AVIGLIANA E L’ACQUA SPORCA: LA SMAT SISTEMERA’ L’ACQUEDOTTO

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Dopo il caso dell’acqua sporca ad Avigliana sollevato dai lettori e cittadini su ValsusaOggi, e i conseguenti botta e risposta tra sindaco e Smat, la questione dell’acqua sporca ad Avigliana si avvia verso una “parziale” soluzione (forse). La società idrica torinese ha annunciato che svilupperà un progetto di revisione e bonifica della rete a medio e lungo periodo. Lo ha promesso l’amministratore delegato di Smat, Paolo Romano, scrivendo una lettera al sindaco Patrizio ieri, lunedì 12 ottobre. Concretamente, saranno sostituite le tubazioni nelle zone a forte criticità, dove vari lettori avevano segnalato a ValsusaOggi, con foto e immagini, l’acqua sporca e il terriccio: ad esempio a Drubiaglio e Grangia, con interventi di manutenzione straordinaria a carico di Smat, per un importo di circa 120mila euro. Inoltre la Smat sostituirà le tratte più obsolete nella zona del centro storico, corso Laghi/Braida, e a tal proposito c’è giù uno studio di fattibilità, con un’ipotesi di lavori per 2,5 milioni di euro, e la realizzazione della manutenzione entro la metà del 2017. Migliorerà anche la qualità dell’acqua prodotta dall’impianto Ponte Dora, i cui lavori sono già in fase di realizzazione e monitoraggio da parte di Smat. A proposito degli interventi già fatti e in corso, Romano ricorda l’inserimento di 7 valvole di scarico notturno: “Ciò consentirà la pulizia notturna dei depositi, migliorando la qualità complessiva dell’erogazione, ed è in corso la collocazione di ulteriori 3 valvole”.

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La Smat però ci tiene a ricordare che la rete di Avigliana presenta criticità generalizzate: “La soluzione radicale dei problemi richiederebbe la sostituzione dell’80% della rete, con un costo complessivo pari a 15/20 milioni di euro – ricorda Romano – una soluzione inattuabile, per i notevoli disagi a carico della cittadinanza, per i tempi prolungati dei lavori, circa 10 anni per sistemare 96 km di rete idrica, ed infine per l’autorizzazione da parte dell’Ato3 torinese”.

I punti di maggiore criticità, che si verificano a seguito dello svuotamento dei serbatoi in caso di perdite delle reti, o eccezionalità dei prelievi, secondo la Smat risultano essere a Drubiaglio, Grangia, Corso Torino, Corso Laghi, Centro Storico e zona Braida.

A parere dell’amministratore delegato, i residui che si trovano nell’acqua sono causati dalle “frequenti interruzioni di tensione, a volte brevi, che producono alla ripresa un carico di pressione iniziale, che può provocare distacco dei materiali dai tubi. L’accordo con l’ente fornitore dell’energia comporta lunghi tempi per l’approvvigionamento di gruppi elettrogeni”. Per questo la Smat “si sta dotando di propri gruppi elettrogeni per limitare il disservizio”.

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