AVIGLIANA HA IL NUOVO PIANO DI PROTEZIONE CIVILE

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dall’UFFICIO STAMPA DEL COMUNE DI AVIGLIANA 

AVIGLIANA – Il 5 novembre 2020, anniversario della grave alluvione del 1994, si celebra la ventiseiesima edizione della Giornata Regionale della Protezione Civile. In questa data simbolo, la Città di Avigliana adotta il nuovo Piano di Protezione Civile, uno strumento che delinea i rischi presenti sul territorio e consente alle autorità di predisporre e coordinare gli interventi di soccorso a tutela della popolazione e dei beni in caso di eventi climatici, sismici o di massa.

Un Piano di Protezione Civile è infatti l’insieme delle procedure operative di intervento per fronteggiare una qualsiasi calamità. Ha l’obiettivo di garantire con ogni mezzo il mantenimento del livello di vita civile, messo in crisi da una situazione che comporta gravi disagi fisici e psicologici per la popolazione. Volontari e operatori trovano nel Piano di Protezione Civile una guida fondamentale per operare nelle situazioni di emergenza, a cominciare dal Sindaco, che è la figura di Protezione Civile di riferimento
in ciascun Comune.

Questo strumento è composto da relazioni, tabelle e tavole cartografiche. Unisce gli scenari di rischio presenti sul territorio, l’organizzazione (le figure che entrano nel mondo della Protezione civile), le procedure e le azioni da effettuare a seconda che si presentino eventi con preavviso o senza preavviso e infine elementi per la formazione. In Italia i Comuni dotati del Piano di protezione civile sono in media l’88%. La percentuale sale in Piemonte al 93%, ma non tutti hanno un piano aggiornato alle ultime normative.

Il Piano è utile non soltanto nel momento dell’emergenza, ma soprattutto quando la Protezione Civile non lavora sul campo: imprescindibile l'analisi delle aree a rischio geologico e idraulico, ovvero il pericolo di esondazione e frana.

“Si tratta della conclusione – afferma il sindaco di Avigliana Andrea Archinà – di un processo iniziato già con il mandato della precedente Amministrazione, a sottolineare che dotarsi di un piano di protezione civile rinnovato è un processo estremamente complesso che richiede molto tempo ed energie, ma è indispensabile per mettere in sicurezza la popolazione e un territorio esposto a notevoli criticità. C’è stato anche un dibattito all’interno del Consiglio comunale con diverse sollecitazioni da parte del Gruppo Movimento 5 Stelle e ora si chiude la prima parte di adozione formale. Si dovranno quindi tenere le attività più pratiche per metterlo concretamente in funzione. Compatibilmente con l’emergenza avvieremo questa ulteriore fase nei prossimi mesi”.

“In questi mesi – dichiara l’Assessore ai Lavori pubblici Andrea Remoto – l’intera macchina comunale ha lavorato costantemente al fianco della professionista incaricata per arrivare a produrre il nuovo Piano di protezione civile, strumento indispensabile per affrontare le calamità e le emergenze che potrebbero verificarsi nel territorio comunale. È un provvedimento importante e fondamentale che si propone di prevenire e limitare
il più possibile i rischi per i cittadini nel caso di eventi emergenziali, in particolare per quanto riguarda i rischi di inondazioni e quelli legati agli eventi meteorologici estremi. La novità di questo Piano è rappresentata dalla possibilità di poterlo costantemente aggiornare e implementare in modo da renderlo sempre più efficace. Siamo dunque soddisfatti del percorso svolto finora, sebbene questo traguardo sia un punto di partenza per la futura attività di formazione e informazione nei confronti dei tecnici e operatori del settore nonché della popolazione, vero obiettivo da perseguire per una prevenzione consapevole».

LA STRUTTURA DEL PIANO

Il piano è composto da 150 pagine di relazione, 11 tavole, 10 tabelle Excel, censimenti di ponti e sottopassi, un elenco di nominativi che compongono l’Unità di crisi attivata in caso di emergenza (sindaco, dipendenti comunali, referenti delle associazioni di volontariato) e il tavolo più allargato costituito dal comitato di Protezione Civile (sindaco, componenti di tutte le associazioni di volontariato sul territorio, forze dell’ordine). Si articola in tre parti fondamentali: una parte generale che raccoglie tutte le informazioni sulle caratteristiche e sulla struttura del territorio; le linee guida della pianificazione che stabiliscono gli obiettivi di Protezione civile e le competenze dei vari operatori; infine il modello d’intervento che assegna le responsabilità decisionali ai vari livelli di comando e controllo, utilizza le risorse in maniera razionale, definisce un sistema di comunicazione di crisi rivolto ai cittadini.

CHI HA STILATO IL PIANO

Sofia Piccione, ingegnere specializzato in ambiente e territorio e libero professionista dal 2012 ha aggiornato il Piano già esistente del Comune di Avigliana trasformandolo in uno strumento all’avanguardia. «Si è trattato di un lavoro che è andato avanti negli anni – spiega l’ingegnere Piccione – e che in effetti non finisce mai. Le normative infatti cambiano continuamente: per esempio nel 2018 è uscito il nuovo bollettino di allerta meteo”.

Quali sono le principali criticità del territorio? “Sicuramente – conclude l’ingegnera – il rischio di esondazione della Dora e dei rii minori. Poi la parte degli eventi meteo estremi (intense precipitazioni in brevissimo tempo), il rischio sui trasporti (due statali, l’autostrada, e soprattutto la ferrovia per il trasporto merci), il rischio sismico, le frane, gli incendi. Nel piano sono state incluse le procedure per gestire gli eventi di massa con il dettaglio per ogni luogo in cui si svolge l’evento. Ogni tipo di rischio ha infatti i suoi protocolli”.

 

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