TAV, SINDACI E DIALOGO / INTERVISTA A FOIETTA: “ASPETTO UNA RISPOSTA DA PLANO, NON È BUSSOLENO A DECIDERE. DELL’OPZIONE ZERO NON SI PUÒ PARLARE, L’OPERA È GIÀ STATA DECISA”

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Commissario Foietta, dopo la scelta del Comune di Bussoleno, come farete ad avviare il tavolo di dialogo con i sindaci? 

Sa cosa le dico? Che il mio interlocutore si chiama Sandro Plano e l’Unione dei Comuni. Sono loro che devono dirmi se le cose sono cambiate, e non il Comune di Bussoleno. È il presidente dell’Unione, insieme ai vari Sindaci, ad aver chiesto di aprire un tavolo con il governo, non siamo stati noi  a farlo. È questa la cosa paradossale: prima chiedono una cosa, poi ci ripensano. C’è troppa ambiguità.

Ma il Comune di Bussoleno ha espresso una posizione chiara e vincolante

Io aspetto da Plano una risposta su questo, e se davvero ora è così. Non è il Consiglio Comunale di Bussoleno a dover stabilire le regole del tavolo, ma l’Unione dei Comuni che ne parla con il governo. Il ministro ha assegnato questo compito al sottoscritto e a Plano. E do per scontato che, in realtà, il fronte dei sindaci non sia così omogeneo.

Ma nel nuovo tavolo coi sindaci, si può inserire questo terzo soggetto esterno a parlare di opzione zero, come chiesto da Bussoleno? 

No, non si può fare, perché non è nel mio mandato discutere in questo tavolo se l’opera Tav va fatta o no. Supera le mie competenze e l’incarico che mi è stato dato. Io sono un commissario tecnico, non ho questo potere. L’abbiamo detto da subito: il tavolo coi sindaci serve per migliorare il progetto e discutere dei problemi collegati all’opera. Il tavolo non si fa per decidere se la Tav si fa o no. Quello è già stato stabilito da tempo. E rinunciare alla Tav non è neppure nelle competenze del ministro. È il parlamento a decidere, e l’ha già fatto un sacco di volte, con ratifiche, atti pubblici, ecc. C’è la volontà dello Stato e il sì dell’Unione Europea. Noi siamo stati chiari da subito su questo, e durate la visita del ministro a Torino, nessuno dei sindaci ci aveva posto – come vincolante per il tavolo – la questione dell’opzione zero. I sindaci hanno chiesto di fare un tavolo, noi abbiamo detto sì, ponendo subito le condizioni chiare. E poi c’è un’altra cosa.

Cosa?

Siamo in uno Stato di diritto: la Val Susa non è una libera repubblica.  In un qualsiasi Stato di diritto, le scelte le fanno gli organi proposti, e queste scelte sono state già fatte. Chi lo nomina questo terzo “soggetto esterno”? Con quale legittimità? C’è il governo, ci sono i sindaci. Ci sono delle regole in democrazia.

Cosa sta succedendo tra sindaci e Movimento?

Il problema è tutto all’interno della Valle di Susa. È in atto un gioco di equilibri e di ruoli tra i sindaci e il movimento. Tra chi decide che cosa fare: il messaggio si ieri è stato chiaro. “Cari sindaci, non siete voi a decidere il modello di confronto con il governo, ma decidiamo noi del movimento”. Per arrivare a questo sono state utilizzate anche intimidazioni, con striscioni e scritte sui muri a Bussoleno. Il movimento No Tav non vuole perdere il controllo sulle scelte dei sindaci, ma anche su questo, molte cose sono cambiate rispetto al passato. Occorre capire se i sindaci della Val Susa hanno quindi  uno spazio di autonomia decisionale, essendo rappresentanti delle istituzioni e dei cittadini, o se sono sotto tutela del Movimento No Tav. Non so se tutti gli altri Comuni faranno quella delibera: Bussoleno è da sempre considerato il Comune più caldo sul fronte No Tav, la loro “Stalingrado”.

E quindi?

Penso che quanto avvenuto ieri  sia stato solo un pretesto, perché credo nell’intelligenza delle persone. La delibera di ieri è un pretesto del Movimento No Tav per ribadire che in realtà non si deve fare niente, nessun dialogo. D’altronde si chiama Movimento No Tav, e non “Movimento facciamo meglio la Tav”. Qualsiasi opzione di dialogo viene vista come nemico, come lotta di classe.

Cosa intende dire, riguardo il cambiamento delle scelte dei sindaci? 

Intendo dire che non è necessario diventare amici, perché ora ci si può parlare senza farsi la guerra. I cantieri inizieranno anche in altre zone della Valle. C’è una terza via, che è questa: il dialogo, perché i cantieri ci saranno nei paesi, e i Comuni devono sapere le cose, e ragionare su come gestirli, e per intervenire su eventuali problematiche e proporre dei miglioramenti.

E riguardo l’audizione in parlamento? 

I sindaci hanno i loro canali, li utilizzino. Anche il ministro si è detto favorevole. Facciano domanda alle commissioni parlamentari, non è un problema. Se trovano una maggioranza che mette in discussione la Tav, facciamo delle proposte.

Dopo questa delibera di Bussoleno, cambierà  qualcosa?

No. Io continuerò a dialogare con i sindaci, anche più di uno, in delegazione o gruppi. Perché c’è uno Stato di diritto, la Val Susa non è una libera repubblica autonoma, e le scelte sui progetti le fanno gli organi preposti. La scelta sulla tav è stata già fatta. Ora si tratta di capire come gestire l’opera e i cantieri sul territorio, e migliorarla.

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10 thoughts on “TAV, SINDACI E DIALOGO / INTERVISTA A FOIETTA: “ASPETTO UNA RISPOSTA DA PLANO, NON È BUSSOLENO A DECIDERE. DELL’OPZIONE ZERO NON SI PUÒ PARLARE, L’OPERA È GIÀ STATA DECISA”

  1. maurizio

    NON È BUSSOLENO A DECIDERE. DELL’OPZIONE ZERO NON SI PUÒ PARLARE, L’OPERA È GIÀ STATA DECISA” ( mi chiedo da chi ?, il popolo era presente?, quanti erano a prendere la decisione che è stata decisa?, la valle conta almeno 70 mila persone sono state informate almeno in 20000 ?, se parliamo di democrazia bisogna iniziare applicarla altrimenti tantovale chiamarla DITTATURA …!

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  5. beppe gillio

    Maurizio, lei è evidentemente un po’ distratto. La decisione del progetto della tratta transnazionale è stata presa con un accordo tra il Governo italiano e quello francese, ratificato ad ampia maggioranza da due rami del Parlamento (al senato francese è stato un plebiscito con il 96% dei voti favorevoli). Dopodiché è diventata ufficiale dopo la VIA con l’approvazione del CIPE, un anno fa. Dopodiché ha ottenuto un finanziamento europeo che per entità è al terzo posto in una lista di 270 progetti infrastrutturali, poiché la NLTL è considerata indispensabile alla rete centrale ferroviaria europea articolata in 9 corridoi interoperabili e interconnessi. Questo dopo la pubblicazione di migliaia di pagine di studi affidate ai più importanti centri di ricerca.
    In Italia, invece, c’è stato un Osservatorio che ha pubblicato 9 quaderni di atti e io li ho letti tutti. Soprattutto le osservazioni dei tecnici della comunità montana, molto convincenti su aspetti particolari, ma (a mio modesto avviso di cittadino non schierato ma informato) per nulla su quella che è la valutazione dell’utilità o meno dell’opera. L’opera serve a rendere possibile il riequilibrio modale su un arco alpino interessato dall’avvelenante transito di 2,7 milioni di TIR l’anno, che spargono NOx e PM10 non solo in Val di Susa, ma in Val d’Aosta, al valico di Ventimiglia e sulle autostrade piemontesi su cui si riversano. Bussoleno vorrebbe con una delibera di decidere per tutti? se così fosse questa sì, per usare le sue parole, che sarebbe dittatura!

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    1. maurizio

      Lei è una VOLPE a mettere i dati in fila privi di numeri che rendono meglio l’idea del fatto che 4 gatti si sono permessi di programmare con soldoni pubblici questa TAV, sempre driblando bene domande scomode, atti del università di Torino, driblando le richieste di atti dove si evince il forte impatto di inquinamento di questa opera non poco chiara, il patto FRANCIA ITALIA, è per far entrare la MAFIA A LAVORARE, lo sanno pure le pietre, ma lei vedo che non parla la lingua delle pietre, il suo plebiscito, sono certo che era di 4 gatti rispetto alla popolazione circondata da cordone di polizia con manganello come sono soliti fare in francia, e siccome sono bene al corrente del fatto che nel suo apparente plebiscito la polizia francese ha di proposito bloccato i pullman dei NO TAV, richiedendo loro i documenti e trattenendoli per ORE , anche alle figure istituzionali italiane, quindi non venga a darmi dello sprovveduto, che mi fa pure incazzare…
      Inerente al suo ( INQUINAMENTO) le 4 corsie di autostrada prima si fanno per agevolare il traffico ed ora le impoverite spostando il traffico su treno ?, cosa cavolo facciamo se il treno consuma troppo, una metropolitana? Non bastano i buchi fatti nelle montagne tra centrali idroelettriche, treni vecchi, autostrade , tunnel di sicurezza ora una TAV, non ci sono più metri dove bucare queste montagne talmente sono state sfruttate, lei parla da si tav come uno che GUADAGNA se si sperperano i soldi PUBBLICI, penso a quanti miliardi i governi si sono MANGIATI e in Italia abbiamo come carenza di viabilità ,mentre le famiglie muoiono di fame, mentre ci stanno comperando le aziende per un pezzo di pane, VIRANO ha palesemente giocato SPORCO, e lo dimostrano i fatti, e fu sempre virano a portare dice lui ‘ la A32 in valsusa, la gente in valle ha el palle piene, e se vuole una dimostrazione con plebiscito di quello che dico dove e come vuole , non ho mai visto più di 10 30 persone che decidessero per questa opera, ma al cotrario 50 mila persone contrarie tutte assieme le ho viste, anche più, è in francia sono contro questa cavolo di opera e sa lei che informatissimo come il nostro governo ha fatto dire di SI AL FRANCESE? , PAGANDO un pezzo della tratta FRANCESE CON SOLDI ITALIANI questo è uno schifo, senza parlare del piano inquinamento decennale presentato dal UNI di torino, l’inutilità del opera CALCOLI FALSI FATTI sulle punte di traffico prese quando il montebianco era CHIUSO PER INCENDIO, e montate di numeri inesitenti, è VERGOGNOSO SOLO PARLARNE… diamo prima istruzione e cibo oltre una casa a chi paga tasse ed ha costruiti l’italia, poi si parla di fare forse i trenini veloci per ingrassare MAFIA E POLITICI….. VERGOGNATEVI…

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      1. beppe gillio

        Maurizio io continuo a pensare che si tratti soprattutto di un problema di corretta informazione (e qui la classe politica italiana, la prima a essere disinformata, ha enormi responsabilità; basti pensare che parla ancora di TAV quando la NLTL è altra cosa).
        Circa la FRANCIA gli oppositori istituzionali sono oggi il Front National e gli ecologisti (neppure tutti); nell’agosto 2013 si è conclusa favorevolmente anche l’inchiesta pubblica per la realizzazione della tratta nazionale. Che poi esistano oppositori è fisiologico (e secondo me è anche un bene e non mi piacciono i manganelli).
        Circa la MAFIA in Francia le ricordo che è quasi concluso l’iter per l’applicazione della normativa anti-mafia anche in quel paese (su sollecitazione italiana).
        INQUINAMENTO. Io esprimo il mio pensiero sull’alternativa ferroviaria, non ho responsabilità nella realizzazione di autostrade (mi consolerei pensando che avendo il Fréjus un pedaggio tra i più elevati d’Europa non potrà incrementare il traffico più di tanto; se non fosse che quasi il 30% di traffico dell’arco alpino occidentale è quello di origine iberica che transita ormai esclusivamente da Ventimiglia (e da Genova imbocca le autostrade per la Lombardia). I dati di traffico cui facevo riferimento sono quelli aggiornati di Alpinfo. Quelli sull’inquinamento vengono dagli studi della Commissione europea, della International Energy Agency, dell’International Union of Railways. Ovvero quelli che i prof del Poli non amano leggere (come del resto libri bianchi e verdi e i tanti studi sulla Ten-T prodotti dall’UE negli ultimi anni).
        COSTI. La spesa contemplata da parte italiana per la tratta transfrontaliera è spalmata fino 2029, l’impegno annuo è di 150 milioni. Io mi imbestialisco di più per i 130 miliardi annui (non milioni!) di evasione fiscale, per i 70 dovuti alla corruzione, per le spese militari (la portaerei Cavour, quella per gli F35, è costata persino qualcosa di più di quanto costerà all’Italia la tratta transfrontaliera! ). Circa la ripartizione non paritaria dei costi tra Italia e Francia (35% e 25%, il resto è UE) dovrebbe sapere che è perequativa del diverso costo delle tratte nazionali (in Francia doppio rispetto a quello italiano), tratte che dovrebbero essere realizzate dopo il 2030/35. Buona giornata.

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  6. Mauro Galliano

    E’ vero, il Sig. Foietta ha perfettamente ragione, la tav è voluta dal governo e dagli organi preposti. Ovvero partiti di centro sinistra e centro destra. Questa e la democrazia. E ovviamente tutto è deciso ( provvisoriamente aggiungo io) fino a quando al governo e agli organi preposti non arriverà a comandare qualcun’ altro contrario alla TAV. E siccome presto o tardi succederà e prima che i cantieri partano veramente ( per ora ci sono solo sondaggi propedeutici) ci vorranno ancora diversi anni è assolutamente ovvio che tutto verrà bloccato.
    E in democrazia comanderà un governo che è contrario alle grandi opere. E allora Foietta, Virano e soci diventeranno nuovamente dei signori qualunque. E se alcuni di loro dovessere adottare pratiche illegali , violente o anarco-insurrezionaliste per far resuscitare il TAV saranno manganellati e processati dal nuovo governo rappresentante della nuova democrazia ecc. ecc. ecc. E’ una ruota che gira basta solo avere pazienza e le parti si invertiranno. Chi ha pianto fino ad ora riderà e chi ha riso fino ad allora piangerà. W la democrazia Sig. Foietta, viva lo Stato di Diritto e viva gli organi preposti !! Mauro Galliano

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  8. maurizio

    allora vendesi manganelli affilati in punta , da usare con il nuovo governo 🙂

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