SINDACI DELLA VALSUSA SPACCATI SU BANCHIERI PRESIDENTE: I NO TAV VOGLIONO CHIABERTO

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I sindaci Banchieri (Pd) e Chiaberto (liste civiche e No Tav) puntano alla carica di presidente. Ad oggi Banchieri ha il sostegno di più Comuni

BUSSOLENO  – I sindaci della bassa Valsusa sono spaccati sulla scelta del nuovo presidente dell’Unione Montana. Dopo gli anni di presidenza di Sandro Plano, il candidato favorito è Pacifico Banchieri (sindaco di Caselette e già coordinatore della Valsusa per il Pd) rispetto ad Emilio Chiaberto (sindaco di Villar Focchiardo, rappresentante delle liste civiche “sponsorizzato” dai No Tav).

Ieri sera, giovedì 5 settembre, c’è stata una prima “votazione” non ancora ufficiale a Bussoleno, a cui hanno i rappresentanti dei vari Comuni in Unione Montana Valsusa: Banchieri è stato votato da 11 paesi, mentre 6 hanno sostenuto Chiaberto. Altri 3 Comuni hanno votato scheda bianca. I giochi quindi non sono ancora conclusi, anche se Banchieri attualmente ad oggi è il candidato sostenuto dal maggior numero di amministrazioni comunali.

All’incontro di ieri sera erano presenti anche due rappresentanti di minoranza dell’Unione (due sui quattro totali), ma non hanno potuto votare, nonostante l’avessero richiesto.

Il consiglio di insediamento ufficiale del presidente, del vicepresidente e della giunta dell’Unione Montana Valle di Susa è stato convocato giovedì 12 settembre, sempre a Bussoleno. Bisogna capire se in questa settimana cambieranno le cose e i sindaci si accorderanno per un candidato presidente unitario, come in passato, o se invece andranno “spaccati” all’elezione del presidente (come avvenuto ieri).

In tal caso, comunque Banchieri sarà eletto presidente e Chiaberto vicepresidente. A meno che non giungano ad un accordo, in cui uno dei due “faccia un passo indietro” in nome dell’unità dei sindaci e per evitare problemi negli equilibri di maggioranza.

L’Unione Montana è ritenuta importante dal punto di vista politico essenzialmente sul tema Tav, perchè negli anni di presidenza di Antonio Ferrentino e di Sandro Plano ha sempre rappresentato il fronte unitario dei sindaci della bassa Valsusa che si oppongono alla Torino-Lione. Plano rappresentava in particolar modo il “collante” tra i sindaci No Tav e il movimento, cosa che Banchieri non rappresenta – secondo i comitati  – per il suo ruolo nel Pd locale. Anche Plano era del Pd, ma considerato dalla dirigenza torinese e nazionale come un “eretico”, più volte a rischio espulsione.

Ma non solo: per l’Unione Montana in prospettiva ci sono anche le nomine e le poltrone da assegnare in Acsel (il consorzio intercomunale che si occupa dei rifiuti, dove negli ultimi anni ci sono stati parecchi problemi per quanto riguarda la gestione delle spese e inchieste della magistratura) e nel Conisa (il consorzio socio-assistenziale). Senza contare i vari progetti di finanziamento sovracomunali legati al territorio e al turismo.

Non tutto è ancora stabilito. Proprio perché il movimento No Tav è contrario all’elezione di Pacifico Banchieri a presidente. Su questo concetto i comitati contro la Torino-Lione sono stati molto chiari, pubblicando una lettera di cui si è data lettura proprio ieri durante l’incontro tra gli amministratori dell’Unione Montana. Qui sotto pubblichiamo il testo.

“In questi giorni gli amministratori dell’Unione Montana Valle di Susa stanno decidendo la presidenza, il programma e la giunta dell’Unione, argomento che pensiamo stia avendo poca visibilità all’interno del dibattito sul TAV in valle rispetto all’importanza strategica nel periodo a venire.
I candidati che si propongono sono Emilio Chiaberto sindaco di Villar Focchiardo in rappresentanza delle liste civiche e Pacifico Banchieri sindaco di Caselette in rappresentanza del PD.
Invitiamo quindi tutti i comitati a chiedere conto alle proprie amministrazioni che si sono dichiarate NO TAV nei programmi elettorali, di dare seguito con i fatti ai loro propositi.
In questi giorni in cui al governo sta per insediarsi probabilmente il PD, forza politica da sempre favorevole all’opera (ve lo immaginate un Foietta ministro “ombra” dei trasporti?), avere un presidente dell’Unione dei Comuni interessati dall’opera iscritto a questo partito, sarebbe un segnale, per noi, assolutamente critico.
Riteniamo che la vittoria di un candidato appoggiato e sponsorizzato da una forza politica fortemente SI TAV comporti per il movimento il rischio di perdere forza nell’opposizione istituzionale all’opera in un momento in cui è possibile la partenza dei bandi, degli espropri e dei cantieri sul territorio.
Indipendentemente dall’esito delle votazione in Unione Montana come comitato continueremo la nostra lotta, ma chiedendo comunque con forza ai nostri sindaci e all’Unione di essere con noi in prima fila come sempre è successo in questi 30 anni.
Invitiamo con la massima urgenza gli altri comitati ad esprimersi nel merito ed eventualmente a sottoscrivere questo appello e chiediamo per il 12 settembre che la votazione palese per l’elezione del presidente avvenga nell’ambito di un Consiglio dell’Unione aperto”.

I No Tav avevano anche chiesto che i vari Comuni votassero già ieri sera in forma palese “per evitare giochetti politici”, ma gli amministratori si sono opposti e hanno effettuato il voto segreto. I consiglieri di minoranza presenti, che non hanno potuto votare, hanno criticato tale impedimento voluto dall’assemblea.

I No Tav non si fidano di Pacifico Banchieri: “In un momento così difficile dobbiamo avere il maggior numero di voci realmente No Tav nelle istituzioni” commenta la consigliera regionale dei 5 Stelle Francesca Frediani.

 

 

 

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