IL VALSUSINO MELE È CAMPIONE ITALIANO DI ARRAMPICATA


AVIGLIANA – Alessandro Mele giovane climber aviglianese, aggiunge tre nuovi trofei al suo medagliere: due ori e un argento aggiudicandosi il titolo di Campione Italiano 2017 categoria U14.


Alessandro, anno 2005, che lo scorso anno ha vinto il titolo di campione italiano di Lead, Boulder e Combinata nella categoria Under 12, durante i recenti Campionati Giovanili Italiani di arrampicata sportiva svoltisi ad Arco, in Trentino, dal 9 all’11 giugno scorsi, è nuovamente salito sul podio classificandosi primo in Boulder, primo in Combinata e secondo in Lead nella categoria Under 14 (anni 2004/2005).

Alessandro dichiara: “Sono soddisfatto di questo anno di gare perché sono riuscito a raggiungere l’obiettivo di salire di nuovo sul podio. Ringrazio moltissimo i miei allenatori senza i quali non ce l’avrei fatta e anche tutti i miei amici e compagni di squadra che con il loro tifo mi hanno spinto più in alto”.

 

La sua determinazione, il suo impegno ed il divertimento che prova quando arrampica, l’hanno aiutato a volteggiare e a destreggiarsi tra prese e volumi fino ad arrivare sul podio anche quest’anno, pur gareggiando nella fascia d’età minore della sua categoria.

 

I suoi costanti risultati in questi anni, lo collocano tra le giovani promesse dell’arrampicata italiana che dal 2020 a Tokyo diventerà disciplina Olimpica.
Le vie ed i blocchi tracciati da alcuni fra i più bravi e fantasiosi tracciatori italiani hanno messo a dura prova i giovani climber italiani che sono approdati ad Arco dopo un anno di intenso lavoro ed una attenta selezione attraverso i tornei regionali dove a maggio Alessandro si era già aggiudicato il titolo di campione regionale Under 14 di Lead, Boulder e Combinata e medaglia d’argento in Speed.
Un ringraziamento speciale va sicuramente ai suoi allenatori, Jean Pierre Bovo, Anais Sandrin e Luca Giammarco ed alla società Bside di Torino che formano con competenza, professionalità e allegria un gruppo sportivo fra i più validi della nostra regione.
Un altro ringraziamento va a tutti i giovani climber amici di Alessandro, provenienti da tutte le regioni italiane che lo hanno sostenuto con il loro tifo e insieme a lui si sono divertiti un mondo!
L’arrampicata sportiva sviluppa tutti muscoli, aumenta la flessibilità, migliora la postura, aiuta a rafforzare autostima e coesione sociale e si può fare ad ogni età anche se poco allenati!

 APPROFONDIMENTI: 

– L’ARRAMPICATA SPORTIVA E LA F.A.S.I. – 25 ANNI DI SUCCESSI

Il 5 luglio 1985 i più abili scalatori si diedero appuntamento in Valle Stretta, a Bardonecchia, per dirimere definitivamente la questione: chi fosse il più forte in parete, in un confronto che annullasse il rischio per esaltare la difficoltà. Nacque quel giorno l’Arrampicata Sportiva, con le sue regole, i suoi sistemi di valutazione, le gare e i confronti. L’anno successivo ad Arco prendeva vita la manifestazione che in breve sarebbe diventata cult, il RockMaster. La gare furono trasmesse in 7 paesi e furono seguite dal vivo da 10.000 persone. Non male per uno sport che non aveva ancora compiuto un anno di vita! Contemporaneamente in Francia, a Vaulx‐en‐Velin, un sobborgo di Lione, si teneva la prima gara indoor, gettando così le basi per un rapido sviluppo anche lontano dalle montagne. Contrariamente a quello che si crede l’Arrampicata Sportiva è un prodotto made in Italy. Autori della vincente intuizione di Bardonecchia furono l’architetto Andrea Mellano e il giornalista Emanuele Cassarà. Il primo, sulla scia del successo iniziale, nel 1987 divenne presidente della nascente Federazione Arrampicata Sportiva Italiana (atto costitutivo della Federazione). Dopo pochi anni FASI otteneva il riconoscimento del CONI. Al momento della sua formazione la Federazione poteva contare poche centinaia d’iscritti, ma un padre nobile: Riccardo Cassin, tessera n. 1.

L’Arrampicata ci ha messo poco tempo ad imporsi come moda e come stile di vita; uno stile mutuato dall’alpinismo e declinato in ambito (e con gusto) prettamente sportivo. Le arrampicate, che si svolgono sempre in assoluta sicurezza, hanno come scopo quello di arrivare più in alto su itinerari sempre più difficili. Perché la base di questa disciplina è il confronto, diretto, appassionato, fino all’ultima presa, con se stessi e con gli altri.

Nel 2007, dopo 22 anni dalla prima gara di Bardonecchia, nasce la Federazione Internazionale (IFSC), anche in questo caso sotto l’egida italiana, infatti a presiedere l’istituzione che al momento della sua comparsa raccoglieva circa 50 membri, viene chiamato il piemontese Marco Scolaris. Lo stesso anno l’IFSC è riconosciuta in via provvisoria dal CIO. A Vancouver, in occasione delle Olimpiadi invernali, c’è stato il riconoscimento definitivo che ha aperto le porte all’inserimento di questa disciplina nella short list degli sport in predicato di entrare nel programma olimpico delle Olimpiadi 2020. La decisione al riguardo sarà presa soltanto nel 2013. Attualmente fanno parte dell’IFSC 74 federazioni nazionali, in rappresentanza dei 5 continenti.

L’Arrampicata è in crescita, nel mondo ed in Italia.

La F.A.S.I., sotto la presidenza di Ariano Amici (in carica dal 2001), ha conosciuto un boom di tesseramento. Nel 2010 ha raggiunto i 15.000 tesserati e circa 200 società sportive. Nei primi mesi del 2011 la Federazione ha ottenuto il riconoscimento da parte del CIP di Disciplina sportiva paralimpica.

Da alcuni anni, in base ad un protocollo d’intesa CONI e Ministero della pubblica Istruzione, l’arrampicata entra a far parte del programma di “alfabetizzazione motoria“ delle scuole primarie. Si riconosce definitivamente il valore educativo di quello che è sempre stato il primo gioco per ogni bambino: arrampicare.
Il 15 giugno scorso, a Roma, è cominciato il cammino dell’Arrampicata Sportiva italiana in direzione del sogno olimpico. Al Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti” di Roma è stato presentato il percorso “FASI – Tokyo 2020, verso la prima Olimpiade” che porterà la Squadra azzurra in Giappone per la storica prima partecipazione dello sport climbing ad una manifestazione a cinque cerchi.

Ai prossimi Giochi culminerà un percorso che ha visto la Federazione Arrampicata Sportiva Italiana crescere di anno in anno fino a contare più di 4.500 atleti, 250 società affiliate e oltre 23.000 tesserati, tra i quali ben 7.000 Under 16, a conferma di una disciplina spiccatamente giovanile e con margini di crescita sempre più ampi. Oltre, infatti, ai 39 atleti della Nazionale senior, tra i quali 8 ai massimi livelli nel ranking mondiale come lo stesso Stefano Ghisolfi, il Team azzurro può contare sul ricco bacino di talenti della Nazionale giovanile, con 72 climber e 3 Campioni del Mondo in carica: Gian Luca Zodda (Speed) e Giorgio Bendazzoli (Lead) tra gli Under 18, Ludovico Fossali (Speed) nella Under 20. A loro si aggiunge Laura Rogora, che a soli 15 anni è già Campionessa italiana Lead e Boulder in carica da due anni ed ha regalato all’Italia due Bronzi durante le ultime due edizioni dei Campionati Mondiali Giovanili.

 

– LE SPECIALITA’ DELL’ARRAMPICATA SPORTIVA

La dimensione agonistica dell’Arrampicata Sportiva si concentra in tre diverse discipline: Difficoltà (Lead), Velocità (Speed) e Boulder.

– Lead: è la classica salita con la corda dal basso, dal basso su pareti lunghe tra 15 e 25 metri; l’obiettivo è raggiungere il punto più alto possibile del tracciato. Nelle gare, la classifica viene determinata dall’ultima “presa” raggiunta.

– Speed: è la specialità dove conta il tempo di salita su una parete di 10 o 15 metri, seguendo un tracciato convalidato dalla Federazione Internazionale e dunque identico in tutte le gare del mondo.

– Boulder: è la specialità più ‘esplosiva’ dell’arrampicata. Prevede la salita su strutture alte massimo 4 metri, senza corda, ma con l’ausilio di materassi di protezione (crash pad). L’obiettivo dei ‘boulderisti’ è raggiungere il top, ovvero l’ultima presa del ‘problema’ nel minor numero di tentativi.

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