AVIGLIANA, FAMIGLIE IN DIFFICOLTA’: MARTEDI’ SI PRESENTA UN NUOVO PROGETTO DI SOSTEGNO

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human holding little paper cutout family, happy family concept

di VALENTINA PLANO

Martedì 27 ottobre dalle ore 18 alle 20 presso l’Auditorium della Scuola Media “Defendente Ferrari”, Via Cavalieri di Vittorio Veneto 3, un appuntamento da non perdere.

Nasce dall’accordo di collaborazione tra la Città metropolitana di Torino, la Fondazione Paideia onlus di Torino, 8 Enti gestori delle funzioni socio assistenziali del territorio metropolitano.

UNA FAMIGLIA PER UNA FAMIGLIA è un progetto che propone una forma innovativa di intervento sociale, pensata per sostenere famiglie che vivono un periodo di difficoltà nella gestione della propria vita quotidiana e nelle relazioni educative con i figli. L’idea alla base è molto semplice e valorizza le esperienze di sostegno e aiuto informale che, storicamente, sono sempre esistite: una famiglia che vive un periodo critico è affiancata da un’altra ed entrambe si impegnano reciprocamente con la definizione di un patto di solidarietà, per un periodo di tempo definito.

Il progetto, afferma la dott.ssa Francesca Ricciarelli Dirigente del Servizio Politiche Sociali e di Parità della Città metropolitana si pone l’obiettivo di qualificare l’affiancamento familiare come una delle risposte “possibili” dei Servizi sociali nell’ambito del sostegno alle famiglie in difficoltà con minori, a fronte dell’elevato aumento del
numero di casi segnalati sul territorio, delle emergenze e delle situazioni di criticità organizzative sempre più diffuse, anche in termini di unità di operatori dei Servizi.

Si tratta di provare a “pensare insieme” nuovi orizzonti professionali orientati alla prevenzione dell’allontanamento dei minori dalla propria famiglia d’origine, immaginando nuove prospettive, strumenti innovativi e nuove opportunità, in sinergia con il privato sociale, a favore delle famiglie in difficoltà che necessitino di un sostegno
nell’educazione e nella cura dei loro figli.

UNA FAMIGLIA PER UNA FAMIGLIA, infatti, non può prescindere dalla collaborazione pubblico- privato sociale, in quanto si colloca in un’ottica di valorizzazione delle risorse della rete locale orientando un lavoro di attivazione di processi di “cura sociale” e di promozione della comunità nel suo complesso e non del singolo individuo.

Il progetto nasce dalla richiesta di aiuto di un bambino in affido – spiega Fabrizio Serra, direttore di Fondazione Paideia – che ha chiesto di sostenere tutta la sua famiglia. In questo modo si sposta la centralità dell’intervento dal minore all’intero nucleo familiare per evitare il rischio di allontanamento del bambino dalla famiglia di origine e dare competenze di tipo organizzativo a famiglie che sono state incapaci di gestire questa fase di accompagnamento con i loro figli.

La realizzazione di UNA FAMIGLIA PER UNA FAMIGLIA – ribadisce la Consigliera metropolitana Lucia Centillo – è pienamente in linea con quanto previsto nello Statuto della Città Metropolitana di Torino, approvato il 14 aprile 2015, che prevede all’art 5, lett. g), di orientare la propria attività nel promuovere una cultura di attenzione
all’infanzia attraverso politiche volte a sostenere il diritto del minore a vivere, crescere ed essere educato nell’ambito di una famiglia e a garantire alle bambine e ai bambini le medesime opportunità di sviluppo psico-fisico e sociale, incentivando politiche finalizzate a combattere ogni forma di sfruttamento, maltrattamento e abuso nei
confronti dei minori.

imagesSOSTENERE SENZA DIVIDERE: le famiglie affiancate
I destinatari di UNA FAMIGLIA PER UNA FAMIGLIA non sono solo i bambini, ma anche le loro famiglie. I nuclei familiari a cui viene proposto un percorso di affiancamento sono molto diversi fra loro, ma tutti accomunati dal fatto di vivere un momento difficile. L’affiancamento permette di instaurare un rapporto che sostiene la famiglia, intervenendo precocemente sulle problematiche esistenti e rafforzando le risorse.

COSA SONO LE FAMIGLIE AFFIANCANTI
Per proporsi come famiglia ‘affiancante’ non occorre essere eroi o sentirsi ‘perfetti’: è importante invece essere persone rispettose degli altri, capaci di mantenere un atteggiamento di ascolto non giudicante, essere una famiglia aperta alle relazioni comunitarie, essere autentici e propositivi. Serve poi un po’ di tempo disponibile: l’impegno settimanale richiesto varia in base agli obiettivi che si pone ciascun progetto e alle disponibilità della famiglia affiancante. La durata è in genere di dodici mesi, durante i quali si creano le basi per una maggiore autonomia e stabilità della famiglia bisognosa d’aiuto.
Si tratta di una forma di prossimità basata sullo scambio, la relazione e la reciprocità tra famiglie: tutti i componenti apportano un contributo diverso al progetto, in relazione al ruolo ricoperto in famiglia, al genere e all’età. si cammina insieme, superando in compagnia il tratto di sentiero più accidentato.

Il progetto prevede di affiancare ad una famiglia in difficoltà un’intera famiglia, con la conseguente presa in carico del nucleo familiare e non solo dei minori attraverso un patto educativo fondato tra le due famiglie. Attraverso l’affiancamento, vengono proposti alle famiglie affiancate aiuti che riguardano il sostegno in alcuni momenti specifici nella vita quotidiana, momenti di ascolto, di supporto nell’autonomizzazione e incentivo nell’apprendimento, di rafforzamento delle reti sociali in cui si vive.

Caratteristica specifica del rapporto tra le due famiglie è la reciprocità, che non viene intesa in termini materiali né emotivi/affettivi, ma consiste nell’esporsi, da entrambe le parti, ad un’esperienza di “turbolenza”: entrambe le coppie (affiancante e affiancata) si espongono come coppia nei modelli genitoriali mettendosi reciprocamente in discussione. In questa relazione tra famiglie vengono attivati due strumenti di sostegno:

  • la figura del tutor: ad ogni famiglia viene affiancato un tutor individuato nella realtà locale dove vivono le famiglie, con funzioni di ascolto e di “ponte” anche con i Servizi, reperibile telefonicamente anche al di fuori degli orari consueti e a cui viene offerta una supervisione periodica;-
  • la formazione: condizione indispensabile alla realizzazione del progetto è la partecipazione ad
    alcuni momenti formativi sia degli operatori sia dei tutor e delle famiglie affiancanti

UNA FAMIGLIA PER UNA FAMIGLIA è già stato sperimentato dalla Fondazione Paideia con la Città di Torino e con altri territori sia in ambito regionale (Comune di Novara, Provincia di Cuneo) che nazionale (Regione Valle d’Aosta, province di Como e di Reggio Emilia, Comuni di Ferrara, Parma, Fidenza, Roma, Verona, Pescara,
Savona) ottenendo buoni risultati e diventando politica sociale in tutti i territori in cui la sperimentazione è ad oggi conclusa. Il progetto ha ricevuto una menzione speciale al Bando nazionale del Ministero per la famiglia nel 2007 ed è stato selezionato nel 2011 tra le buone prassi rappresentative a livello nazionale dall’Osservatorio Nazionale
sulla Famiglia. Nel 2015 ha vinto il premio per l’innovazione sociale “Costruiamo il welfare di domani”, promosso dal Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali, Istituto per la ricerca sociale e Prospettive Sociali e Sanitarie.

famiglia_primo_piano

UNA FAMIGLIA PER UNA FAMIGLIA è in fase di realizzazione nel territorio di competenza di 8 Enti gestori delle funzioni socio assistenziali coinvolgendo ben 154 comuni del territorio metropolitano suddivisi in due macroaree d lavoro afferenti alle Aziende Sanitarie locali TO 3 e TO 5 TO 4 per ciascuna delle quali è stato costituito ed è operante un gruppo tecnico-operativo per agevolare lo svolgimento delle attività.

Gli Enti Gestori coinvolti sono:
CISAP Collegno Grugliasco, C.S.S.A.C. del Chierese, Con.I.S.A Valle di Susa, CIdiS Orbassano, CISS 38 Cuorgnè, C.I.S.S.-A.C. Caluso, IN.RE.TE. Ivrea, Unione Comuni Nord Est Torino di Settimo T.se.

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