
NOVALESA – Nell’anno del 1300° anniversario della fondazione, all’Abbazia di Novalesa sono stati completati due interventi attesi da tempo: il restauro della facciata della chiesa e la collocazione della nuova scala esterna del Palazzo Abbaziale, prevista da oltre vent’anni.
I lavori si inseriscono nel più ampio percorso di tutela del complesso, che interessa il sagrato, il chiostro, le coperture e la corte interna del Palazzo Abbaziale.
Tra gli interventi che hanno accompagnato le iniziative per il 1300° anniversario rientra il progetto di risanamento conservativo e riuso funzionale finanziato per 2 milioni di euro da Città metropolitana di Torino, proprietaria dell’Abbazia. Il programma, in parte già attuato, ha previsto lavori sui muri e sui prospetti del sagrato, della chiesa, del cortile e del chiostro, sulle pavimentazioni e sulla scala già presente nel cortile, il risanamento conservativo delle coperture. L’intervento sulla facciata della chiesa è stato accompagnato dal rifacimento della pavimentazione del sagrato e dalla realizzazione di un’intercapedine aerata, necessaria per contrastare l’umidità di risalita che nel tempo aveva danneggiato intonaci e murature.
Il restauro ha riportato in evidenza le diverse fasi della storia dell’edificio. Sotto le tonalità più recenti sono riemersi gli intonaci grigio-azzurri del rifacimento settecentesco, avviato dopo il sopralluogo del 1709 e legato all’opera dell’ingegnere Antonio Bertola. Restano leggibili anche la decorazione ottocentesca con Sant’Eldrado e alcuni frammenti tardomedievali. Elementi appartenenti a epoche diverse, conservati non per ricondurre la facciata a un’immagine uniforme, ma per rendere riconoscibili le trasformazioni attraversate dall’Abbazia nei secoli. Nella corte del Palazzo Abbaziale è stata invece installata la nuova scala esterna di accesso al Salone di Carlo Magno.
La precedente struttura era stata rimossa tra il 1997 e il 2001 durante il restauro progettato dall’architetto Andrea Bruno, che aveva previsto la successiva realizzazione di un nuovo collegamento. La soluzione oggi completata unisce un basamento in pietra a una struttura in acciaio assemblata sul posto, con gradini, parapetti e rivestimenti in lamiera stirata di acciaio corten.


























Una scala un tantino più aggraziata e non sghemba non si poteva fare?
ma quant’è brutto ‘sto acciaio cor-ten. Chissà che ne direbbe Bruno.
Intanto, dalle foto, sembra che abbia già macchiato il lastricato in pietra (oltre che di ferro, quelle macchie sono anche di nichel, fosforo, cromo). Pugno nell’occhio.
ache sulla facciata c’è poi da ridire, ben mi ricordo che pria del restauro la parte bassa decorata e sbiadita aveva il gusto dell’antico, così come il colore stinto della parte superiore.
Adesso mi sembra troppo pulito, con la parte bassa aggiunta ieri.
Mi piaceva di più prima ma siccome il progetto è certamente stato esaminato dalla soprintendenza evidentemente sono io che non capisco
Una scala orrenda, che la dice lunga sul progetto di restauro….
Ma si può fare una cosa del genere?
Ma è inguardabile.
Ora che è così non voglio più venire tempo e benzina buttata.
Fatta di legno era più gradevole.
Soldi buttati.