A RISCHIO IL VILLAGGIO CLUB MED DI CESANA: I 5 STELLE E LA SINDACA APPENDINO DIRANNO “NO”

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CESANA – Il Movimento 5 Stelle si schiera contro il futuro villaggio Club Med che dovrebbe sorgere al posto dell’impianto di bob di Cesana Torinese, ormai abbandonato da anni e costato oltre 110 milioni di euro.

Il gruppo di maggioranza della Città di Torino ha presentato una mozione in cui impegna la sindaca Chiara Appendino e la sua giunta ad opporsi al progetto, “esprimendo contrarietà” nelle varie sedi, anche coinvolgendo la Fondazione XX Marzo, “al fine di evitare una speculazione edilizia sull’area che metta a rischio le peculiarità paesaggistiche”.

Una vera e propria bocciatura, che ha un peso di rilievo e rischia di far saltare l’ambizioso progetto del Club Med in Val Susa: Chiara Appendino è sindaca anche della Città Metropolitana (l’ex Provincia di Torino), e oggi ha un ruolo chiave nella stessa Fondazione postolimpica XX Marzo, rappresentando al suo interno due dei principali soci pubblici di riferimento: la Città di Torino e la Città Metropolitana.

Nei prossimi giorni la mozione sarà votata in Sala Rossa nel Comune di Torino. Ma chiaramente la stessa volontà politica di opporsi al Club Med, sarà rilanciata dai grillini anche nelle altre istituzioni in cui saranno presto maggioranza: compresa la Città Metropolitana, le cui elezioni per scegliere i nuovi consiglieri “provinciali”, si terrà a inizio ottobre.

Secondo quanto annunciato ufficialmente nel maggio scorso a Pragelato dal presidente del Club Med, Girard d’Estaing, il nuovo villaggio turistico di Cesana prevedeva un investimento di circa 80 milioni di euro da parte della società francese, con la realizzazione di 1000 posti letto a rotazione e l’assunzione diretta di circa 400 persone (senza contare gli altri 300/400 posti generati dall’indotto).

Da alcuni anni il Club Med gestisce con successo anche il villaggio vacanze di Pragelato, che era fallito e hanno fatto rinascere in poco tempo: centinaia di posti letto a rotazione, con un ricambio continuo di turisti stranieri sulle montagne olimpiche, opponendosi così alla tremenda politica speculativa delle seconde case costruite dagli anni ’60 in poi, che invece hanno – da un certo punto di vista – davvero danneggiato e compromesso l’offerta turistica dell’alta Val Susa.

Eppure tutto questo non piace ai 5 Stelle: ecco quindi la mozione depositata dai consiglieri di maggioranza a Torino. Nella quale scrivono che “un progetto di questa portata avrebbe un notevole impatto dal punto di vista ambientale e paesaggistico. Si andrebbe a cementificare nuovamente l’area, costruendo edifici dal grande impatto visivo. Si ritiene pertanto che sia necessaria una verifica di compatibilità con il PPR (Piano Paesaggistico Regionale) e che venga valutato l’iter della variante strutturale al piano regolatore del Comune di Cesana, in virtù delle importanti variazioni urbanistiche imposte dall’opera”.

Ma non solo: secondo i consiglieri comunali grillini, il nuovo Club Med di Cesana è un intervento “peggiorativo rispetto alle condizioni dell’area. Si ritiene che sia da evitare una speculazione edilizia, mentre sarebbe da mettere in atto ogni azione possibile per poter riutilizzare la Pista da Bob per fare in modo che un’opera pubblica da 110 milioni di Euro per un impianto sportivo di tale levatura non vada persa. Inoltre, si perderebbe una preziosa occasione per ospitare delle manifestazioni sportive di livello nazionale ed internazionale, con la conseguente incentivazione alla pratica sportiva che ne deriva su tutta la cittadinanza, nel territorio”.

La proposta dei 5 Stelle, oggi, è addirittura quella di riaprire la pista olimpica. Scelta che comporterebbe una spesa annua di circa 500mila euro annui (ovviamente da pagare coi soldi pubblici e dei cittadini, perché negli anni si è potuto constatare concretamente che non ci sono privati disponibili ad investire cifre simili per un impianto di bob, ormai vecchio di oltre 10 anni rispetto alle nuove realizzazioni olimpiche di Sochi, e non solo).

La costosa riapertura: ipotesi di cui da tempo si è discusso in tutti questi anni, ma in realtà improponibile per gli elevati costi di gestione dell’impianto. Basti pensare alle spese per refrigerare le curve (anche solo con il glicoli al posto dell’ammoniaca), così come dei costosi lavori di manutenzione per renderla di nuovo appetibile per le federazioni internazionali sportive. La pista infatti è chiusa dal 2011: quasi sei anni di abbandono totale, durante i quali l’impianto è stato anche depredato del rame.

Una volta approvata la mozione del gruppo di maggioranza a Torino, la sindaca di Torino dovrà quindi “ribadire nelle sedi opportune, anche coinvolgendo la Fondazione XX Marzo, la contrarietà al progetto di realizzazione del Villaggio Turistico sul sito della Pista da Bob di Cesana Pariol ad opera del Club Med – così come proposto – al fine di evitare una speculazione edilizia sull’area che metta a rischio le peculiarità paesaggistiche dell’area”. E poi dovrà “richiedere in ogni caso che il progetto oggetto di specifica variante semplificata al vigente PRG sia conforme con il PPR (Piano Paesaggistico Regionale) base al comma 1 dell’articolo 17 bis della Legge Regionale 56/1977”. E infine farsi promotrice, per quanto di competenza, “della possibilità di riutilizzo della Pista da Bob di Cesana Pariol attraverso un dialogo con le federazioni sportive e coi soggetti potenzialmente interessati a destinarlo all’utilizzo originario”.

Un secco “no” all’ipotesi di creare il nuovo Club Med, e che potrebbe indurre i francesi ad abbandonare quest’ipotesi e scegliere di investire soldi e risorse in altre zone turistiche alpine d’Europa e non solo.

Proprio nell’incontro di Pragelato coi sindaci della Valle e con la Regione, avvenuto a maggio, Girard d’Estaing aveva posto come condizione “l’inizio dei lavori entro un anno”. Altrimenti non si sarebbe fatto problemi a mettere nel cassetto il progetto turistico per la Val Susa. Vedremo quali saranno le reazioni.

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14 COMMENTI

  1. Pensare di poter riaprire la posta di bob, a parte il discorso costi, è una follia! e solo chi non sa di cosa sta parlando la può pensare!
    per il resto, dipende dai punti di vista.
    sicuramente il club med non sarà paesaggisticamente un bello spettacolo, ma nemmeno l’attuale pista di bob è particolarmente attraente

  2. forse invece di dire no a tutto, bisognerebbe essere istituzionalmente in grado di controllare i cantieri, in modo che rispettino dovutamente i vincoli paesaggistici. Oggigiorno se si vuole si può costruire a impatto zero, rispettando il paesaggio e facendo in modo che le strutture non inquinino, ma certo non si possono utilizzare ditte che speculano usando materiali scadenti per guadagnere di più… però se si dice sempre di no a tutto in una valle dove la disoccupazione sale a dismisura, forse molti disoccupati andranno poi a pranzo e a cena a casa della signora Appendino…

  3. mi sembra una buona idea il club, ma l’importante è che le costruzioni siano belle e “verdi” ben inserite nello scenario, quasi “nascoste” COME LA ZONA COMMERCIALE DI <sAN sICARIO.

  4. …e la pista di bob non vedo chi potrebbe realmente utilizzarla, considerati gli inverni sempre più caldi e il fatto che non mi pare sia esattamente uno sport di massa praticato da tante persone…. Chissà perchè ho visto strutture costruite per es. negli Usa nei pressi di laghi e parchi, che non si notano in quanto per es. devono stare al di sotto dell’altezza degli alberi, hanno sui tetti una specie di “prato” che non solo li mimetizza con il paesaggio circostante, ma serve per non disperdere il calore, hanno finestre strutturate in maniera tale da riciclare il calore del sole e così via, in maniera da essere quasi totalmente indipendenti nella produzione del calore, riciclano addirittura il calore che emana l’aqua calda quando esce dai rubinetti, depurano totalmente le acque reflue etc…costruzioni simili vi sono anche in Germania e in altre nazioni, dove però evidentemente si pensa più all’ambiente che alla speculazione edilizia…. basterebbe vincolare Club Med a costruire in maniera ecocompatibile, in modo da non deturpare il paesaggio e non inquinare l’ambiente, ma poi ci vorrebbero dei controlli severi…. e così non si distruggerebbe l’ambiente e nel contempo si creerebbero posti di lavoro per chi non sa più come arrivare a fine mese a causa della disoccupazione dilagante…

  5. Buonasera a tutti, in qualità di cittadino contribuente, dopo i 10 anni di dibattiti per capire cosa fare di un’opera che non doveva neanche essere realizzata in tale collocazione, la proposta del club med, rappresenta il male minore ed allo stesso tempo un’opportunità per non lasciare in piedi una cattedrale nel deserto, e creare opportunità di lavoro con quella che é una delle principali risorse del territorio, il turismo.
    Fermare dei progetti, pensando di tornare su passi già affrontati e sperimentati precedentemente (l’utilizzo della pista di bob con le federazioni internazionali…un esperienza molto in rosso) oltretutto utilizzando anche soldi di tutti noi per sostenerlo è senza dei progetti concreti alle spalle, sembra più una presa di posizione che non una analisi su fatti ed esperienze del passato.
    Se 400 potenziali posti di lavoro, con attenzione all’ambiente, non rappresentano un’elemento determinante per tale scelta, a cosa ci si appella???
    Ricordando quanto sottolineato più di una volta dal Sindaco di Cesana e dalla fondazione “forse i torinesi non sanno che la struttura in stile montano occuperebbe solo il 50% dell’area già compromessa e il restante ritornerebbe alla natura. Qui si parla di un investimento che rimarrà di proprietà pubblica con un ritorno economico importante e posti di lavoro“….

  6. Anche per le olimpiadi , ci sarebbero stati un sacco di posti di lavoro; ……per i cinesi e pakistani,…….e spagnoli…………Ci sono garanzie , che alla fine ; Venga assunta manodopera locale?

  7. Riusciamo a far vedere il progetto di Club Med per Pariol Cesana ? Perché si parla di deturpare l ‘ambiente se non si sa cosa vogliono costruire? Sicuramente sarà una struttura turistica molto bella e di impatto positivo .spero ecocompatibile con l’ambiente.

  8. Come sempre chi ha il posto di lavoro sicuro e ha tempo da perdere , cerca di bloccare le iniziative volte a creare nuovi posti di lavoro , nascondendosi sotto le bandiere dei verdi, ecologisti , etc .
    Ma perché non lasciamo lavorare serenamente chi ha l’obbligo di controllare tali opere ?
    Servono posti di lavoro in valle . Le polemiche e le prese di posizione contro lo sviluppo economico non creano posti di lavoro.
    Danilo MUSSO

  9. Partiamo da un progetto, moderno, ecosostenibile, rispettoso dell’ambiente…..ecc…..ecc…..
    poi allora ci sarà il controllo di tali opere…
    non mi interessa controllare un’opera che deturpa l’ambiente…..quindi come dicono giustamente quelli del M5S, controlliamo tutta la documentazione prima di dare i permessi

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