ACCORDO PER LA SACRA DI SAN MICHELE, I DUBBI SU PRIVATI E REGIONE

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dal GRUPPO “SÌ SANT’AMBROGIO”

SANT’AMBROGIO DI TORINO – Nel corso della seduta consiliare in streaming del 16/04/2020, disponibile al link https://transcripts.gotomeeting.com/?utm_source=recordingReadyNotification&utm_medium=email#/s/63183bb064df752b815764421d8ae46115eca0824222db0c74d46417a98551f6 abbiamo espresso le nostre perplessità circa l’accordo “Terre di Sacra”, (argomento trattato nella registrazione dal minuto 43:23), che vede coinvolti alcuni soggetti pubblici (Comuni di Avigliana, Chiusa di San Michele, Coazze, Sant’Ambrogio di Torino, Unioni Montane Valle Susa e Sangone) insieme a realtà private (Dai Impresa e Amici della Sacra).

Non contestiamo assolutamente il fine nobile di valorizzare l’Abbazia che insiste sul nostro territorio, anche in virtù della sua candidatura a divenire Patrimonio UNESCO, ma troviamo dubbi alcuni passaggi del documento. Documento che, a nostro avviso e come esternato all’amministrazione, presenta qualche lacuna che potrebbe creare delle problematiche future.

Innanzitutto ci siamo chiesti con quale ratio i due soggetti di diritto privato siano stati coinvolti nel nuovo accordo. Sono stati coinvolti a seguito di una pubblica richiesta di manifestazione di interesse? Sono entrati tramite bando? Sono stati interessati perché presenti all’interno dell’accordo precedente, che consisteva in una scrittura privata di costituzione di un’associazione che ora viene stralciata da questo nuovo accordo?

Qualche dubbio ci sorge anche nei confronti dei due soggetti privati prescelti. Perché, senza nulla togliere loro, sono stati preferiti ad altri? Ci sorprende, tanto per fare un esempio, che l’accordo non contempli l’Associazione Volontari della Sacra AvoSacra, che quotidianamente stacca i biglietti e guida i turisti a scoprire le meraviglie dell’Abbazia.

Ma anche che tagli fuori i molteplici soggetti di diritto privato che, attualmente o in passato, si interessano della Sacra e delle sue “Terre”. Ci vengono in mente, tra i tanti, il Centro Culturale
Diocesano, Valle Susa Tesori d’Arte, Borgate dal Vivo, il FAI Valsusa e Meridiani, con gli itinerari di Sacra Natura, ma anche il Comitato Sant’Ambrogio Risale.

Il sindaco ci ha rassicurati circa la possibilità che, in qualsiasi momento, i soggetti sopracitati o qualsiasi altro ne facciano richiesta, possano essere ammessi a far parte dell’accordo. Questa affermazione ci stupisce, in quanto l’art.3 della bozza di accordo recita testualmente “l’ingresso di nuovi aderenti è subordinato al positivo gradimento unanime del Consiglio di Gestione”.

Il che, interpretando la frase alla lettera, ci fa intendere che, se anche uno solo dei componenti del Consiglio di Gestione esprimesse il proprio voto contrario, non sarebbe la maggioranza a decidere, in quanto è richiesta l’unanimità del consesso.

In tal caso, anche uno solo dei soggetti privati potrebbe impedire l’ingresso ad altre realtà simili, per scelta o magari per evitare un’ottica di concorrenza, trattandosi appunto di realtà che, inutile negarlo, sicuramente puntano anche al loro interesse.

Crediamo che i soggetti di diritto privato, all’interno del Consiglio di Gestione, dovrebbero a pieno titolo essere equiparati al ruolo dei Padri Rosminiani, quindi con solo voto consultivo, perché la loro espressione di voto identica a quella delle pubbliche amministrazioni sarebbe altrimenti particolarmente sbilanciata, consentendo un potere ostruzionistico elevato.

Nutriamo anche dei dubbi sulla conformità amministrativa per quanto concerne la possibilità, attribuita a detti soggetti privati (art. 8 punto D) di influenzare “l’assunzione di personale […], l’assegnazione di eventuali incarichi di collaborazione e di consulenza, su specifici finanziamenti ottenuti.

A tal proposito saremmo propensi ad attuare una sorta di “prevenzione per non dover curare dopo”. È risaputo, infatti come, se non normati in origine, questi argomenti possano generare fra pubblico e privato sgradevoli conflitti di difficile gestione.

Riterremmo opportuno che il ruolo di Presidente fosse assegnato al sindaco di Sant’Ambrogio di Torino, perché nell’accordo intravvediamo la possibilità che tale carica possa essere assegnata ad un rappresentante delle parti private, il che costituirebbe un incarico senza una scadenza, non avendo gli enti privati un’alternanza di mandato.

Per ovviare, riterremmo utile assumere una posizione comune che consenta l’individuazione dei membri designati tramite i Consigli comunali e di Unione montana degli enti pubblici facenti parte dell’accordo.

Inoltre, il nostro disappunto è anche nei confronti del mancato coinvolgimento della Regione Piemonte, di cui la Sacra San Michele è monumento simbolo. Leggendo la DGR 25-5323 del 10/07/2017 (che è quello corretto da citare all’art. 2 punto 2B, sottosezione C della bozza di accordo in sostituzione di quello erroneamente indicato), siamo venuti a conoscenza della preesistenza di un protocollo d’intesa, avente anch’esso denominazione “Terre di Sacra”, stipulato nell’anno 2017 tra Regione, Padri Rosminiani, i medesimi Comuni e le Unioni Montane ora coinvolti.

Un accordo avente durata triennale, quindi ancora in essere, che prevede il perseguimento di obiettivi simili all’accordo qui proposto e che inoltre istituiva un Tavolo di Coordinamento ad hoc di cui il Comune di Sant’Ambrogio di Torino deteneva la presidenza pro tempore ed era soggetto capofila.

Non vogliamo pensare che il nuovo accordo parallelo sia stato stipulato per attribuire rapporti di forza differenti ad esclusivo beneficio dei soggetti privati, ma immaginiamo si voglia aprire la collaborazione a cui si fa riferimento nel protocollo di intesa della Regione a tutte le importanti realtà pubbliche, di diritto privato e del terzo settore che operano ogni giorno e con continuità a principale beneficio dell’Abbazia, delle migliaia di turisti che la visitano, del suo territorio e delle comunità che lì vi abitano.

I nostri pensieri sono stati portati a beneficio dell’intera amministrazione nella seduta consiliare, ma non paiono aver fatto breccia nella volontà della maggioranza di approvare la bozza di accordo cui sembra manchi solo il parere del Consiglio Comunale di Sant’Ambrogio di Torino.

Abbiamo chiesto che il punto all’ordine del giorno della seduta consiliare venisse ritirato, per costituire una commissione congiunta ad hoc finalizzata ad esaminare la bozza di accordo con maggiore accuratezza. In tal modo avremmo potuto produrre degli emendamenti e correzioni da sottoporre agli altri enti coinvolti.

Non avendone avuta la possibilità, poiché la maggioranza ha approvato la bozza, come gruppo consiliare “Sì Sant’Ambrogio” abbiamo espresso la nostra contrarietà. Lo abbiamo fatto non per puro spirito di opposizione, ma con l’intento di non condizionare negativamente il futuro dell’Abbazia valsusina che da oltre mille anni regna sul nostro territorio, anche in vista della sua candidatura a divenire Patrimonio dell’UNESCO.

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4 COMMENTI

  1. Mio nonno diceva sempre che a pensare male si fa peccato ma non si sbaglia quasi mai, in questo caso spero proprio di sbagliarmi, ma vorrei averne la verifica fra una decina d’anni!! se avevo ragione od erano preconcetti.

  2. Terre di Sacra nasce dietro suggerimento della Regione stessa per poter avere uno strumento idoneo sul territorio per promuovere la Sacra a patrimonio dell’Unesco e sul quale poter dirottare da parte della Regione stessa i fondi necessari per le varie azioni previste per la preparazione del dossier di candidatura molto complesso ed articolato, sul quale al momento sta lavorando il Politecnico di Torino. Anche nell’ulti caso di Ivrea, sempre su suggerimento della Regione, fu creato un apposito comitato sul territorio pubblico/privato per promuovere il dossier di candidatura a patrimonio Unesco e per poter utilizzare e gestire i fondi regionali ad esso dedicati. Stessa cosa accadde per la candidatura Langhe-Roero.Ecco perché la Regione resta e deve restare fuori da questo accordo di programma che ha lo scopo preciso di portare a casa l’ambito riconoscimento. La necessità e l’opportunità di avere anche dei soggetti privati é dovuto al fatto che lo stesso Unesco vede di buon occhio la partecipazione anche di soggetti privati come espressione di un intero territorio nella componente sia pubblica che privata che sente l’urgenza di promuovere un suo bene nel quale sente le sue radici più profonde. Perché Dai Impresa e Amici della Sacra? Perché Dai Impresa rappresenta la componente imprenditoriale fin da subito dimostratasi concretamente entusiasta all’iniziativa non solo finanziando un paio di primi convegni ma anche con una iniziativa nelle scuole rispetto alla Sacra in via di attuazione negli Istituti di scuola secondaria della Valle. Gli amici della Sacra perché da subito anche essi molto attivi e storica associazione di promozione della Sacra. I Volontà della Sacra interpellati non hanno ritenuto di far parte dell’accordo riservandosi una azione più pratica di gestione dei flussi turistici della Sacra che da sempre svolgono in modo egregio ed appassionato. I Padri Rosminiani per loro Statuto non possono fare parte di accordi o associazioni: il loro inserimento di diritto nel direttivo assicura comunque il loro pieno coinvolgimento ed apporto come protagonisti nella promozione della candidatura della Sacra a patrimonio dell’Umanità. Infine perché non tutti i Comuni? Perché sono stati coinvolti direttamente i comuni territorialmente competenti per la Sacra oltre Sant’Ambrogio e cioè Avigliana, Chiusa e Valgioie assicurando nello stesso tempo da un punto di vista delle amministrazioni locali la loro piena rappresentanza mediante la partecipazione delle due Comunità Montane della Valle Susa e della Val Sangone: un direttivo sarebbe ingestibile con un numero troppo elevato di partecipanti ma in questo modo allo stesso tempo è garantita la rappresentanza di tutti i territori di Sacra che potranno godere di indubbi benefici dall’ambito riconoscimento della Sacra mettendo ognuno in rete le sue potenzialità turistiche.
    Credo che molti dei dubbi avanzati sull’accordo derivino dal fatto di non conoscere il lungo e faticoso iter di questo accordo e soprattutto del fatto che venne a suo tempo voluto e sollecitato dalla Regione stessa ed in particolare dall’Assessore Antonella Parigi
    Dario Fracchia

  3. Dario Fracchia
    19 Aprile 2020 at 07:06
    Your comment is awaiting moderation
    Terre di Sacra nasce dietro suggerimento della Regione stessa per poter avere uno strumento idoneo sul territorio per promuovere la Sacra a patrimonio dell’Unesco e sul quale poter dirottare da parte della Regione stessa i fondi necessari per le varie azioni previste per la preparazione del dossier di candidatura molto complesso ed articolato, sul quale al momento sta lavorando il Politecnico di Torino. Anche nell’ulti caso di Ivrea, sempre su suggerimento della Regione, fu creato un apposito comitato sul territorio pubblico/privato per promuovere il dossier di candidatura a patrimonio Unesco e per poter utilizzare e gestire i fondi regionali ad esso dedicati. Stessa cosa accadde per la candidatura Langhe-Roero.Ecco perché la Regione resta e deve restare fuori da questo accordo di programma che ha lo scopo preciso di portare a casa l’ambito riconoscimento. La necessità e l’opportunità di avere anche dei soggetti privati é dovuto al fatto che lo stesso Unesco vede di buon occhio la partecipazione anche di soggetti privati come espressione di un intero territorio nella componente sia pubblica che privata che sente l’urgenza di promuovere un suo bene nel quale sente le sue radici più profonde. Perché Dai Impresa e Amici della Sacra? Perché Dai Impresa rappresenta la componente imprenditoriale fin da subito dimostratasi concretamente entusiasta all’iniziativa non solo finanziando un paio di primi convegni ma anche con una iniziativa nelle scuole rispetto alla Sacra in via di attuazione negli Istituti di scuola secondaria della Valle. Gli amici della Sacra perché da subito anche essi molto attivi e storica associazione di promozione della Sacra. I Volontà della Sacra interpellati non hanno ritenuto di far parte dell’accordo riservandosi una azione più pratica di gestione dei flussi turistici della Sacra che da sempre svolgono in modo egregio ed appassionato. I Padri Rosminiani per loro Statuto non possono fare parte di accordi o associazioni: il loro inserimento di diritto nel direttivo assicura comunque il loro pieno coinvolgimento ed apporto come protagonisti nella promozione della candidatura della Sacra a patrimonio dell’Umanità. Infine perché non tutti i Comuni? Perché sono stati coinvolti direttamente i comuni territorialmente competenti per la Sacra oltre Sant’Ambrogio e cioè Avigliana, Chiusa e Valgioie assicurando nello stesso tempo da un punto di vista delle amministrazioni locali la loro piena rappresentanza mediante la partecipazione delle due Comunità Montane della Valle Susa e della Val Sangone: un direttivo sarebbe ingestibile con un numero troppo elevato di partecipanti ma in questo modo allo stesso tempo è garantita la rappresentanza di tutti i territori di Sacra che potranno godere di indubbi benefici dall’ambito riconoscimento della Sacra mettendo ognuno in rete le sue potenzialità turistiche.
    Credo che molti dei dubbi avanzati sull’accordo derivino dal fatto di non conoscere il lungo e faticoso iter di questo accordo e soprattutto del fatto che venne a suo tempo voluto e sollecitato dalla Regione stessa ed in particolare dall’Assessore Antonella Parigi
    Dario Fracchia

  4. Dario Fracchia
    19 Aprile 2020 at 07:06
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    Terre di Sacra nasce dietro suggerimento della Regione stessa per poter avere uno strumento idoneo sul territorio per promuovere la Sacra a patrimonio dell’Unesco e sul quale poter dirottare da parte della Regione stessa i fondi necessari per le varie azioni previste per la preparazione del dossier di candidatura molto complesso ed articolato, sul quale al momento sta lavorando il Politecnico di Torino. Anche nell’ulti caso di Ivrea, sempre su suggerimento della Regione, fu creato un apposito comitato sul territorio pubblico/privato per promuovere il dossier di candidatura a patrimonio Unesco e per poter utilizzare e gestire i fondi regionali ad esso dedicati. Stessa cosa accadde per la candidatura Langhe-Roero.Ecco perché la Regione resta e deve restare fuori da questo accordo di programma che ha lo scopo preciso di portare a casa l’ambito riconoscimento. La necessità e l’opportunità di avere anche dei soggetti privati é dovuto al fatto che lo stesso Unesco vede di buon occhio la partecipazione anche di soggetti privati come espressione di un intero territorio nella componente sia pubblica che privata che sente l’urgenza di promuovere un suo bene nel quale sente le sue radici più profonde. Perché Dai Impresa e Amici della Sacra? Perché Dai Impresa rappresenta la componente imprenditoriale fin da subito dimostratasi concretamente entusiasta all’iniziativa non solo finanziando un paio di primi convegni ma anche con una iniziativa nelle scuole rispetto alla Sacra in via di attuazione negli Istituti di scuola secondaria della Valle. Gli amici della Sacra perché da subito anche essi molto attivi e storica associazione di promozione della Sacra. I Volontà della Sacra interpellati non hanno ritenuto di far parte dell’accordo riservandosi una azione più pratica di gestione dei flussi turistici della Sacra che da sempre svolgono in modo egregio ed appassionato. I Padri Rosminiani per loro Statuto non possono fare parte di accordi o associazioni: il loro inserimento di diritto nel direttivo assicura comunque il loro pieno coinvolgimento ed apporto come protagonisti nella promozione della candidatura della Sacra a patrimonio dell’Umanità. Infine perché non tutti i Comuni? Perché sono stati coinvolti direttamente i comuni territorialmente competenti per la Sacra oltre Sant’Ambrogio e cioè Avigliana, Chiusa e Valgioie assicurando nello stesso tempo da un punto di vista delle amministrazioni locali la loro piena rappresentanza mediante la partecipazione delle due Comunità Montane della Valle Susa e della Val Sangone: un direttivo sarebbe ingestibile con un numero troppo elevato di partecipanti ma in questo modo allo stesso tempo è garantita la rappresentanza di tutti i territori di Sacra che potranno godere di indubbi benefici dall’ambito riconoscimento della Sacra mettendo ognuno in rete le sue potenzialità turistiche.
    Credo che molti dei dubbi avanzati sull’accordo derivino dal fatto di non conoscere il lungo e faticoso iter di questo accordo e soprattutto del fatto che venne a suo tempo voluto e sollecitato dalla Regione stessa ed in particolare dall’Assessore Antonella Parigi
    Dario Fracchia
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