TRENO NUCLEARE IN VALLE DI SUSA, IL TAR È PRONTO: A BREVE LA SENTENZA PER IL DIRITTO AD ESSERE INFORMATI

di FABIO TANZILLI

Treni con scorie nucleari: finalmente si andrá a sentenza. Ieri mattina il TAR del Lazio ha stabilito che emetterà una decisione ufficiale, riguardo il dovere di informare con precisione e puntualità i territori attraversati dalle scorie radioattive, e quindi gran parte della Valle di Susa. Si attende entro fine anno la decisione del giudice amministrativo, nel processo sui trasporti di materie radioattive, il cui passaggio in Val Susa ha suscitato negli ultimi mesi numerose proteste e mobilitazioni. Teoricamente tale sentenza dovrebbe arrivare entro 45 giorni, quindi entro fine anno o inizio 2014, ma vista la complessità dell’argomento, il TAR potrebbe anche decidere di prendersi più tempo. Nel 2011, con il ricorso firmato dalla Federazione Nazionale Pro Natura, dal Comune di Villar Focchiardo e da Fabrizio Biole’ e Davide Bono del Movimento 5 stelle, sono stati impugnati gli atti che in esecuzione di un regolamento del 2006 si occupano dell’emergenza radiologica per queste attivita’ di trasporto. Secondo i ricorrenti si tratta di atti illegittimi, perché omettono del tutto l’informazione preventiva della popolazione che rischia di essere interessata da un eventuale emergenza trovandosi vicina ai percorsi del treno.
In base ad un accordo del 2006 tra il Governo italiano e quello francese, il combustibile nucleare irraggiato che si trova nel deposito Avogadro di Saluggia e nella centrale nucleare di Trino, nel vercellese, deve essere trasportato nell’impianto Areva di La Hague per il riprocessamento volto a prendere dalle barre il plutonio. Le scorie derivanti dal trattamento saranno riportate in Italia, ma il deposito nazionale ancora non è stato realizzato. Mercoledì 23 ottobre la causa è stata discussa davanti al Tar del Lazio, da parte di tutti i difensori delle parti. La parola è stata data – dal giudice presidente del Collegio – innanzitutto ai ricorrenti, per i quali sono intervenuti gli avvocati Daniela Bauduin e Ilaria Zarrelli, che hanno affrontato le questioni più tecniche del ricorso e poi il merito: “Il ricorso non si oppone ai trasporti di materie radioattive in quanto tali, perché questa è una scelta politica non sindacabile dal giudice, ma contestano la mancanza di quell’informazione preventiva che è strumento di gestione del rischio e di tutela della salute e dell’ambiente“. Sono poi intervenuti i difensori della Regione Piemonte, della società privata Mitsafetrans che si occupa dei trasporti e l’Avvocatura dello Stato, che hanno ribadito la necessità di riservetezza per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza. È attesa una decisione che faccia chiarezza in una materia che presenta ancora molti punti controversi. Si tratta di una battaglia importante: se il giudice darà ragione ai ricorrenti, ci sará il conseguente obbligo – da parte delle autorità regionali, prefetto, e delle ferrovie – di informare i Comuni interessati dal passaggio e la cittadinanza.

Qui potete vedere uno dei video girati durante la protesta contro il passaggio alla stazione di Avigliana, lo scorso anno:


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