AVIGLIANA, IL COMUNE VUOLE PRIVATIZZARE LA GESTIONE DELLA BIBLIOTECA. UN COMITATO SI OPPONE

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AVIGLIANA – Il Comune di Avigliana vuole affidare a una ditta/cooperativa esterna la gestione della biblioteca pubblica “Primo Levi”, tramite bando di gara.

L’amministrazione guidata da Andrea Archinà vuole seguire l’esempio di altri Comuni della Valle, che in questi anni hanno assegnato tramite bandi l’incarico di gestione delle proprie biblioteche alla cooperativa Culturalpe, presieduta da Andrea Zonato e fondata da don Gianluca Popolla?

In attesa delle prossime mosse del Comune, alcuni cittadini si stanno mobilitando perché sono contrari alla scelta di privatizzare il servizio e hanno costituito il comitato “No alla privatizzazione della biblioteca Primo Levi di Avigliana. La cultura non è privata, non priviamoci della cultura”.

In sostanza questi cittadini chiedono che la biblioteca comunale non sia gestita da una cooperativa/azienda privata e che sia indetto un bando per assumere una persona qualificata tramite concorso pubblico e quindi per titoli e merito, oppure, in alternativa, che sia formato e trasferito alla gestione della biblioteca personale già in organico.

La rappresentante del comitato è Nicoletta Molinero: “Con il trasferimento a Rivalta della bibliotecaria Gabriella, l’amministrazione comunale ha deciso di esternalizzare i servizi della biblioteca tramite un bando per cooperative e privati.  Noi non siamo d’accordo, una città che rinuncia alla gestione in prima persona della cultura ha perso in partenza. Dobbiamo convincere il Comune a ripensare questa scelta”.

Quali azioni concrete farà il comitato? “A breve prepareremo una petizione da presentare all’amministrazione comunale per fermare questa decisione incoerente – aggiunge la Molinero – contiamo su tutti coloro che hanno a cuore il centro aviglianese”.

Oltre a Nicoletta Molinero, fanno parte del comitato Guido Pent, Erika Dematteis, Antonio Giglio, Gabriella Silvestro ed Elsa Ciullo. “Vogliamo impedire la privatizzazione anche di parte dei servizi della biblioteca comunale Primo Levi di Avigliana – aggiunge la Molinero – e fare pressione contro il bando di affidamento a ditte e cooperative esterne”.

Proprio perché non si tratta di una scelta obbligata per il Comune di Avigliana: “L’amministrazione può assumere un lavoratore tramite bando di concorso pubblico o trasferire del personale già assunto in Comune per gestire il servizio bibliotecario, senza privatizzarlo”.

Secondo il comitato “La biblioteca Primo Levi è una componente fondamentale del patrimonio sociale e culturale della comunità aviglianese. Costruita con pazienza e determinazione, ha assunto la dignità di un vero e proprio bacino di conoscenze, documenti, materiali e saperi di valore identitario. La decisione assunta recentemente dall’Amministrazione Comunale di privatizzare la gestione di parte del servizio bibliotecario costituisce quindi una ferita inferta all’intero corpo sociale e all’investimento che questo ha fatto negli anni, perché questo istituto acquisisse il profilo di un bene comune non negoziabile”.

I promotori del comitato ritengono che la gestione del cuore di servizi che riguardano i fondamentali diritti della persona (alla salute, alla cultura, ecc.) debba restare in mano pubblica. “Il servizio bibliotecario è parte essenziale della formazione dei cittadini e la responsabilità delle Istituzioni rispetto a questa missione non può mai essere attribuita a aziende private”.

“La biblioteca è un bene pubblico – spiega la Molinero – le biblioteche sono, per nascita e per gestione, beni comuni e il patrimonio è inalienabile. La biblioteca di Avigliana ha risposto pienamente in questi anni alla capacità di essere luogo di prestito, di lettura, di scambio di idee e proposte formando un tessuto culturale intrecciato alla scuola e alle altre realtà di tutta la zona”.

“Pur con la consapevolezza del regime di ristrettezze economiche richiamato dall’amministrazione Comunale – aggiungono dal comitato – riteniamo fondamentale che l’impostazione pubblica venga sempre consolidata, in particolare nell’ambito di servizi delicati come la gestione della biblioteca comunale, e che sia dovere dell’amministrazione coinvolgere i cittadini in un dialogo capace di trovare soluzioni e vie nuove”.

I componenti del comitato annunciano di voler intraprendere ogni iniziativa “utile e necessaria per tutelare il bene comune della cultura, il valore del patrimonio bibliografico, sociale, culturale delle biblioteche”.

Alcuni esempi? “Organizzare campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di tutti gli organi istituzionali che abbiano il potere di intervenire in maniera diretta od indiretta per garantire la tutela del diritto alla cultura dei cittadini e all’integrità del patrimonio bibliografico e formativo delle biblioteche pubbliche, intraprendere azioni legali, collaborare con l’amministrazione comunale e coordinare la propria azione con quella di altri comitati e associazioni che a livello locale, regionale e nazionale perseguono analoghe finalità”.

Al comitato possono aderire tutti gli interessati, sottoscrivendo il documento ufficiale costitutivo del gruppo.

 

 

 

 

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