco, ASL – al fine di consentire al cittadino e all’imprenditore di rivolgersi effettivamente ad un unico sportello per le proprie esigenze.

Quali sono i soggetti che stanno lavorando sulla semplificazione amministrativa oggi in Italia:
• il GOVERNO con l’emanazione di Leggi e Decreti e con l’attuazione dell’AGENDA DIGITALE ITALIANA (sia pure con gravi ritardi)
• alcune Regioni più di altre • alcuni grandi comuni (come per esempio Torino con il MUDE)
• gli ordini delle professioni tecniche con proposte al Governo
• alcune associazioni di categoria Il paese di riferimento per i risultati eccellenti nell’attuazione dell’agenda digitale: la SVEZIA.

* intervento estrapolato dal progetto di rilancio della Valle di Susa, proposto da Ferrentino e Chiamparino lunedì 5 maggio a Cascina Roland

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