A TORINO LA MANIFESTAZIONE DEI MAESTRI DI SCI

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Come spiegato dal Presidente dell’Associazione dei Maestri di Sci del Nord Ovest e Sindaco di Sestriere Gianni Poncet si è trattata di “una decisione gravissima” con le scuole di sci piemontesi che non potranno essere operative a partire dalla settimana di Natale e sino all’Epifania. Un fattore che peserà più del 40% del fatturato diretto dopo che sono stati costretti a chiudere con due mesi di anticipo lo scorso mese di marzo e aprile. Il lavoro, l’economia e tutta quella derivante dall’indotto, è legato alla stagione invernale. Per questo motivi sono scesi in piazza per chiedere concreti ristori, maggior attenzione ed un aiuto dallo Stato e dalla Regione Piemonte affinché l’economia delle Scuole di Sci e dei Maestri possa contare su iniziative utili per sopperire alla situazione pesantemente negativa generata dal Covid-19 e che, come per le altre attività dalle Alpi e degli Appennini avrà pesanti ripercussioni negative che si rifletteranno anche nei prossimi anni dove bisognerà tornare a ricostruire un mercato mercato nazionale ed internazionale capace di generare un indotto turistico ed occupazionale di prim’ordine.
L’A.M.S.A.O ha voluto scendere in piazza per manifestare i propri diritti e quelli di tutti i lavoratori e delle aziende che operano direttamente e indirettamente nella filiera dell’industria delle neve e che rischiano di soccombere perchè, oltre ad essere privi di ammortizzatori sociali, sono privati della possibilità di lavorare, creare occupazione e sostenere l’economia delle Regioni Alpine e dell’intero Paese.
Numerose le scuole di sci presenti in piazza Castello, tra queste anche la Nord Ovest di Bardonecchia e la Sauze d’Oulx Project. “Siamo tutti uniti per una causa comune. Siamo scesi dalle piste in piazza, distanziati, ma uniti perchè vogliamo dimostrare a tutti che la montagna è viva ed è vitale, per noi maestri e non solo” spiega Luca Andorno, maestro di sci della scuola bardonecchiese.
“Anche noi maestre e maestri di sci e snowboard della Sauze Project ci siamo presentati numerosi alla manifestazione. L’obiettivo principale era quello di unirci ai nostri colleghi per far sentire, insieme, il battito dei nostri sci e snowboard” spiega Giulia Gros della Scuola Sci Sauze Project “A dieci giorni dal Natale abbiamo ancora troppe domande, poche risposte e pochissime certezze. Le strade a questo punto sono solo due. O ci danno la possibilità, tramite delle linee guida serie che ad oggi non sono chiare, di poter svolgere il nostro lavoro e di essere un’importante veicolo per allontanare le persone dai centri abitati in maniera sicura oppure farci stare fermi, ma senza essere dimenticati ed aiutati seriamente. Il Natale rappresenta quasi il 50% del nostro incasso. La stagione, qualora dovesse partire, avrá sicuramente un forte calo rispetto alla media delle stagioni passate quindi pensare di arrivare a dicembre 2021 con soli 2.000 euro, che oggi il Presidente della Regione Cirio ha garantito e che sono sicuramente meglio di niente, diventa davvero difficile, preoccupante e allo stesso tempo scoraggiante”.

 

 

 

 

 

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2 COMMENTI

  1. Quando si pagavano stagionali interi ( oltre 600 euro cadauno ) e abbonamento scuola sci per i ragazzi( 450) e a gennaio a Bardonecchia il tutto si svolgeva con 3 piste aperte x mancanza neve..nessuno di loro protestava. E alla richiesta di indennizzo……la risposta sia dalla Colomion sia dalle scuole era che non era colpa loro se non nevicava. Ma i soldi li prendevano al 100%. Chi ci rimettevano erano le famiglie. Ma così…andava bene. E non è successo un solo anno. Troppo comodo

  2. sarebbe bello sapere il mestiere di questo signore se non è uno di quelli che lo stipendio gli arriva a casa , secondo me a questa gente il virus gli ha preso il cervello

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