CHIUSA SAN MICHELE, EVITATI I LICENZIAMENTI ALLA SAVIO

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dall’UFFICIO STAMPA FIOM CGIL TORINO

CHIUSA SAN MICHELE – La FIOM CGIL rende noto che oggi, 4 luglio 2019, a termini di legge ormai scaduti, presso la Regione Piemonte è stato sottoscritto l’accordo sindacale sulla procedura di licenziamento per 33 dipendenti avviata dalla Savio (oggi Savio – Thesan Group) l’11 Aprile scorso.

L’ipotesi di accordo è stata sottoposta ieri al giudizio dei lavoratori nelle assemblee ottenendo l’approvazione a larga maggioranza.

L’accordo prevede:
– l’utilizzo della CIGS per crisi per 12 mesi dall’8 Luglio 2019;
– l’uscita per massimo 30 dipendenti su base esclusivamente volontaria;
– un incentivo all’esodo di € 15.000 (riproporzionati per i Part Time), erogato entro 60 giorni insieme al Trattamento di Fine Rapporto;
– l’Azienda per problemi economici non è in grado di anticipare la CIG ma i lavoratori potranno accedere all’anticipo da parte delle banche che hanno aderito all’accordo con la Regione, Cgil, Cisl, Uil per l’area metropolitana di Torino;
– è possibile ottenere un anticipo del TFR per un massimo di 500 € mensili (per 3 mesi) se posto in CIG per una sospensione dal 31 al 60% delle ore lavorabili e per un massimo di € 700 per una sospensione superiore al 60% delle ore lavorabili;
– il distacco dei lavoratori presso altre aziende disponibili e la ricerca di soluzioni occupazionali presso altre aziende della zona;
– l’avvio di percorsi formativi e di mobilità interna;
– l’utilizzo del Part Time volontario come strumento possibile per ridurre gli esuberi;
– l’utilizzo dello strumento di ricollocazione ai sensi dell’art. 24 bis DL 148/2015 (dote economica per il lavoratore che accetti un percorso di riqualificazione e per l’Azienda che lo assume).

Marinella Baltera, della FIOM – CGIL dichiara : “Si è concluso un confronto lungo e faticoso che ha portato ad una soluzione non traumatica e che in questo anno, come comunemente condiviso, dovrà portare, con l’utilizzo di tutti gli strumenti individuati, ad una conclusione diversa da quella che inizialmente voleva l’Azienda. Seppure soddisfatti della conclusione odierna, non possiamo esimerci da una amara considerazione: lo stesso percorso sarebbe stato possibile per i licenziamenti avvenuti due anni fa che non si sono evitati solo per l’intransigenza aziendale in quell’occasione denunciata da tutti. Sarebbe stato doveroso per la Direzione aziendale di allora dimostrare la stessa disponibilità di oggi per evitare alle lavoratrici e i lavoratori di perdere il posto di lavoro due anni fa”.

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1 COMMENTO

  1. Quella ditta e cotta se siamo arrivati a questo punto. Forse delocalizza con una mano e con l’altra finge di essere in disgrazia per prendere tempo. Oppure dormivano mentre il mercato nel mondo cambiava.. ma dubito che sia gente che si faccia pestare i piedi. Tranne dai cinesi che li sotterrano tutti.. allo stesso tempo i titolari di aziende devono saper guardare minimo cinque anni avanti. Oggi il mercato del lavoro macchinari esigenze . Si modificano dal giorno alla notte . E uno della ditta deve starle dietro. O perisce….

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