ALMESE, ADDIO ALLO STORICO BENZINAIO ETTORE GIRARDI: GRANDE ESPERTO DI MOTORI…E DELLA VESPA

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di MARIO RAIMONDO

ALMESE – Erano alcuni decenni fa…Loro, i tre platani, erano già li, pronti a regalare l’ombra maestosa alla piazza centrale almesina. La piazza ovviamente era completamente diversa: dominata, come oggi, dal Palazzo Municipale e da quello della Società Cooperativa era tutta percorribile ed in buona parte parcheggiabile. Se non altro perché il traffico non era asfissiante come quello odierno. Scendendo per via Avigliana, dove oggi si trova un negozio di abbigliamento e la fioraia, c’era il distributore di Ettore Girardi a marchio AGIP che con quello di Serafino Sada – sempre in Via Avigliana ma dall’altra parte, quasi all’ingresso del paese – a marchio Marathon, riforniva i serbatoi degli almesini. Ettore Girardi vendeva pure le bici, era concessionario della Piaggio e molte delle Vespe che circolavano sulle strade arrivavano dal suo negozio.

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Le preparava, prima di metterle in strada, con cura quasi maniacale: registrava i freni al massimo, controllava lo stacco della frizione e tutte le luci…Ma era il carburatore quello che richiedeva più attenzione: come l’orologiaio alle prese con molle e bilancieri, Ettore Girardi maneggiava il gliceur e le viti di regolazione del carburatore. Ora le avvitava un po’, ora le svitava sino a quando ‘ il gas’ era perfetto ed il ronzio, o ruggito che dir si voglia, del motore di Corradino D’Ascanio girava nei decibel ottimali. Soltanto in quel momento la Vespa era pronta a scendere in strada ed a percorrere le vie felici degli anni Sessanta. Non senza però aver fatto il pieno con la miscela al due per cento fatta di benzina normale ed olio… Questo perché la super, anzi la “Supercortemaggiore”, la potente benzina italiana, proveniente dal petrolio estratto nel comune piacentino di Cortemaggiore ed orgoglio di una agognata, forse velleitaria, mai raggiunta indipendenza energetica italiana, era destinata alle avversarie della Vespa, quelle ‘sardomobili’ amabilmente irrise in un claim pubblicitario di straordinario successo della Piaggio.

A cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta Ettore Girardi trasferì il suo esercizio sulla nuova Via Circonvallazione che bypassava il centro almesino e continuò la sua attività fino alla pensione. Persona gentile, a tratti schiva, vide passare al suo distributore il boom motoristico della Valmessa, passata probabilmente da un’auto ogni 100 persone a quasi un’auto a testa. L’ultima volta che lo incontrai, anni fa ,benché provato dalle dure prove della vita, ancora mi chiese della mitica Vespa rossa che mio padre m’aveva comprato nel 1975. “ A va sempre bin?,” domandò. “ Cume na mustra svizera”, risposi. Come un orologio svizzero di un tempo, che segnava solo ore felici…

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