
GIAVENO – Sabato 27 giugno l’inaugurazione della nuova Panchina Gigante all’Alpe Colombino.
Sabato 27 giugno la Val Sangone ospiterà l’inaugurazione ufficiale della nuova Panchina Gigante di Giaveno, un’installazione situata a oltre 1300 metri di altitudine all’Alpe Colombino. Il programma dell’evento prevede il ritrovo alle ore 11 presso il piazzale dell’Alpe Colombino, da dove partirà una camminata collettiva lungo i sentieri che conducono alla cresta. Il taglio del nastro ufficiale avverrà alle ore 12.
La struttura, caratterizzata da una verniciatura gialla e realizzata artigianalmente in acciaio e legno massiccio, si posiziona tra le più alte d’Italia. Dalla sua collocazione, la panchina offrirà un punto panoramico per osservare la vallata, l’Alpe stessa e la Punta dell’Aquila.
Il progetto è stato interamente finanziato tramite contributi privati e inserito nel circuito della fondazione internazionale Big Bench Community Project, nata dall’intuizione di Chris Bangle.
L’iniziativa ha visto la collaborazione dell’Aps Valsangone Turismo, della Pro Loco di Giaveno e dell’associazione Gli Amis d’la Sala.
La realizzazione ha coinvolto diverse realtà e professionisti del territorio: la famiglia Versino del Ristorante Aquila ha messo a disposizione il terreno e curato il montaggio, supportata dalla falegnameria Fratelli Giai Merlera e dal fabbro Barone di Dell’Orto Alessandro. La base dell’opera è stata progettata dal geometra Sergio Giacone, mentre la sistemazione finale dell’area è stata completata da Michele Giovale.
























Ancora?! Siete sicuri che sia una bella cosa o piuttosto vi adeguate supinamente ad un moda logora e contro la natura che volete valorizzare?
Moda logora è troppo poco.
Stantia ripetizione di una pessima idea iniziale, gabellata per potenziamento dell’attrattiva turistica.
All’Alpe Collombino servirebbe piuttosto una ristorazione decente.
ne sentivamo la mancanza…
Purtroppo non si è ancora capito che queste trovate sul lungo periodo mercificano tutto quello che c’è in torno e svigoriscono le comunità; quando basterebbe lavorare in maniera più professionale…anche per contrastare il turismo da social che non porta niente!