CESANA, TRE ESCURSIONISTI BLOCCATI SULLO CHABERTON: INTERVENGONO I VIGILI DEL FUOCO

CESANA – Martedì 13 agosto, intorno alle ore 19.30, sul sentiero che collega Fenils allo Chaberton (a quota 2100 metri) tre escursionisti sono rimasti bloccati da un frana, mentre stavano tornando a valle. La zona impervia non consentiva l’atterraggio dell’elicottero Drago, perciò il nucleo Saf dei vigili del fuoco è intervenuto sul posto facendosi calare dall’alto tramite verricello: dopo aver messo in sicurezza i tre escursionisti, i vigili del fuoco li hanno fatti salire a bordo dell’elicottero proprio grazie al verricello, per poi trasportarli in una zona sicura.

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16 thoughts on “CESANA, TRE ESCURSIONISTI BLOCCATI SULLO CHABERTON: INTERVENGONO I VIGILI DEL FUOCO

  1. Gente senza cervello

    La frana è lì da un mese, cosa che sa qualunque Escursionista con la “E” maiuscola, ovvero quelli che si informano su cosa stanno andando fare prima di mettere gli scarponi ai piedi. Nessuno con un minimo di cervello oggi salirebbe o scenderebbe dallo Chaberton da Fenils. Così come peraltro chiunque con un minimo di cervello eviterebbe di scendere su Cesana visto che è un percorso quasi alpinistico (ogni riferimento a quello recuperato qualche giorno fa è puramente voluto). Sarebbe ora di mettere multe salatissime a chi si mette in pericolo perché si improvvisa escursionista senza un minimo di pianificazione e preparazione.

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  2. Un viandante.

    La strada dello Chaberton oltre ad essere un itinerario storico rappresenta un percorso escursionistico importante, soprattutto per gli appassionati di mtb. Il fatto che vi sia una frana da circa un mese e che ľitinerario non si più percorribile rappresenta un aspetto negativo, soprattutto visto il periodo con maggior afflusso turistico. Si auspica una sistemazione del percorso che renda possibile il transito dei pedoni e dei ciclisti. Sarebbe utile essere aggiornati sullo stato della strada, con foto esplicative, e notizie sui modi e tempi di recupero. Infine una considerazione sul fatto che la strada era da anni interdetta al transito delle moto : si poteva far salire le moto, nei mesi di luglio ed agosto, in alcuni giorni prestabiliti, dietro pagamento di un pedaggio che sarebbe servito a pagare una parte dei costi di manutenzione. Penso che i motociclisti esteri avrebbero pagato ben volentieri anche cifre importanti. Non abbandoniamo la strada dello Chaberton.

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  3. Riccardo

    Proprio perche’ la frana e’ li da un mese basterebbe aggiustare almeno per quelli che vanno a piedi un piccolo sentiero con picco e pala si puo’ fare, ma fin che tutti se ne fregano delle montagne sara’sempre peggio….

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  4. Gianpaolo

    Io l’ho attraversata venerdì scorso e mi rendo conto di avere corso un grave rischio: fortunatamente mi è andata bene. Però a parziale scusante di chi ci è rimasto in mezzo bisogna dire che arrivando dal colle, ossia dalla Francia, non vi è alcun cartello di pericolo come invece vi sono salendo da Fenils. Anzi, in Francia, il giro dello Chaberton è riportato come il più bel percorso Trail transfrontaliero. Solamente domenica scorsa, all’ufficio del turismo di Monginevro, è apparso un cartello di percorso interrotto per frana.

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    1. Gente senza cervello

      Se uno si deve affidare alla presenza o meno di cartelli per conoscere le condizioni di un sentiero è già in fallo in partenza. Un Escursionista è tenuto a controllare le previsioni del tempo, pianificare il percorso e verificare la sua fattibilità prima di partire, non durante il viaggio con il rischio di finire bloccato da qualche parte al sopraggiungere del buio o di un violento temporale. Chi si mette gli scarponi e uno zaino in spalla e si affida al caso e al “vedremo strada facendo” non è un escursionista ma uno dei tanti imbecilli che prima o dopo finiranno su ValsusaOggi (e noi pagheremo il loro recupero del tutto evitabile). Parliamo di gente che passa la propria vita sui social, ma poi non è capace a usare Google per verificare la praticabilità dei percorsi, o usare il GPS di uno Smartphone per non perdersi come dei cretini sui monti.

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  5. eretico60

    Mi associo a tutti i commenti, purtroppo siamo abbandonati da chi dovrebbe gestire le cose con interventi mirati a ripristinare sentieri e strade per gli escursionisti provetti e per chi meno è provetto, inutile poi piangere che i turisti o escursionisti bandiscono la nostra valle, il servizio dato è blando o addirittura inesistente.

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  6. Uno

    Ma queste persone che si lamentano dell’abbandono della montagna sono disposte, invece di lamentarsi su internet, a mettersi gli scarponi e munirsi di picco e pala e andare a mettere a posto i sentieri? Perché a lamentarsi siamo sempre pronti ma se c’è a lavorare sono sempre pochi.
    Meno lamentele e più concretezza!

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    1. Più di Due

      Non ricordo in quale regione italiana ci sono più forestali che in tutto il Canada, dicono.

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    2. Grillo parlante

      Un Paese Civile non dovrebbe avere bisogno di volontari per svolgere lavori di manutenzione e ripristino che implicano delle conoscenze tecniche, territoriali e che devono essere messi in sicurezza e assicurati. Lo stesso vale per l’ambito sanitario come il soccorso ambulanze.

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      1. Jack

        Esatto. Diversamente da quanto dice mr. Uno, non è che dobbiamo improvvisarci cantonieri se ci sono buche nelle strade, boscaioli se ci sono rami sui sentieri e quant’altro! Tutte le tasse che paghiamo servono già a questo! Il lamentarci, al di là del farlo in un commento o in modo banalmente retorico, DEVE servire a chi di dovere per porre rimedio.

        INOLTRE: i cartelli li hanno inventati apposta per dare informazioni quando è necessario. Basta metterli! …oppure l’elicottero continuerà ad effettuare soccorsi di persone che non sono informate, loro malgrado (non tutti gli escursionisti sono valligiani e sono a conoscenza delle difficoltà di certi sentieri)

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        1. Uno

          Ma scusate una cosa: chi dovrebbe intervenire spesso e volentieri non riesce a vedere e mettere a posto le buche nelle strade che frequentate tutti i giorni e dovrebbe spendere soldi per mettere a posto sentieri e strade di montagna perché qualcuno sui social o su internet si lamenta?
          Invece di lamentarsi qui bisogna lamentarsi direttamente a chi deve gestire la manutenzione dei sentieri e delle strade.
          Se si tratta di sentieri non e semplice trovare chi faccia manutenzione se non porta ad un rifugio ed è per questo che dovremmo dare una mano alla montagna e trasformarci “cantonieri” e se c’è un ramo nel sentiero torglierlo invece di lamentarsi solo.

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    3. Riccardo

      Gia’ fatto!x motivi personali (naturalmente a gratis)

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      1. Clod

        Rispondo a un viandante.Nessun motociclista straniero pagherebbe per salire allo Chaberton,prima della frana sono sempre saliti a gratis anche se ci soni dei cartelli di divieto.Vedi il Sommeiller a 5€ a mezzo motorizzato,un vero fallimento perche’ gli stranieri salgono in settimana per evitarlo.Ricordo che dopo rocca tagliata è territorio francese,loro non hanno nessun interesse al ripristino……bla…bla…..Chi transita lo fa a suo rischio e pericolo ma,non puo’ allertare sempre i soccirsi( bastava risalire al colle e scendere a Claviere).Saluti

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