TENTARONO OMICIDIO A OULX, PENE RIDOTTE PER I SICARI

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Provarono a uccidere il marito della loro parente sparandogli alla testa, e ora i giudici gli scontano la pena. Sono state ridotte in corte di appello le condanne a sette persone ritenute responsabili, a vario titolo, di aver tentato l’omicidio di Silvester Cerriku, albanese allora 34enne, trovato in fin di vita il 2 settembre 2011 a Oulx, in alta Val Susa. Il giovane, travolto da un’auto e colpito alla testa da due colpi di pistola, era riuscito miracolosamente a salvarsi. I sette sicari erano stati arrestati dai carabinieri. Secondo la ricostruzione della Procura, il progetto di ucciderlo era maturato tra i parenti della moglie, che lo ritenevano responsabile del suicidio della donna avvenuto proprio due anni prima, e che avevano per questo ingaggiato dei sicari per fargliela pagare cara. La corte d’appello di Torino, ha confermato la condanna a 9 anni di reclusione per Ervin Xhakosi, ritenuto l’esecutore materiale insieme a Giovanni Tamburrino, la cui condanna e’ stata ridotta a 7 anni e mezzo di reclusione. Ridotta a 5 anni la pena inflitta a Leonardo e Liljana Pici, zii della donna morta ritenuti i mandanti dell’agguato. Infine i giudici hanno inflitto 4 anni e mezzo, 6 anni e 4 anni e un mese di carcere ai complici Antonio Improta, Michele Bevilacqua, e Gaetano Troilo. Secondo la ricostruzione degli inquirenti gli zii della donna, entrambi albanesi residenti a Gozzano (No), incolpavano Cerriku della depressione della nipote che si era uccisa buttandosi dal balcone il 3 settembre 2009. Anche per questo l’uomo si era trasferito da Gozzano a Oulx, dove lavorava in un vivaio in paese, ma non aveva voluto far sapere ai parenti dove si era spostato. La voglia di vendetta dei due parenti della moglie era cresciuto quando Cerriku aveva chiesto l’affidamento esclusivo del figlio avuto dalla moglie defunta. Così i due fratelli avevano organizzato la vendetta.

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