SUSA, IL PRIMO CONSIGLIO COMUNALE DI PLANO. ECCO LA NUOVA GIUNTA. BOTTA E RISPOSTA CON GEMMA AMPRINO SULLE COMPENSAZIONI TAV

Un consiglio comunale “atteso”, quello di stasera a Susa. C’era l’insediamento ufficiale di Sandro Plano con la giunta ed il giuramento da sindaco. Ecco i nomi: vicesindaco il fedele Luigi Beltrame, assessori Antonita Fonzo (cultura), Erika Liuzzo (commercio) ed il giovane Denis Fontana.

E poi si è ovviamente discusso di come si sono svolte le ultime infuocate elezioni di Susa: “Nonostante le fosche previsioni di alcuni politici torinesi, c’è stato un clima civile, e a Susa ha vinto la democrazia” ha detto Plano, che poi con fair play ha ringraziato l’ex sindaco Gemma Amprino per quanto ha fatto negli ultimi cinque anni, con “l’onore alle armi per l’esito delle elezioni”. Al termine della riunione, Plano le si è avvicinato stringendole la mano.

Una vittoria elettorale per soli 8 voti, e Plano non sminuisce questo aspetto: “É vero, ma questo fa parte della democrazia. E io non sarò il sindaco di tutti, sarebbe ipocrita affermarlo, così come dire che accontenteremo anche chi non ci ha votato. – ha detto chiaro il neo sindaco – questo perché i nostri programmi hanno enormi diversità, però è invece sicuro che rispetteremo i diritti e le esigenze di tutti, perché siamo tutti sulla stessa barca. Pur avendo idee diverse, vogliamo ottenere il rispetto di chi non la pensa come noi”.

Un pensiero viene rivolto agli anziani: “Ho bussato a molte porte in campagna elettorale…alcune signore anziane si sono lamentate perché dove vivono loro non hanno il predellino per salire sul pullman. Questo è significativo, a Susa parliamo di massimi sistemi, ma poi dimentichiamo i problemi quotidiani. Gli anziani devono sentirsi parte della città, dobbiamo garantire a loro la possibilità di partecipazione”.

E poi rilanciare l’immagine turistica di Susa: “È una città complessa, in passato è stata definita una piccola Salisburgo. Dobbiamo lavorare su commercio, turismo e cultura. E sfatare il luogo comune dei mass media, che spesso definiscono Susa e la sua valle come una città poco sicura e pericolosa per la questione Tav. Qui nessun turista è mai stato scippato e derubato, cosa che invece avviene in altre città più blasonate” .

Ecco quindi il capitolo sulle grandi opere. Plano ricorda che ne sono state realizzate, e ne stanno realizzando già tante in Val Susa: “Autostrada, dighe, centrali idroelettriche, acquedotto di Valle, variante di Claviere….ma alla fine siamo poveri come la Valle di Lanzo e la Val Chisone, non è cambiato nulla.
Questo vuol dire che le soluzioni per la crescita vanno cercate altrove: puntare su turismo, commercio e servizi”.

E la Tav? “Ci muoveremo in accordo con gli altri Comuni, intendiamo incontrare i nuovi amministratori della Valle di Susa, perché questa opera coinvolge tutti, e non solo Susa”.

L’ospedale e il punto nascite: “Nell’ultimo anno ci sono stati solo poco più di 100 parti, anche se abbiamo la potenzialità di 600-700, questo a causa della carenza di personale e del protocollo Asl, che impedisce a Susa i parti non fisiologici – ha detto il sindaco – tutto questo non è accettabile, e agiremo in ogni modo per potenziare i servizi. L’obiettivo è mantenere i propri diritti, con la massima trasparenza”.

È stata poi Gemma Amprino a prendere parola: “Gli otto voti di differenza su 3803 votanti attestano l’autorevolezza della minoranza in consiglio comunale – ha ricordato l’ex sindaco – il voto di 1898 persone ed il loro apprezzamento”.

Inevitabile il riferimento alle opere di compensazione e alla Tav. La Amprino la vede molto diversamente da Plano: “Susa è l’unico paese davvero interessato all’opera, con il passaggio tunnel di base – ha spiegato – occorre preservare i fondi per le opere arrivate dalla Tav”. Ha ricordato il Teatro civico, e non solo. Ma soprattutto ha chiesto che “Susa sia davvero palestra di democrazia, dove ogni persona possa esprimere la propria opinione anche sulle grandi opere, senza temere minacce o ritorsioni”. Su quest’aspetto il sindaco di Susa ha ricordato di aver anche lui ricevuto in passato lettere di minacce e proiettili “così come il sindaco di Venaus presente in sala…ma sono aspetti negativi che fanno parte della vita politica. Ricevere una lettera con proiettili in busta non mi fa paura, vederli in una pistola mi terrorizza, e se finiscono in testa non mi spaventano più”.

Botta e risposta sui soldi destinati a Susa grazie alla Tav: la Amprino ha rivendicato il merito di aver ottenuto i fondi, per lei sono “un’eredità straordinaria, sui primi 10 milioni stanziati dal CIPE, 6 sono stati destinati a Susa e 4 al resto del Piemonte, tenendo conto che la prospettiva sará quella di avere cantieri per 15 anni”.

Plano ha invece ribadito che “quei soldi sono pochi in proporzione all’opera, e che si stanno facendo i conti con chi in realtà non ha quei soldi nel portafoglio…quelle opere non andranno a beneficio di chi davvero subisce la Tav, senza calcolare le case espropriate, il valore immobiliare diminuito e i disagi. Far passare la salvaguardia di un’ospedale o la messa in sicurezza di una scuola come un’opera di compensazione è una falsità, perché sono servizi che rappresentano un diritto per le popolazioni delle valli alpine”.

Prima della fine del consiglio, viene anche approvato l’ingresso di Susa nell’Unione dei Comuni della Bassa Val Susa, con l’astensione della minoranza.

Il primo consiglio dell’era Plano finisce così, senza alcun problema di ordine pubblico, senza i paventati “rischi per la democrazia”. Una stretta di mano tra i due ex sfidanti, che hanno il merito di non esasperare i toni e mantenere in dialogo civile e moderato: entrambi sanno che potrebbero farlo con vari argomenti, ma sono consapevoli che sarebbe solo un danno alla città.

A dimostrazione che spesso l’allarmismo è una bolla di sapone. Mentre il neo sindaco era ancora in municipio per salutare il gruppo di maggioranza e i cittadini intervenuti, la Amprino è uscita tranquillamente dal palazzo passeggiando da sola, per andare al parcheggio poco distante.

Proprio come in un paese normale. Proprio perché Susa è una città normale. Nonostante la Tav.

FOTOSERVIZIO THOMAS ZANOTTI

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