ARTE VALSUSA / A VAIE LA MOSTRA DI SALVATORE VITALE

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di IVO BLANDINO

VAIE –  Da venerdì 31 marzo,  trova degna collocazione nella chiesa parrocchiale Santa Margherita, l’espressione artistica del maestro ed artista di Vaie, Salvatore Vitale. Sono due i quadri che hanno ispirato il pittore nel dipingere una Madonna con il volto nero, che ha tra le sue braccia il bambinello Gesù, mentre nel secondo dipinto la madre ha il volto bianco ma il  bambino con il viso nero.

Vitale si è ispirato per questa opera alle profonde parole che giornalmente papa Francesco pronuncia, combattendento la discriminazione tra i popoli, proclamando la fratellanza e l’ugualianza senza diversificazioni razziali  o religiose.

Salvatore Vitale è nato a Caltanissetta ma nel 1954 si trasferisce a Torino, qui si diploma al liceo artistico e conclude i suoi studi presso la prestigiosa Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino. Ha ricoperto il ruolo di titolare della Cattedra delle Discipline Pittoriche fino all’anno 2004 presso il liceo R. Cottini sempre a Torino.

Da alcuni anni con la sua famiglia abita a Vaie,  dove è ben conosciuto per la sua grande opera di qualificato pittore, Vitale ha ha partecipato a mostre in varie città d’Italia come Venezia, Roma, Torino, ed in altre altrettanto città all’estero.  Un vero curriculum di tutto rispetto.

Tra le sue tante opere,  Salvatore ha dipinto il ritratto di Rita Levi Montalcini, la grande scienziata premio Nobel per la medicina e sua  grande amica di famiglia, che avrebbe consegnato in occasione dei suoi 102 anni, ma purtroppo la Montalcini scomparve due mesi prima.

Nella parrocchiale si trova pure un altro quadro, sempre dipinto dal Vitale, e in quest’opera è raffigurato il battesimo di Gesù sulle rive del fiume Giordano, mentre nell’abside della chiesa la vetrata a raggiera rappresenta le 14 stazioni della Via Crucis, anche questa meraviglia sempre opera del pittore di Vaie, Salvatore Vitale.

La vetrata dell’abside

Il quadro sarà visibile e rimarrà in esposizione solo durante il periodo che precede la Pasqua, ed è collocato affianco al battistero.

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1 COMMENTO

  1. L’Abate Mendel; sarebbe felice di vedere, che dopo secoli, la sua scoperta viene valorizzata.

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