LE MAESTRE VALSUSINE: “LA NOSTRA PROTESTA CONTINUA”

di NORMA RAIMONDO

ROMA – Avevano promesso di lottare ed hanno lottato, ma sono intenzionati a non arrendersi. Sono tornati più agguerriti che mai, infatti, i docenti valsusini reduci dalla trasferta a Roma dello scorso 8 gennaio. Una trasferta massiccia, per protestare contro l’ingiusta sentenza del Consiglio di Stato che rischia di privarli dei loro posti faticosamente conquistati.

Mentre nella capitale andava in scena la manifestazione dinnanzi al Ministero dell’istruzione, nelle principali città italiane in contemporanea si svolgevano presidi di sostegno. Lo sciopero é stato il primo di una serie di step che nei mesi a venire toccheranno le scuole italiane, materna ed elementare. Lo stato di agitazione infatti proseguirà se non verranno recepite le proposte portate avanti dal Cub, coordinamento unitario di base e dalle altre sigle sindacali.

Lunedì scorso a Roma – afferma Deborah Pizzulli, maestra della scuola elementare di Vaie – volevamo sfilare in corteo, ma non ci è stato consentito. Ci hanno chiusi con camionette delle forze dell’ordine da entrambi i lati ed abbiamo potuto solo manifestare. D’altronde siamo docenti, non ce la siamo sentiti di sfondare i blocchi. L’accoglienza comunque non è stata delle migliori. Nessuno è uscito a parlarci, hanno ricevuto soltanto le rappresentanze e ci siamo resi conto che al Ministero non hanno assolutamente idea dei numeri dei docenti che rischiano il posto. Tuttavia, siamo soddisfatti per la grande mobilitazione registrata: per la prima volta ci siamo ritrovati uniti seguendo una linea comune“.

La richiesta avanzata dal Cub riguarda quattro punti fondamentali: innanzitutto, per i docenti immessi in ruolo con riserva, viene chiesto di considerare il superamento documentato dell’anno di prova al pari dell’idoneità. Relativamente ai docenti con ruolo accantonato in attesa di sentenza di merito, si domanda di confermare il diritto al posto assegnato in quanto l’amministrazione, individuando tali docenti, li ritiene idonei all’impiego.

Per i docenti in GAE (graduatoria ad esaurimento) assunti a tempo determinato e con 36 mesi di servizio, viene richiesto un esame orale con valutazione sommativa da considerare insieme ai giorni di servizio maturati ed inserimento in una Graduatoria di merito regionale. Infine, per i docenti con diploma magistrale senza 36 mesi di servizio, si vuole prevedere un anno di formazione corrispondente a 1.500 ore, pari a 60 CFU (crediti formativi universitari), con esame orale alla fine del percorso ed accesso alle graduatorie di merito regionali.

Le istanze sono state raccolte – spiega la Pizzulli – e ci è stato risposto che Il Miur interpellerà l’Avvocatura di Stato, dopodichè, il prossimo 16 gennaio si relazionerà con i sindacati principali illustrando la decisione presa“. Sempre il 16 gennaio, in prima serata, tutti i maestri diplomati magistrali appartenti al Cub si riuniranno a Torino in corso Marconi per decidere il da farsi.

Agiremo senza bandiera – conclude Deborah – sperando in una risposta immediata, per affrontare l’anno scolastico con serenità. Ci auguriamo di arrivare presto ad una soluzione dignitosa“.

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