A CONDOVE LA SCUOLA DI MONTAGNA

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dalla CITTÀ METROPOLITANA DI TORINO

CONDOVE – “Tra cinque anni mi vedo con gli scarponi ai piedi e il sorriso in volto” e poi ancora “Tra cinque anni mi vedo in alta montagna, ad aiutare diverse realtà locali a portare avanti i loro progetti e ad avviarne di nuovi” ed infine “Sono qui ad imparare qualcosa in più, anche come amministratore locale, per cercare di ripopolare le nostre montagne”. Sono tre delle testimonianze e auto-presentazioni raccolte all’inizio della residenza di formazione e orientamento che si è tenuta dal 30 settembre fino al 2 ottobre a Bussoleno e Condove, nell’ambito del progetto che negli ultimi due anni ha consentito l’istituzione dello sportello di consulenza “Vivere e lavorare in montagna”.

Trasferirsi in montagna è un sogno per molti, che richiede però un’attenta valutazione delle prospettive economiche e sociali. Ed è proprio per questo che la Città Metropolitana in collaborazione con l’Università di Torino e con SocialFare-Centro per l’Innovazione Sociale ha messo a punto lo sportello. L’ultima iniziativa in ordine di tempo è stata appunto la Scuola di montagna. A Condove i partecipanti sono stati accolti dal Sindaco Jacopo Suppo anche nella sua veste di Vicesindaco Metropolitano.

I tre giorni di formazione e orientamento hanno previsto momenti di informazione e discussione, sessioni ispirazionali, workshop per approfondire il proprio progetto di vita e lavoro in montagna, visite ad attività produttive e realtà sociali della Valsusa. Le principali tematiche affrontate spaziano dal trovare casa e lavoro e fare impresa in montagna alla reale disponibilità di servizi nelle Terre Alte.

I numeri delle richieste di partecipazione alla Scuola di montagna confermano che c’è tanta voglia di montagna, di riscoprire il territorio e ricostruire un ritmo di vita differente da quello che conosciamo. – afferma il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo – In un primo momento avevamo previsto un tetto massimo di dieci iscritti, poi portato a venti, ma abbiamo ricevuto oltre cento richieste di iscrizione”.

Ma la vita nelle Terre Alte è tutta rose e fiori? È sufficiente abbinare la natura ad una dimensione più umana per avere quelle soddisfazioni professionali ed esistenziali che la città ci nega? “Chi vive in montagna conosce bene le peculiarità e le bellezze, ma anche le difficoltà di vivere in un territorio non urbano: ad esempio i servizi più difficili da raggiungere, che fanno da contraltare ad una dimensione di comunità più sviluppata che nei contesti urbani. – continua Suppo – Non per nulla la Scuola di montagna pone l’accento sia sulle opportunità che sulle criticità che deve affrontare chi intende spostarsi nelle valli, compiendo comunque una scelta affascinante e di ottima qualità della vita”.

Insomma, la Scuola di montagna avrà raggiunto il suo scopo se servirà a limitare i voli pindarici e a radicare sul territorio nuove attività di cui quel territorio ha o avrà un bisogno reale.

 

 

 

 

 

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