TAV, I LAVORI PARTIRANNO (FORSE) TRA 17 ANNI. INTERVISTA A CROZET, MEMBRO DELLA COMMISSIONE FRANCESE

di FABIO TANZILLI

La grande illusione della Tav: tutti si scannano su questo spinoso argomento, ma in realtà l’opera non si realizzerà mai. Così si potrebbe riassumere il contenuto dell’intervista che questa sera andrà in onda su Italia1 durante il popolare programma “Le Iene”. Mentre da parte italiana c’è grande clamore tra i favorevoli e i contrari all’opera, dove la Torino-Lione é ormai argomento di scontro ideologico e politico, in Francia le idee ce le hanno chiarissime: i lavori non partiranno prima del 2030. Ossia tra 17 anni! Una beffa inequivocabile, il cui messaggio é chiarissimo: ai francesi del collegamento Torino-Lione non gliene importa nulla, o per meglio dire, “non lo considerano prioritario”. A sostenere queste posizioni non è il leader No Tav Alberto Perino, o qualche ambientalista, bensì la Commissione di studio sui trasporti francesi formata appositamente nell’ottobre 2012 dal Presidente della Repubblica Hollande, “Mobilitè 21”.
E in questo rapporto ufficiale c’è scritto chiaramente: “Nessuna grande opera, tra cui l’alta velocità tra Lione e Torino, si realizzerà in Francia prima del 2028-2030″. . A conferma di questo, le Iene hanno intervistato uno dei 10 componenti della Commissione, Ives Crozet, docente di Economia all’Università di Lione e componente del Laboratorio di Economia dei Trasporti. Ecco che cosa ha dichiarato con estrema chiarezza Crozet, come tratto dal sito Tgcom.it, la cui intervista integrale andrà in onda questa sera alle 21.

Domanda delle Iene: “Ci può riassumere a che conclusioni è arrivata sul tratto francese Lione-Torino?”
Crozet: “La principale conclusione del rapporto della Mobilitè 21 era di fare attenzione alla realizzazione di progetti di linee ad alta velocità, anche perché queste linee nuove creerebbero problemi di saturazione sugli snodi ferroviari esistenti. Piuttosto che concentrarsi sulla costruzione di centinaia di chilometri di linee ferroviarie ad alta velocità, era meglio concentrarsi sul dare molta più mobilità ai nodi ferroviari parigini, di Lione e Marsiglia. E abbiamo insistito che costruire il tunnel Lione-Torino avrebbe implicato spese estremamente ingenti e che i soldi spesi per la Lione-Torino avrebbero precluso gli investimenti sugli altri progetti nazionali.”

Domanda delle Iene: Abbiamo letto una data prima della la quale non potranno iniziare i lavori. Ce la può confermare?
Crozet: “Il Governo ha ricevuto il rapporto della commissione Mobilitè 21 alla fine del giugno 2013 e il 9 luglio 2013 il Primo Ministro ha fatto una comunicazione sugli investimenti futuri e ha confermato che avrebbero seguito le conclusioni del rapporto Mobilitè 21. Cioè, che avrebbe dato la priorità agli investimenti sulla stazioni parigine e che il solo progetto futuro entro il 2030 sarebbe stato la linea Bordeaux-Tolosa.”

Domanda delle Iene: Qual è la linea ufficiale del governo francese su quest’opera?
Crozet: “Per noi è molto chiaro che i Governi da molti anni cercano di rimandare questo progetto senza mai osare dire la verità: cioè che andrebbe fermato. Sempre più persone sostengono che il progetto è troppo costoso e che soprattutto non corrisponde a una reale domanda e che se si realizza questo progetto il traffico e l’utilizzo sarà veramente basso. Quindi sarà un progetto con una grande capacità di traffico ma non sarà utilizzato. Tutti i deputati, la corte dei conti, spiegano che questo progetto non è assolutamente prioritario, oltre ad essere molto costoso”.

Domanda delle Iene: In Italia si dà per certa la costruzione. Si dice che è fondamentale per l’Europa
Crozet: “Negli orizzonti futuri di realizzazione non verrà realizzato quasi niente prima del 2025-2030″Iene: I lavori continuano o sono fermi?Crozet: “Per il momento i lavori sono fermi”

Perché, nonostante tutto questo e la posizione espressa dalla Commissione, le istituzioni piemontesi e nazionali fanno finta di nulla? Di che cosa stiamo parlando? Perché continuiamo a scannarci, tra favorevoli e contrari, su un’opera che tanto non si realizzará mai?
E soprattutto, Cui prodest?

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