UN RAGAZZO DI GIAVENO AI MONDIALI CURLING CON LA NAZIONALE: LA STORIA DI ALBERTO PIMPINI

di ANDREA MUSACCHIO

GIAVENO – Metti un giorno in cui abbandoni il calcio, lo sport più popolare in Italia e inizi a praticare il curling, sport all’epoca semi sconosciuto e guardato male da tutti (o quasi). Metti che dopo 12 anni di sacrifici e sudore, vieni convocato dalla nazionale italiana di curling per i mondiali che si disputeranno in Canada.
È la storia di Alberto Pimpini, ragazzo di Giaveno, atleta professionista dell’Aeronautica Militare e giocatore di curling per il club “Team Piemonte” di Pinerolo. Alberto, ex talento del calcio giovanile valsusino, nel lontano 2007 smette di praticare lo sport più diffuso a livello nazionale e sceglie, a sorpresa, di iniziare a giocare a curling. Mai scelta fu più azzeccata: infatti Alberto è diventato un talento di questo sport ed è stato convocato per i mondiali di curling. Il 22 marzo, partirà insieme al gruppo azzurro per il ritiro pre mondiale a Calgary in Alberta mentre dal 30 marzo al 7 aprile, la squadra si trasferirà a Lethbridge dove verrà disputato il torneo continentale di curling.
Ai microfoni di Valsusaoggi ci racconta la sua emozione, figlia della prima convocazione in assoluto con la nazionale maggiore: “ho lavorato tanto per questo obbiettivo. È la prima volta in assoluto per me con la prima squadra ed è un onore, dopo due convocazioni con le categorie inferiori finalmente approdo nella nazionale maggiore. Ho iniziato questo sport dodici anni fa, era il post olimpiade del 2006 e devo dire che è iniziata una risalita abbinata ad una visibilità per questo sport. In molti non sapevano neanche cosa fosse il curling, non capivano perché avessi fatto una scelta simile e dicevano che me ne sarei anche pentito… ma così non è stato, anzi. Per me questa convocazione è importante, è frutto del sacrificio di questi anni e ovviamente, per la nazionale darò tutto.”
Uno sport, che a livello nazionale ha un appeal decisamente inferiore rispetto agli altri sport e se i motivi principali sono legati a sponsor e fattori economici, una soluzione per limitare il gap potrebbe essere quella di fare una campagna di informazione maggiore, partendo dalle scuole: “bisogna creare tanto movimento nelle scuole elementari, i bambini a quell’età fanno molti sport. Iniziare a proporre questo sport sin da subito può portare qualcuno ad innamorarsene.”
Infine, una battuta sulla favorita dei mondiali: “credo che le favorite siano Svezia e Canada, ma posso assicurarvi che anche noi lotteremo fino alla fine”.
Per chi volesse seguire l’Italia nell’avventura mondiale, le partite verranno trasmesse sulla pagina ufficiale youtube dei mondiali canadesi oppure sul canale Eurosport.

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