ALMESE: LA RICHIESTA DI AIUTO DI PADRE ALDO E MARIA LETIZIA

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di MARIO RAIMONDO 

Puntuale, alla fine di gennaio, è giunta la lettera che Maria Letizia Morando e Padre Aldo Giuliani mandano dalla Missione di Sererit, nel Kenia.

Una Missione che è entrata nel cuore dei valsusini, grazie alla testimonianza concreta di Maria Letizia, che, da vari lustri, trascorre parecchi mesi in quelle lontane terre d’Africa. Leggendola non ci si può non commuovere, non si può non notare l’infinita distanza tra il nostro mondo ed il loro; leggendola sembra di fare un viaggio all’indietro nel tempo, quando anche per noi, per i nostri avi, la sopravvivenza era fortemente legata ai cicli della natura ed ai suoi imprevedibili capricci.

Scrive Maria Letizia che “finalmente all’inizio di Novembre a Sererit e dintorni è caduta la tanto attesa pioggia fonte di vita per gli animali e le persone. La savana, dopo mesi di sole caldissimo, era diventata color ocra e l’arsura opprimente sembrava dovesse, da un momento, all’altro inghiottire definitivamente  tutto nello spazio senza speranza del deserto e del suo silenzio assoluto rotto soltanto dalle grida degli animali disperati. Ma poi la pioggia… Quale benedizione dal cielo…La savana ritorna verde, riappare l’erba per gli animali e la vita spera in un nuovo corso.”

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Un nuovo corso della vita che anche in quelle  latitudini dell’equatore parte dalla scuola, come scrive Maria Letizia: “I nostri giovani e ragazze hanno iniziato il 6 gennaio un nuovo anno scolastico alla secondary school, qualcuno al primo anno, (e sono 11)  altri affronteranno l’anno finale, mentre 10  hanno finito ed aspettano il risultato finale. Devo dirvi che sono tutti bravi, dal 1° al 4° anno , nessuno è passato solo con la sufficienza; questo ci rende felici e ci preoccupa un po’ il fatto che sta  aumentando il numero di giovani che chiedono di essere aiutati a proseguire gli studi…Speriamo di avere le risorse per farlo, confidando nell’aiuto della Provvidenza, perché questo fatto è positivo per l’Africa…Uno di questi studenti mi ha detto: ‘Solo se sconfiggeremo l’ignoranza, potremo sperare in tempi migliori..’

Un ragionamento che mi ha colpita perché fatto da un ragazzino figlio di una terra povera, di una famiglia poverissima, ma con un’intelligenza brillante che ha già capito il valore dell’istruzione, che ha visto lo spartiacque esistente tra l’ignoranza che mantiene schiavi ed il sapere che rende liberi. Il futuro dell’Africa passerà attraverso le maglie dell’istruzione e questi nostri piccoli ‘alberelli’ locali un giorno saranno parte della ‘foresta’ globale. E se sapranno ‘svettare’ sulla loro terra, la loro terra ne avrà sicuri benefici.”

La lettera di Maria Letizia Morando e Padre Giuliani continua – e conclude – parlando del Natale: “Come sempre festa grande per grandi e piccoli che numerosissimi accorrono alla Santa Messa della Vigilia nonostante il buio di una notte senza luna, ma con la luce di tantissime stelle. Tutti i bimbi hanno avuto il chiair, nutella e biscotti; gli adulti il chiair. Il giorno di Natale alla Messa abbiamo avuto la gioia di avere con noi Mamma Maria, trasportata sul suo lettino. I suoi occhi brillavano di gioia, felice di cantare e pregare con noi e non finiva di ringraziare Dio e noi. Mamma Maria è una perla preziosa, che  nella pur completa paralisi che soggioga il suo corpo, non si lamenta mai. Per Natale tutti i bambini di Sererit e dintorni hanno avuto riso e carne di capra e questo grazie ai tanti amici della valle di Susa che prima della mia partenza mi hanno dato un’offerta dicendomi che a Natale tutti i bambini devono essere felici.

A tutti va il nostro grazie, il nostro ricordo e le nostre preghiere.” Questo è quanto accade in una lontanissima landa d’Africa che si chiama Sererit: qualcosa di bello che un po’ è anche merito della gente di Valsusa.

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