A GIAVENO IN ARRIVO ALTRI 24 PROFUGHI, MA IL SINDACO DICE BASTA: “SIAMO CONTRARI, ABBIAMO GIÀ DATO”

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“Da una comunicazione telefonica della Prefettura di Torino ieri ho appreso dell’arrivo a Giaveno di 24 rifugiati che saranno ospitati in un edificio di proprietà privata a seguito della disponibilità della società che possiede la casa – spiega il Sindaco di Giaveno Carlo Giacone -. La Città di Giaveno accoglie già sul proprio territorio comunale dall’agosto 2014 un gruppo di profughi secondo un progetto di ospitalità gestito e in capo all’Associazione Terra del Fuoco di Torino con sistemazione dei richiedenti asilo in una proprietà di privati sita in borgata Brancard Monterossino.”

 “Premetto che come Amministrazione Comunale e personalmente siamo solidali e vicini a queste persone che fuggono da situazioni di guerra e da altre emergenze. Giaveno ha già fatto e sta continuando a fare la sua parte di accoglienza, ma ora spetta ad altri Comuni e altri territori fare la propria – sottolinea il primo cittadino -. In Piemonte ci sono 1206 Comuni chiedo che in questo programma di ospitalità vengano coinvolti tutti i Comuni, non solo alcuni.”

 Ogni giorno ricevo decine e decine di giavenesi che non hanno più casa, sono in sfratto, non hanno da mangiare. Cosa fa lo Stato per loro. Anche loro hanno bisogno di aiuto e di solidarietà. La situazione è molto difficile e temo per i miei concittadini che vedono accolti in strutture e seguiti con pasti e sostegno i rifugiati mentre loro non hanno risposte, a loro non viene dato lo stesso aiuto.”

 “La struttura dove verranno accolti i nuovi profughi è dotata di molti spazi capaci di accogliere diversi rifugiati. Ad oggi l’intera comunità locale si è manifestata accogliente e si è prodigata verso il gruppo di uomini di nazionalità pakistana e bengalese presente in città. Ho paura che l’arrivo di nuove persone possa destabilizzare questa situazione – aggiunge il Sindaco Giacone – . Purtroppo da quello che è successo in alcune parti del nostro paese apprendiamo che ci sono persone che speculano su queste tragedie per fare soldi, che dietro l’accoglienza ci sono affari”.

“Stamani sono stato in Prefettura ed ho incontrato il dottor Enrico Ricci, Vicario del Prefetto al quale ho espresso tutta la mia preoccupazione e contrarietà. La situazione che mi ha rappresentato è drammatica con un arrivo costante di migranti che necessitano di sistemazione. Per trovare soluzione verranno interessati altri comuni. Personalmente non chiudo la porta ai migranti, ma ora tocca ad altri aprirla. Ho chiesto una distribuzione più equa dei migranti sul territorio piemontese. Dico basta a Giaveno. Abbiamo già dato.”

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1 COMMENTO

  1. A Giaveno, le amministrazioni comunali, sia l’attuale che la precedente (ma son diverse?) non hanna mai voluto e saputo occuparsi di gestire l’accoglienza sul territorio. Hanno sempre solo sopportato, che singoli privati o singole associazioni, facessero il lavoro per loro, cercando poi di mettere il cappello su ciò che ritengono “buono”. La giunt Ruffino fece anche di peggio, ma occorrerebbe ricordare che l’attuale sindaco, era il suo vice. Giaveno è un comune in cui sono presenti cittadini di tutto il mondo, ma questo non è mai significato che ci sia capacità di accogliere o quantomeno di gestire un processo di integrazione. Non sto parlando solo di profughi, ma non è mai esistito neppure verso l’emigrazione interna. L’è pá dei nostri. È stampato dentro ogni testa indigena più grande della scritta Ognuno a suo modo…ma in questi casi, far finta di essere Pilato non giova proprio a nessuno. In quanto all’abbiamo già dato, è veramente ridicolo…

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