“ADESSO AVIGLIANA” REPLICA A RIFONDAZIONE: “CONTINUEREMO A LAVORARE PER IL CAMBIAMENTO”

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di ANTONIO SPANÒ e SIMONA FALCHERO (Consiglieri comunali di “Adesso Avigliana”)

Egregio Direttore,

ci permettiamo di chiedere ospitalità sulle colonne virtuali del giornale, certi che la sua attenzione al libero confronto delle idee e la riconosciuta ricerca della completa obiettiva informazione la porteranno a non negarcela.

Riteniamo necessario, per quanto in quello scritto ci riguarda, puntualizzare e replicare in merito al recente intervento della segretaria del Circolo Avigliana-Giaveno di Rifondazione Comunista, Lucia Bisetti.

La referente locale del Prc, la cui iscritta Fiorenza Arisio siede sulla poltrana di assessore nell’amministrazione guidata da Andrea Archinà, impugnana la penna (rossa, ça va sans dire) per stendere una dura reprimenda contro i gruppi consiliari di minoranza (rappresentanti della maggioranza degli aviglianesi, è sempre bene ricordarlo). La loro (e, quindi, anche nostra colpa) colpa è quella di avanzare proposte che non le piacciono, permettendosi queste di mettere in dubbio la narrazione delle “mirabili sorti e progressive” di uno dei pochi governi cittadini in cui il suo partito ancora abbia posizioni di potere.

Non ha gradito, tra l’altro, che il nostro gruppo abbia presentato una mozione a sostegno della candidatura di Torino quale località ospite dei Giochi Olimpici Invernali 2026. Un’ordine del giorno ovviamente bocciato da una maggioranza che nei “no ideologici” ha un collante. Una maggioranza che rivendica la continuità con quella che ha il tutt’altro che invidiabile e invidiato record di aver di fatto non accolto la fiaccola olimpica nel 2006. Una maggioranza che dimentica che se la città ha una circonvallazione proprio a quelle Olimpiadi, e al piano delle opere connesse, lo deve.

Anche se non piace ai rifondatori del comunismo, che ci pare vi riescano solo nella riproposizione di tic vagamente stalinisti però, rivendichiamo l’aver posto all’attenzione del Consiglio la questione olimpica. La vocazione turistica di Avigliana deve essere valorizzata e concretizzata connettendosi con grandi eventi, il suo ruolo sullo scenario macroterritoriale si costruisce non sfuggendo i temi e le sfide “di sistema”.

Lavorare in questo senso non è “mera ricerca di visibilità”, come vorrebbe far credere Bisetti, bensì il modo di dare rappresentanza a quella domanda di cambiamento che gli elettori hanno espresso nel voto amministrativo dello scorso anno. E, si rassegni la segretaria, continueremo a farlo.

Tanto si doveva, per contribuire a una piena e completa informazione, grazie per lo spazio concesso.

 

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4 COMMENTI

  1. Indubbiamente il tunnel olimpico sotto la collina morenica ha contribuito ad alleggerire Avigliana di buona parte del traffico valsangonese, e giavenese in particolare, frutto di un irresponsabile sviluppo immobiliare in totale assenza di adeguata viabilità e trasporto pubblico.
    In un paese normale, ad esempio la Svizzera, sei mai si fosse permessa una balordaggine come la caduta a pioggia di bifamiliari e ville a schiera sui dolci declivi della città di San Osvaldo, pardon Lorenzo, al tunnel vi avrebbe provveduto la municipalità interessata con un ragionevole intervento dello Stato per risolvere un’oramai avvenuta, egoistica cazzata.
    In un paese normale dove i Santi Osvaldo, Sergio, Chiara, Matteo ed i loro via via meno illustri portaborse, sono anche poeti e navigatori, ben ci si guarda dal prendere lezioni ed esempio dal popolo inventore dell’orologio a cucù.
    Nel nostro paese “normale” per risolvere un normale problema del vivere civile, per dare ai cittadini contribuenti quanti loro spetta per civico diritto ci vuole un’olimpiade, la morte di un Papa, un’alluvione, un exponulla 2015, uno o più terremoti, un G8, uno o più supertunnel a doppia canna e, abbiate fede e pazienza, un prossimo campionato europeo di football.
    Ci vogliono insomma ininterrotte catastrofi, da suddividersi in “naturali” e in “artificiali” a seconda di quale sia il principale elemento scatenante.

  2. A costruzioni Avigliana non scherza…. Poi che ad Avigliana dopo tanto costruire non vi sia ancora un centro dove passeggiare …. alla domanda “scusi dove è il centro?” normalmente si risponde … boh

    Avigliana una città con il miglior potenziale della media bassa valsusa … diciamo inespresso.

    A proposito Sig Bruno lei è favorevole al nuovo centro commerciale?

  3. Adesso Avigliana, che rivendica il merito di aver posto all’attenzione del CC il tema delle olimpiadi invernali, taccia come ideologico il no espresso dalla maggioranza, ma continua a non entrare nel merito della questione, e non riesce a citare nemmeno un punto del dossier presentato al CONI dall’Appendino per il quale potrebbe valer la pena rifare debiti e devastare il territorio per altri vent’anni. D’altra parte, se di tale dossier Malagò per primo ha deciso di non accettare nient’altro che la proposta di Sestrière, è perché anche a lui risultava evidentemente poco chiaro e sostenibile. Ma questo non interessa a chi, pur sapendo quanto il “sostegno incondizionato“ di Avigliana fosse irrilevante per il CONI, doveva cercare l’ennesimo pretesto per “marcare il territorio”… D’altronde non si può pretendere da chi propone di mettere il crocifisso in sala consigliare, o piange ancora adesso per l’immenso scompenso emotivo dato dal mancato passaggio della fiaccola nel 2006, che sappia distinguere l’ideologia e la propaganda da cosa è la sostenibilità economica ed ecologica di un progetto. Se lo sapesse, potrebbe capire –e appoggiare- le scelte amministrative che, evitando di sostenere lo sperpero di denaro pubblico in eventi e opere che foraggiano i poteri forti e taglieggiano lo stato sociale, si prefiggono di garantire equità sociale e servizi realmente utili ai cittadini.

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