
COAZZE – Domenica 23 novembre alle ore 9 appuntamento a Forno di Coazze per la cerimonia di commemorazione degli 80 anni dell’Ossario Partigiano della Val Sangone.
Alla presenza delle famiglie dei Caduti e dei Partigiani della Valle, interverranno l’Arcivescovo di Torino, Cardinale Roberto Repole, il Presidente emerito della Camera dei Deputati Luciano Violante e il Presidente del Comitato dell’Ossario, Onorevole Piero Fassino.
L’Ossario dei Caduti di Forno di Coazze si trova nella frazione omonima, situata a circa mille metri di quota nella valle principale del Sangone, a circa sette chilometri dal capoluogo. Fin dal settembre 1943, nella zona di Forno si insediarono i primi nuclei partigiani, in particolare la banda “Sergio” comandata da Sergio De Vitis (che successivamente muterà il nome in Brigata “Sandro Magnone” e, dopo la morte di De Vitis, sarà guidata da Giuseppe Falzone).
La frazione e i suoi dintorni furono duramente colpiti dalle rappresaglie del “Maggio di sangue”. L’episodio più tragico avvenne il 16 maggio, quando trentuno uomini circa (ma il numero è ancora discusso), prelevati dal carcere allestito presso la scuola elementare di Coazze, vennero condotti a Forno e, quasi sulle rive del Sangone, fucilati alle gambe e lasciati morire dissanguati in fosse che avevano precedentemente scavato. Quello stesso giorno altri quattro partigiani vennero uccisi, con le stesse modalità, a Garida.
L’iniziativa di costruire l’Ossario partì da Giuseppe Falzone, comandante della Brigata “Sandro Magnone”, con l’intento di raccogliere in un solo luogo tutti i caduti (soprattutto partigiani ma anche civili) che persero la vita in valle nel corso dei venti mesi di Resistenza. Per finanziare l’opera, gli stessi ex partigiani della Brigata “Sandro Magnone” donarono parte delle loro indennità di guerra. Altri contributi arrivarono da alcune famiglie benestanti di Coazze, come i Sertorio e i Valobra.
Nella delicata operazione di recupero e identificazione dei caduti si impegnò in particolare Celestina “Cele” Magnone, sorella di Sandro. Vennero riesumati i sette caduti del Sellery inferiore, così come quelli della fossa comune. I lavori, realizzati dalla ditta Croce, iniziarono nel maggio 1945 e si conclusero in autunno. Progettista fu l’ingegnere Ermanno Coticoni.
L’8 settembre 1945 le salme vennero portate a Giaveno, dove furono benedette dall’Arcivescovo di Torino Maurilio Fossati, e poi riportate a Forno. Poco meno di due mesi dopo, il 4 novembre, alla presenza di numerose personalità, lo stesso cardinale Fossati consacrò l’Ossario.
A partire da quella data, il sacrario di Forno è diventato un importante luogo della memoria partigiana in Val Sangone e teatro di commemorazioni che si tengono ogni anno la seconda domenica di maggio e, in genere, la prima domenica di novembre.






















