AVIGLIANA, È IN CORSO LO SCIOPERO ALLA AZIMUT PER I 49 LICENZIAMENTI. HANNO ADERITO IL 100% DEI LAVORATORI

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di TOMMASO DE CHIRICO(sindacalista Cgil)

È in corso da questa mattina lo sciopero di 8 ore dei lavoratori Azimut, la fabbrica degli Yachts di Avigliana. Hanno aderito il 100% dei lavoratori.

Nelle ultime settimane l’Azimut Benetti spa, ha dichiarato alla RSU e alle Organizzazioni sindacali, la volontà di procedere al licenziamento di 49 lavoratori indiretti (operai e impiegati) e al contempo, la necessità di assumere per 6 mesi 32 lavoratori somministrati nel reparto laminazione.

L’azienda ha inoltre dichiarato, vista la sempre maggior stagionalità del mercato, la necessità di accedere ad un orario multiperiodale a 48 ore settimanali per 6 mesi con media annuale a 40 ore settimanali, ma senza poter programmare anticipatamente gli schemi di orario a minor prestazione lavorativa come previsto dal vigente ccnl di categoria.
Inoltre l’azienda ha avanzato la richiesta di un blocco totale dei permessi individuali/ferie durante la prestazione a 48 ore, per poi averli a disposizione aziendale nei flessi insieme ad una parte delle ferie e alla banca ore individuale.

La RSU e le Organizzazioni sindacali hanno dato disponibilità ad una discussione di merito sull’orario multiperiodale, premettendo e avanzando alcune richieste per evitare in primo luogo i licenziamenti forzati quali: incentivo all’esodo, orari part time, trasferimenti presso altri siti del gruppo ed eventuali passaggi di mansione in laminazione vista la richiesta di assunzione in tali reparti, riqualificazione.

La disponibilità a discutere schemi di orario multiperiodali, abbiamo precisato doveva prescindere dall’effettuare un blocco totale dei permessi nei periodi di picco, poiché reputiamo impossibile programmare la vita privata di lavoratrici e lavoratori per 6 mesi, senza che essi possano usufruire a fronte di necessità di brevi permessi come da contratto collettivo vigente. A titolo esemplificativo può capitare di dover assistere un figlio malato, di dover fare visite mediche, di dover accedere a permessi legge 104, o congedi parentali per lutto ecc ecc. Non possono di certo essere aziende o sindacati a determinare tali esigenze.

L’altro tema posto sul tavolo dalla RSU e dalle Organizzazioni sindacali in cambio di un diverso sistema di orario di lavoro (Flessibilità), è stata la richiesta di avere garanzie di nuovi volumi (modelli già in previsione di futura produzione ma tuttora non destinati a specifici siti produttivi di Azimut Benetti). L’azienda per contro ha risposto: “vedremo se in futuro si creeranno le condizioni”, della serie ( decidiamo NOI come e quando e se! )

Le lavoratrici e i lavoratori Azimut arrivano da lunghi anni di crisi e di sacrifici misurati sulla loro pelle con anni di cassa integrazione, per questo crediamo che meritino delle risposte e degli impegni da parte della Dirigenza Aziendale.

Il 6 ottobre l’azienda ha aperto una procedura di mobilità per 49 lavoratrici e lavoratori, con un po’ di “Disponibilità” da parte aziendale si potrebbe evitare di lasciare 49 famiglie senza una fonte di reddito, in questa drammatica crisi che non da possibilità di lavoro a chi lo perde.

L’azienda e la proprietà, devono spiegare perché, a differenza di ciò che e avvenuto in passato, di fronte alla disponibilità di concordare diversi orari di lavoro (esigibili immediatamente, in caso di accordo sindacale) non si renda disponibile a garantire nuovi modelli da produrre sul sito di Avigliana, assicurandone il futuro produttivo.

Se non arriveranno nuovi modelli lo stabilimento di Avigliana sarà destinato a un progressivo impoverimento produttivo e occupazionale finendo fatalmente su un binario morto, con la dismissione graduale dei vecchi modelli prodotti e non sostituiti.

In una crisi in cui la politica parla di responsabilità sociale delle imprese, questa triste vicenda dimostra come le aziende italiane e i suoi capitani siano liberi già ad oggi, senza modifiche legislative allo statuto dei lavoratori, di poter licenziare e lasciare altre 49 famiglie in balia del dramma della crisi economica.

Reputiamo che le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento Azimut Benetti Avigliana, meritino un trattamento più equo e socialmente condivisibile, visto che sono stati le fondamenta su cui l’onorevole Vitelli ha creato il gruppo Azimut Benetti, fra i leader mondiali della produzione di nautica da diporto e chiediamo a questa politica quale responsabilità e funzione sociale l’impresa deve svolgere.

Per questi motivi la RSU Azimut e le organizzazioni sindacali hanno deciso di fare un primo sciopero di 8 ore con presidio fronte cancelli, per avere una garanzia di lavoro, per tornare a sperare in un futuro anche a costo di sacrifici che l’azienda può chiedere in un momento difficile, ma che non può non contraccambiare con un impegno sul lavoro.

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