VERTEK DI CONDOVE, 94 LAVORATORI A RISCHIO. PIOMBINO CHIUDE UN ALTO FORNO PER LA PRODUZIONE

di JACOPO SUPPO

Ieri sera a Borgone ho partecipato ad una riunione convocata dagli RSU e dagli operai della Vertek Lucchini di Condove. Dopo le mobilitazioni di fine luglio, si sperava che il commissario del governo, la Regione e i sindacati potessero trovare un accordo per salvaguardare il futuro dello stabilimento e i 94 posti di lavoro. Le notizie invece sono pessime. Il commissario ha presentato il 9 settembre un piano industriale di cui però ancora non si sa nulla.
Dei quattro stabilimenti del gruppo, solo quello di Trieste sembra poter uscire più o meno “indenne” da questa situazione. Per quanto riguarda Condove, che di fatto è un reparto distaccato della stabilimento di Piombino, il futuro è nerissimo. A fine anno nello stabilimento toscano verrà spento l’alto forno, con la conseguente messa in cassa integrazione di 1400 operai in loco e lo stop della lavorazione a Condove, che da Piombino dipende a livello di approvvigionamento di materia prima da lavorare.
Anche l’ipotesi di vendita separata di ogni singolo stabilimento sembra più complicata del previsto. La Vertek di Condove sembra non abbia acquirenti. Si parla di un interessamento da parte di un fantomatico imprenditore di cui però non si sa nulla, tranne il fatto che sia interessato a tenere solo 25 addetti su 94. Un bluff insomma.
La serata di ieri, a cui hanno partecipato molti sindaci e amministratori, si è conclusa con l’impegno di scrivere un documento dove vengano esposte tutte le crisi dei vari stabilimenti della valle, provando così a fare un ragionamento di territorio per salvaguardare quanti più posti possibili.
Dalla Vertek alla Beltrame, dalla Selmat alla Bertone.
Speriamo che questa mobilitazione generale prenda corpo e che ci si muova in fretta.
Ogni giorno che passa senza novità è un giorno perso per il futuro della fabbrica condovese.
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