CONDANNATI DUE FRATELLI: PICCHIARONO UN TASSISTA ACCUSATO INGIUSTAMENTE DI STUPRO DA UNA MAESTRA DI OULX

OULX – Ieri due fratelli di 38 e 32 anni sono stati condannati a un anno di carcere (con la sospensione condizionale della pena) per aver picchiato selvaggiamente 16 anni fa un tassista torinese. Inoltre dovranno pagare 15mila euro di risarcimento. I fatti risalgono al 2002: l’allora fidanzata del fratello maggiore, che a quel tempo faceva l’insegnante alle scuole elementari di Oulx, aveva accusato ingiustamente il tassista di averla stuprata e i due ragazzi l’avevano picchiato per vendicarla.

La donna però si era inventato tutto. Aveva raccontato il fatto al fidanzato dopo essere tornata dalla Calabria in aereo, raccontandogli di volersi prendere una pausa perchè era stata violentata dal tassista che l’aveva portata in auto dall’aereoporto di Caselle alla stazione di Torino Porta Nuova.

In realtà la donna aveva una relazione con un altro uomo in Calabria e non sapeva come dirlo al fidanzato di Oulx: non era mai salita sul taxi e – grazie alle indagini della procura – si è scoperto che per andare da Caselle alla stazione di Torino Porta Nuova aveva utilizzato un bus della Sadem. Non sapendo come “giustificare” la fine del legame con il fidanzato, si era inventata lo stupro. Il giovane era ignaro di tutto questo: le aveva chiesto chi fosse stato ad abusare di lei, e con il fratello decise di andare all’aeroporto per dargli una lezione.

L’aggressione del 2002

L’8 gennaio 2002 i due fratelli e la ragazza si recarono all’aeroporto di Caselle. Lei indicò il tassista: i due giovani si finsero clienti, facendosi portare nella zona industriale di Leinì. Tirarono fuori una spranga e lo pestarono a sangue senza dirgli la motivazione. Nei giorni seguenti il tassista denunciò l’aggressione. Intanto venne informato dai carabinieri di essere indagato per violenza sessuale. La ragazza infatti aveva presentato denuncia alle forze dell’ordine, colpevolizzando sempre il tassista e affermando che l’avesse stuprata in un luogo appartato, dopo averla caricata in auto all’aeroporto. Le indagini proseguirono per mesi: il Pm Livia Locci interrogò la maestra per otto volte, ma per verificare gli spostamenti avvenuti la sera della presunta violenza, fece controllare anche il cellulare della donna.

Grazie al telefono venne fuori tutta la verità: il percorso fatto dalla ragazza per tornare a casa corrispondeva esattamente al tratto di strada che viene effettuato dalla linea bus Caselle-Porta Nuova. Arrivata a Torino, la ragazza era poi salita sul treno regionale per Oulx. Ma non solo: dal registro delle chiamate era emerso che la maestra si era sentita per telefono durante tutto il viaggio con un uomo residente in Calabria (il suo amante).

Nell’ultimo interrogatorio, messa di fronte all’evidenza, la ragazza confessò al magistrato di essersi inventata lo stupro. Iniziò quindi il processo per i tre giovani: la maestra scelse, a differenza dei due fratelli, il rito abbreviato e nel 2014 venne condannata per calunnia a due anni di carcere (con la condizionale) e ad un risarcimento provvisionale di 9mila euro. Nel frattempo si era anche trasferita da Oulx e da anni non insegna più in Valsusa. Ieri c’è stata invece la sentenza per i due fratelli. Il giudice Paola Odilia Meroni li ha condannati a un anno di carcere per lesioni volontarie aggravate. Sempre con la condizionale: pertanto nessuno dovrà andare in carcere.

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3 thoughts on “CONDANNATI DUE FRATELLI: PICCHIARONO UN TASSISTA ACCUSATO INGIUSTAMENTE DI STUPRO DA UNA MAESTRA DI OULX

  1. Enrico

    “…pertanto nessuno dovrà andare in carcere”.

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  2. Penelope

    Che gentaglia, bravi i fratellini, la maestra poi ….veramente una gran signora, dopo ben 13 anni ( in) giustizia e’ fatta…..nessuna delle tre brave personcine ha fatto un giorno di galera, magari la donnina insegna ancora? E al tassista che sicuramente ha vissuto 13 anni da incubo con chissa’ quali conseguenze psicologiche e personali il giudice gli liquida un risarcimento a parer mio irrisorio considerata la gravita’ dell’accaduto
    Questa e’ la legge in Italia, spero che al tassista se ha iniziato un procedimento civile verso i tre farabutti almeno in quella sede il giudice gli riconosca dei danni che siano da lezione ai tre personaggi.

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