TRAGEDIA DI SANT’AMBROGIO: IL COMUNE VUOLE UNA ROTONDA, I NEGOZI DOSSI E ILLUMINAZIONE

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L’incidente mortale avvenuto in via Moncenisio: martedì pomeriggio è morta una donna, investita da un’auto

di ANDREA MUSACCHIO 

SANT’AMBROGIO – A seguito della tragedia avvenuta martedì 5 novembre, sulla statale 25 del Moncenisio, i commercianti della via lanciano l’allarme: “La strada è pericolossima, bisogna fare qualcosa”.

Non è una novità che la zona dove è avvenuto l’incidente mortale, ossia all’altezza della tabaccheria (qualche metro dopo lo svincolo che porta al centro di Sant’Ambrogio), sia ritenuta pericolosa da molti.

Gli stessi proprietari delle attività commerciali, che si trovano sul bordo della carreggiata, confermano l’alto livello di pericolosità del tratto di statale, dovuto ad una mancanza di illuminazione adeguata e alla velocità con cui transitano le macchine: “Qualche anno fa, abbiamo segnalato l’insicurezza di questa strada – ci spiega Tiziana, la proprietaria della Boutique del Caffè & Gusto – Gli esercizi commerciali ci sono sempre stati. Ci sono da 30 anni. Sono aumentate le macchine e i tir che percorrono questa strada, quello sì. Di conseguenza, è aumentato anche il rischio. Certo, quello che è successo martedì è stata una fatalità, ma non doveva succedere”.

La richiesta, al fine di evitare altre tragedie, è chiara: “Chiediamo che questa strada venga illuminata maggiormente – continua la commerciante – Oppure che si mettano dei dossi. Anche di plastica. Le strisce pedonali davanti ai negozi, ad oggi, servirebbero a poco se la strada non viene illuminata. Bisogna fare in modo che le auto rallentino. Qui siamo in un centro abitato e, purtroppo, come commerciante posso dire che in pochi rispettano il limite dei 50”.

Anche il proprietario del bar tabaccheria concorda con la sua collega: “Abbiamo un limite di 50 km/h che non viene rispettato. L’illuminazione è scarsa, inoltre, alle amministrazioni passate abbiamo chiesto più volte dei rallentamenti o delle misure per limitare l’andamento delle macchine. Il rilevatore di velocità che abbiamo qui, a pochi metri dal negozio, sarà inutilizzato da 10 anni”.

La volontà da parte del Comune, e del sindaco Antonella Falchero, è quella di venire incontro alle richieste dei suoi cittadini. Il grande desiderio dell’amministrazione è quello di realizzare una rotonda poco prima alla Sir, ossia al confine tra Sant’Ambrogio e Avigliana, dove si trovano le fabbriche, il cavalcavia e il semaforo: “È una delle nostre ambizioni, poi non dipende da noi – afferma il primo cittadino – Dovremo confrontarci con la Città Metropolitana per capire quali sono le nostre possibilità. Però, portare avanti un discorso di richiesta di questo tipo, è una delle cose su cui poniamo la nostra attenzione”.

Sul pensiero dei commercianti, la Falchero risponde così: “Ovviamente, il discorso dell’illuminazione lo abbiamo preso in considerazione. Spero si possa risolvere in maniera rapida. I dossi, essendo una strada statale, non lo so se saranno fattibili. Dovremo confrontarci anche con l’Anas per capire quali sono i nostri margini. Sicuramente ci attiveremo per capire come meglio gestire questa situazione. Tutto quello che è nelle nostre possibilità, noi sicuramente lo faremo. La rotonda sarebbe ideale. A prescindere da quello che è accaduto. A mio avviso sarebbe una delle soluzioni, oltre ad un’illuminazione più adeguata. La nostra volontà è quella di migliorare la sicurezza dei cittadini”.

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17 COMMENTI

  1. io ritengo ( anche per esperienza personale) che il cartello rilevatore sia molto utile ed andrebbe ripristinato con urgenza. Molte volte quando viaggi non sei sempre con l’occhio sul contachilometri, ed avere un cartello che ti indica la velocità tante volte ti fa sollevare il piede dall’acceleratore. Certo poi sta a te decidere se rallentare o no ma almeno sei avvisato e se non rallenti sei cosciente di quelloche fai e non hai scusanti. Con le auto moderne è facilissimo superare i 50 senza che te rendi conto.

  2. E un fossato col ponte levatoio ed i coccodrilli, no? Le rotonde vanno fatte dove c’è spazio e quando c’è troppo traffico vanno in crisi. I dossi rovinano le auto (a me gli ammortizzatori non li regalano, forse alla Falchero sì). Basta il classico semaforo che si attivi se stai andando a più di 50 km/h. Ed è la soluzione più economica.

  3. Secondo me far sviluppare un paese su Statale come fosse strada di paese è un errore che prima E poi si paga.
    La statale dovrebbe essere protetta ad es da guardrail, e un paese dovrebbe svilupparsi da una parte e dall’altra,
    ma con accesso alla statale solo in punti ben definiti con attraversamenti ben gestiti e controllati es sovra/sottppassi.

  4. Gli esercenti dovrebbero dire la verità. Non è vero che gli esercizi commerciali ci sono sempre stati.
    Il problema è iniziato quando, pochi anni fa, il tabaccaio si è trasferito sulla statale.

    Buon per lui, ma c’è sempre un macello di macchine parcheggiate come capita che si fermano a comprare, causando i pericoli segnalati.
    Non che fosse difficile da immaginare, dato che davanti al tabaccaio ci sono pochi posti macchina, in curva per di più.

  5. Una statale non dovrebbe avere accessi diretti lungo tutto i suo fianchi ma dovrebbe essere isolata da protezioni tipo guardrail, con pochi accessi e tanti attraversamenti sopra/sotto per collegare le due sponde del paese.

  6. Posizione sicuramente infelice, sicuramente una rotonda simile a quella ovest di Sant’Antonino potrebbe essere una buona soluzione per sostituire un ingresso al paese decisamente antiquato, creando altresì l’effetto secondario di moderare la velocità in uscita, praticamente nel tratto davanti a questi negozi.
    Sottolineo l’effetto “secondario” perché una rotonda deve smistare il traffico rallentandolo di conseguenza, non essere concepita solo per questo scopo.
    Quasi a beffarsi di questi elementari principi e delle effettive esigenze del paese, a breve verrà realizzata una costosissima rotonda nel nulla, proprio sotto la Sacra di San Michele.
    Rotonda quasi floreale (vista dall’alto), concepita dopo decenni di inerzia per sottrarre alla sua storia costellata di tragici incidenti, frutto anche dell’ostinata perseveranza degli enti preposti nel non collocarvi efficaci deterrenti, una curva sbilenca posta alla fine di un lungo e spazioso rettilineo.

  7. la statale 25 a Sant’Ambrogio ( Corso Moncenisio) venne concepita come circonvallazione del paese per evitare che il traffico veicolare destinato a proseguire verso la valle di Susa entrasse nel centro storico dedicato alla residenza e al commercio.
    Per la sua costruzione vennero uniti tratti di vie già esistenti e anche demolite delle abitazioni che intralciavano il suo tracciato.
    Gli accessi laterali ( pre- esistenti ) portavano a prati e campi che tra gli anni 60 e gli anni 90 sono stati edificati ad uso residenziale ( visto la migliore esposizione al sole rispetto al centro storico).
    Considerato il sempre maggiore transito e passaggio veicolare alcune attività commerciali ( e assurdo negarlo) si sono insediate proprio attratte da quell’ alta intensità di traffico.
    I risultati sono sotto gli occhi di tutti : il centro storico è degradato, commercialmente deserttificato con negozi abbandonati e appena si può si apre sulla statale intasandola ancor maggiormente di accessi di clienti, manovre pericolose e parcheggi azzardati.

    Forse l’ ente potrebbe cominciare a pensare di incentivare chi decide di aprire un’ attività nel centro storico con contributi e sgravi. Salvando capra e cavoli !

    Mauro Galliano

  8. Strada statale, provinciale o comunale che sia, si sta parlando di un centro abitato. Il limite deve essere quindi di 50 km orari cha vanno fatti rispettare. L’amministrazione pubblica si deve fare carico di mettere tutte le segnalazioni che permettono l’utilizzo della strada anche ai pedoni e ai ciclisti, non solo alle auto. Non é una autostrada.
    Se non sbaglio, non esistono neanche delle strisce pedonali… roba da terzo mondo!

    • Ad Avigliana, intelligentemente, il Penny e gli altri esercizi commerciali li hanno isolati dalla strada statale e li hanno fatti affacciare su una strada interna.
      A s.Ambrogio (e non solo) han fatto la circonvallaz per portare il traffico fuori dal paese e poi hanno portato il paese sul traffico, con tutte le conseguenze. E sono punti a capo.

  9. Come dice giustamente fu-ku-jitsui commercianti si spostano per lucrare soldi,
    il paese prima fa una circonvallazione e poi di nuovo da capo…
    e chi rimane fregato? sempre il povero automobilista.
    basta con questi buonismi che per un morto ci debbano sempre rimettere tutti
    prendetevela con chi ha causato il danno (ha fatto l’incidente) e non create problemi a chi rispetta i limiti si fa una coda interminabile ogni giorno per andare al lavoro.

    • Possiamo considerare un povero automobilista colui che possiede una piccola utilitaria? Gli altri, i suvvettari sono da considerarsi ricchi automobilisti benestanti.

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