AVIGLIANA, CON IL CENTRO COMMERCIALE “ARRIVANO 2 MEGA DISTRIBUTORI DI BENZINA” / I 5 STELLE: “RISCHIO ALLAGAMENTO PER LE CASE”

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di ANGELO FRANCO

AVIGLIANA – Il Movimento 5 Stelle di Avigliana solleva varie perplessità sul futuro centro commerciale di corso Europa. A parlarne con ValsusaOggi è Barbara De Bernardi, componente del pool di esperti dei 5 Stelle che il gruppo consigliare interpella per le varie attività, in occasione dei consigli comunali e durante le varie interrogazioni nell’ambito delle tematiche ambientali e di consumo del suolo.

“IN ARRIVO DUE MEGA- DISTRIBUTORI DI CARBURANTE” 

“Da parte nostra c’è dissenso e non semplice perplessità, all’idea di avere due mega-distributori di carburante praticamente appiccicati l’un l’altro – spiega la De Bernardi  – si parla soltanto del centro commerciale, ma i cittadini dovrebbero avere un’idea più precisa del progetto nel suo complesso, per rendersi conto di tutto ciò che verrà costruito su quel verde: dall’area camper, ai due grandi distributori di carburante e metano che sorgeranno proprio uno di fianco all’altro”. E aggiunge: “Nessuno racconta che è stato depositato allo Sportello Unico per le Attività Produttive dell’Unione montana un ulteriore progetto per un secondo mega-distributore, che occuperà i prati tra il punto dove sorgerà il nuovo centro commerciale e la rotonda dell’Azimut“.

“NON SARÀ UN CENTRO COMMERCIALE NATURALE”

 “Nel suo comunicato il Comune di Avigliana parla di centro commerciale naturale, dove il termine naturale non è da considerarsi un aggettivo usato a caso – attacca la De Bernardi – il termine “naturale” viene usato perché rievoca la sensazione del green, dell’ecosostenibilità, del rispetto della natura, leve che possono avere un certo appeal sui cittadini, ma bisogna chiarire la definizione regionale di “centro commerciale naturale, che parla di agglomerati di negozi ed esercizi connessi da strade, da piazze, da un tessuto urbano dove i commercianti fanno rete unendosi in un’immagine comune e in comuni iniziative ed eventi, istituendo per l’appunto un centro commerciale alternativo ai classici, definito naturale“. Secondo la professoressa “per usare correttamente tale aggettivo, in un tale contesto, deve esserci una viabilità e una piazza preesistente, oppure un centro storico che possa unire i commercianti aderenti nel prestigio e nella particolarità della stessa zona (come accade a Settimo Torinese), ma siamo ben lontani dal nuovo centro commerciale di corso Europa“, e precisa, “in questo caso non esiste alcuna piazzetta, alcuna viabilità, fino ad ora c’erano soltanto prati, e non c’è nulla di “naturale” in un opera che in realtà sarà completamente e artificiosamente costruita“.

“CON IL NUOVO MURO, LE CASE VICINE POTREBBERO ESSERE A RISCHIO ALLAGAMENTO”

I 5 Stelle rimarcano i problemi ambientali ed idrogeologici dei terreni interessati: “La zona è a rischio idrogeologico, tanto è vero che il centro commerciale sarà rialzato di un metro, avrà un fianco di circa ottanta centimetri che servirà per contrastare l’affluenza dell’acqua durante possibili allagamenti conseguenti all’esondazione della Dora” afferma la De Bernardi. 

Ma le abitazioni che si trovano sui terreni “di mezzo”, tra la Dora e il futuro muro rialzato del centro commerciale, potrebbero avere delle ripercussioni? “Le case dei privati potrebbero essere a rischio “allagamento”, se l’acqua che eventualmente affluirebbe dalla Dora, trovasse un muro proprio in prossimità della nuova costruzione – dice la De Bernardi – quella zona diventerebbe un lago, e lì ci sono delle case…tutto ciò che non sarà centro commerciale rimarrà più basso di un metro e sarà dunque enormemente più a rischio di allagamento”.

LA TUTELA DEL PICCOLO COMMERCIO 

L’attivista dei Cinque Stelle riserva forti dubbi anche sulla tutela del piccolo commercio, e perplessità relative ai 160 posti di lavoro che nascerebbero con la costruzione del centro commerciale: “In passato sono stati costruiti capannoni e promessi nuovi posti di lavoro, che poi non sono diventati realtà, bisognerà verificare con i fatti la concretezza di tale promessa di occupazione, la qualità e la durata delle posizioni” e stringe il campo, “in questo sovrapporsi di grandi store concentrati nella medesima zona, unitamente alla concorrenza dei nuovi insediamenti commerciali presso i comuni limitrofi, è più che mai realistica la possibilità che il nuovo centro commerciale possa sovrapporsi a quelli già presenti, provocandone un ridimensionamento, o addirittura la chiusura, e in tale circostanza è chiaro che i posti recuperati da una parte, attraverso la nuova apertura, andrebbero persi dall’altra“.

Senza dimenticare che anche a Giaveno nascerà un nuovo centro commerciale:  “Attualmente nei centri commerciali esistenti in zona l’affluenza non è certo alle stelle, e sappiamo bene che in futuro, per fare un esempio, gli abitanti di Giaveno probabilmente non verranno più a fare la spesa ad Avigliana“.

Ma delle soluzioni ci sono? “Perché non azzardiamo scelte simili a quelle intraprese da altri Comuni, come ad esempio Villar Dora, che ha scelto di non ospitare centri commerciali sui suoi territori? Adesso bisogna correre ai ripari e rimediare, ma forse sarebbe stato meglio non creare a monte questo tipo di problema: esiste una legge regionale del 1999 secondo la quale chi riceve l’autorizzazione a realizzare un insediamento commerciale, deve corrispondere una percentuale degli oneri di urbanizzazione alla tutela del tessuto commerciale locale, e questo perché la Regione stessa è consapevole che il grande centro commerciale, può rappresentare la morte del piccolo commercio. Si tratta quindi della possibilità di utilizzare una parte degli oneri di urbanizzazione dovuti al Comune unitamente alla realizzazione dei centri commerciali, a vantaggio del piccolo commercio, e contestualmente “di realizzare incontri di informazione e concertazione delle azioni con i commercianti, per dare un senso commerciale a tali iniziative e non permettere che sfumino nel vuoto“.

Una delle novità sarà l’arrivo del Mc Donald’s: “Ci sarebbe da aprire anche un discorso etico relativo alla grande distribuzione, su quanto sia appropriato un McDonalds in città, come fosse chissà quale conquista per Avigliana, quando in realtà è una novità che contraddice tutto il discorso che amiamo fare sul prodotto locale – afferma la De Bernardi – sulle esclusività della valle, sulla genuinità dell’alimentazione e dell’agricoltura km 0; se da una parte promuoviamo lo slow-food, dall’altra introduciamo il fast-food“.

 

 

 

 

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10 COMMENTI

  1. Smettiamola di essere sempre e solo contrari a tutto quello che viene fatto. In Val di Susa si legge sempre e solo No a questo, No a quello, No a quest’altro…. E basta avete rotto i c……….. Come disse l’onorevole Barbato anni fa prima di essere estromesso dal parlamento italiano. DOVE ERAVATE, ad esempio, QUANDO È STATA REALIZZATA L’OPERA PIÙ INUTILE DEL MONDO, LA RISALITA MECCANIZZATA DEL CASTELLO DI RIVOLI??? Una macchina mangiasoldi mai entrata in funzione.

  2. Primo se la zona è a rischio idrogeologico perché gli hanno dato il permesso di costruire?
    Secondo se il problema è questo non basta obbligarli a rifare gli argini migliorandoli e facendoli più alti?

  3. Purtroppo i posti di lavoro creati con il palesemente falso ” parco commerciale naturale” di Avigliana non saranno in aggiunta a quelli esistenti ma semplicemente bilanceranno quelli persi nelle piccole attività che chiuderanno nel circondario ( oltre ad Avigliana , Sant’Ambrogio, Chiusa, Almese, Villar Dora, Ferriera ecc.). Senza entrare nel merito della questione ambientale e di uso del suolo , è evidente che la decisione pur essendo esclusivamente di competenza ( chi più e chi meno) delle amministrazioni comunali Aviglianesi degli ultimi decenni , avrà un effetto dirompente sul commercio e sui centri commerciali naturali ( quelli si) esistenti. Basti pensare alla piazza di Almese o a quella di Condove, alla Via Umberto I di Sant’Ambrogio o a Piazza del popolo e corso laghi di Avigliana.
    Tutti già alle prese ( per colpe proprie ) con la desertificazione commerciale e il brutto spettacolo di serrande abbassate con conseguente aggravamente del degrado, pulizia e arredo urbano.

    Forse sarebbe bene che , in questo caso, anche le amministrazioni comunali dei paesi vicini facessero sentire il loro disappunto per una decisione che , seppur legittima, influenzerà pesantemnte l’ economia e il piccolo commercio locale.

    Magari boicottando ( anche questo è legittimo) le future proposte del Comune di Avigliana sempre pronta a farsi capofila quando si tratta di distribuire equamente con gli altri comuni vicini disagio e povertà. Oppure semplicemente non riconoscendole più la corona di reginetta del turismo della bassa valle , spesso a discapito dei comuni vicini .

  4. Guardo Avigliana. Non so se ha un centro. Sento che è governata da una giunta ecologista da 30 anni. Ma vedo capannoni industriali vuoti, una città cementata allargata con case sparse e centri commerciali. Corso Torino morto e corso Laghi in coma.
    Abbiamo costruito tanto e non abbiamo un centro. Abbiamo costruito tanto e siamo una città dormitprio.

  5. Bella quella degli argini più alti.
    Se fosse una soluzione e se lo facessero tutti i comuni più a valle, il Po sfocerebbe nell’Adriatico grosso modo alla quota sul livello del mare di Belluno.

  6. Gli USA sono già avanti, infatti stanno chiudendo i centri commerciali in quanto la popolazione specialmente i giovani comprano sempre più online. È solo questione di tempo anche da noi.

  7. Domanda ai giornalisti. Chi sono i costruttori e subappaltatore vari? Da quale regione italia n provengono?
    Sarebbe interessante sapere…. Se si può?

  8. Proprietari, progettisti nel vari ruoli e ditte costruttrici sono indicati sull’apposito pannello previsto per tutti i cantieri.

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