TEKFOR IN CRISI LICENZIA 97 DIPENDENTI: 37 AD AVIGLIANA E 60 A VILLAR PEROSA

Novantasette licenziamenti alla Tekfor-Amtek di Avigliana e Villar Perosa, di cui 37 ad Avigliana e 60 a Villar Perosa. La nuova proprietà oggi ha comunicato ai sindacati di aver avviato ai sensi di legge la procedura di licenziamento collettiva.

Lo stabilimento di Avigliana venne acquisito nell’ottobre 1998, per lo svolgimento di attività di produzione di componenti in acciaio, dalla Teksid Partecipazioni spa, appartenente al gruppo Fiat. Attualmente ha 308 dipendenti, a cui si sommano i 592 di Villar Perosa, per un totale di 900 lavoratori.

I motivi del licenziamento? Sono riconducibili, secondo la Tekfor, “alla pesante crisi finanziaria ed economica internazionale, che ha impattato pesantemente sul mercato di riferimento dell’azienda. Da questa recessione è conseguiot un impatto negativo di pari intensità sui volumi della componentistica auto, che ha portato a ridimensionare pesantemente al ribasso, se non ad annullare, i vari ordinativi di tutti i clienti di Tekfor Italia”.

A livello di fatturato, nel 2013 il volume di vendite è sceso a 151 milioni di euro, mentre nel 2011 era pari a 177 milioni (-26 milioni in due anni).

Il piano di salvataggio della società, rafforzato dall’ingresso in proprietà della multinazionale indiana Amtek, non è quindi servito a risanare totalmente l’azienda: “I volumi produttivi su cui si attesta il mercato di riferimento, senza previsione di inversione di tendenza – spiegano nel documento il direttore delle Risorse Umane Fabrizio Zanobini e il commissario giudiziale Francesco Ippolito – non consentono la salvaguardia totale dei posti di lavoro”. Nello specifico, la dirigenza intende licenziare 69 operai e 28 impiegati.

La Fiom Cgil comunque cerca di rassicurare gli animi: “Ci auguriamo che questa situazione di esubero si possa gestire in modo non traumatico – commenta Marinella Baltera, della Fiom-Cgil – e ci aspettiamo che l’azienda proceda con investimenti e nuovi lavori per saturare gli impianti e garantire i livelli occupazionali. In ogni caso la procedura di riduzione del personale si deve risolvere con il consenso delle persone coinvolte”. Per questo, secondo il sindacato, si punterà soprattutto a uscite volontarie, prepensionamenti, e indennizzi economici come “buonuscita”.

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