SUSA E IL CASO DELLA SUORA MOLESTATA PER STALKING: A PROCESSO L’EX PRESIDE DELL’ITIS PACIARIELLO

SUSA – Una brutta vicenda, che avrebbe come vittima di stalking e minacce suor Alba: l’ex madre superiora di un istituto religioso di Susa che gestiva anche una casa di riposo per suore anziane. Venerdì 16 dicembre è iniziato al tribunale di Torino il processo che vede come imputato l’ex preside dell’Itis Ferrari di Susa, Vincenzo Paciariello (aveva diretto la scuola segusina nell’anno didattico 2011/2012). Secondo l’accusa, il dirigente scolastico avrebbe fatto pressioni molto insistenti e minacciose nei confronti della religiosa. “Nel 2015 l’uomo avrebbe inviato una cinquantina di email alla suora – riferisce l’Ansa – più una decina al cardinale Angelo Bagnasco (che a quel tempo guidava la Cei), al vescovo di Susa Alfonso Badini Confalonieri, al sindaco di Susa Plano e al direttore di un giornale locale”. Lettere in cui, presentandosi come sindacalista dell’Ugl, segnalava l’esistenza di numerose violazioni nella casa di riposo di Susa.

Nelle varie mail indirizzate alla suora e alle varie autorità, Paciariello avrebbe lanciato accuse pesantissime, poi rivelatesi infondate, tra cui presunti maltrattamenti nei confronti dei lavoratori da parte delle suore. Un altro episodio riguardava il fatto che, nella casa di riposo, secondo Paciariello venisse utilizzato il cibo raccolto dal banco alimentare, proprio per dar da mangiare alle religiose anziane. Quest’ultima segnalazione corrispondeva a verità, ma si trattava di una scelta legittima. Per il resto, invece, la procura ha constatato che si trattava di denunce prive di fondamento e inesistenti, diffuse con il presunto scopo di diffamare e vendicarsi contro la suora. E non contento, Paciariello avrebbe anche diffuso alcuni volantini con frasi offensive anche davanti alla chiesa del Beato Rosaz.

Il pubblico ministero Dionigi Tibone e l’avvocato di parte civile Gabriele Pezzano hanno ipotizzato i motivi di questo accanimento. Secondo quanto sostiene la procura, tempo fa Paciariello si era presentato come sindacalista dell’Ugl Enti religiosi del Piemonte: era riuscito inizialmente a far tesserare i vari impiegati e le badanti che lavoravano nell’istituto delle suore, con l’obiettivo di creare una cooperativa (che nei fatti avrebbe preso in mano la gestione della casa di riposo). Il piano era poi saltato: le badanti avevano lasciato il sindacato, mentre nel frattempo le suore avevano regolarizzato direttamente i vari rapporti di lavoro. Da quel momento, nel 2015, sarebbe partito lo stalking contro suor Alba con le mail e le minacce.

Ma venerdì mattina, durante la prima udienza del processo presso il tribunale di Torino, la religiosa ha anche rivelato al giudice Alfredo Robledo un precedente episodio del 2011 (proprio quando Paciariello era dirigente scolastico al Ferrari di Susa). Tramite l’aiuto di una donna amica delle suore, il preside avrebbe “proposto” indirettamente l’assunzione di un suo conoscente per il ruolo di direttore dell’istituto religioso. Incarico che l’amico di Paciariello ottenne in un primo momento, ma suor Alba lo licenziò dopo alcuni mesi dandogli la buonuscita. Da qui, secondo la religiosa, sarebbe nato il desiderio di vendetta da parte dell’imputato.

L’avvocato del preside Paciariello, Alessandro Parrotta, respinge tutte le accuse. Tramite alcune dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi alla stampa, il legale ha spiegato che nella “delicata vicenda di carattere penale, attualmente alle prime note dibattimentali, viene tirato in ballo l’attuale ruolo nel sindacato da parte dell’imputato, senza che questo abbia alcun legame con la vicenda. A nostro avviso, non si ravvisano responsabilità professionali da parte del mio assistito”.

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