AVIGLIANA, IL SINDACO REPLICA SULLA FAVOLA BEACH CLUB

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dal COMUNE DI AVIGLIANA

AVIGLIANA – In riferimento all’articolo “Avigliana, la Favola Beach a rischio chiusura: il Comune ordina lo stop alla musica da mezzanotte” pubblicato su ValsusaOggi il 27 agosto, l’Amministrazione Comunale di Avigliana replica quanto segue.

La Favola Beach Club è un locale inaugurato il 12 giugno scorso, autorizzato per fare attività di bar, somministrazione bevande e stabilimento balneare grazie alla gestione della spiaggetta antistante. A partire dal giorno dell’inaugurazione gli imprenditori che gestiscono il locale hanno dato un’impronta diversa, promuovendo eventi e attività non autorizzate, con musica ad altissimo volume fino a tarda ora.

Il Comune di Avigliana, fin dalle attività preliminari all’apertura, ha manifestato la più ampia disponibilità a dare indicazioni su misure da adottare, normative e regolamenti anche durante l’emergenza Covid. Disponibilità, peraltro, rimarcata anche dalla presenza del sindaco Andrea Archinà all’evento inaugurale.

Tuttavia, una volta avviato il locale, si sono verificate continue e numerose violazioni: l’insegna mai autorizzata, lo smaltimento non corretto dei rifiuti, i fuochi d’artificio, gli eventi e attività di intrattenimento svolti senza le preventive autorizzazioni. A destare altrettanta attenzione è stato inoltre il rilevante disturbo alla quiete pubblica rappresentato dalle emissioni sonore accertate da Arpa Piemonte per ben otto decibel al di sopra del limite di immissione differenziale previsto dalla legge. Tutto ciò in particolare nell’orario compreso tra le ore 2 e le 4 del mattino, fascia oraria nella quale l’unica sorgente percepita è stata ricondotta all’attività del locale.

Il monitoraggio è avvenuto continuativamente per tre giorni a seguito dei numerosi esposti da parte di cittadini che hanno segnalato e subìto i rumori nei mesi estivi, impedendone il normale riposo anche nei giorni infrasettimanali.

Dopo un’iniziale fase interlocutoria con i titolari, in seguito a numerosi sopralluoghi e diffide, il sindaco di Avigliana è stato quindi costretto a emettere un’ordinanza (la numero 108 del 25 agosto 2020), nella quale ha imposto alla ditta Le vele srl che gestisce il locale, l’immediata e totale cessazione delle emissioni sonore all’interno e all’esterno (comprese tutte le aree di pertinenza) del pubblico esercizio alle ore 24 di tutti i giorni della settimana.

Nulla di più di quanto già previsto dalla precedente ordinanza numero 49 del 2011 che già contempla la cessazione delle attività musicali all’aperto a tale orario su tutto il territorio comunale.

“Siamo in una situazione di totale mancanza di rispetto nei confronti di tutti – afferma il sindaco di Avigliana Archinà – non soltanto delle istituzioni. Il principio, infatti, è comunemente noto: se voglio fare attività per le quali è richiesta un’autorizzazione, prima mi preoccupo di ottenerla e poi le svolgo. Attività, peraltro, che ben poco hanno a che fare con il turismo, essendo ben lontane dai servizi utili ai turisti che si approcciano a esplorare la nostra città. Ancora più grave è che siano svolte illegalmente e che nonostante le comunicazioni, dapprima interlocutorie e poi formali, a cui sono seguiti ulteriori sopralluoghi, continuino a essere proposte consapevolmente al di fuori del perimetro della legalità”.

Continua Archinà: “A testimonianza dell’intenzione di trovare una soluzione abbiamo anche suggerito di procedere a un adeguamento dell’impianto di amplificazione in modo da poter evitare la diffusione incontrollata del suono, che come è noto si amplifica naturalmente attraverso l’acqua, ma anche in questo caso gli appelli sono caduti nel vuoto. Questo atteggiamento non può essere giustificato alla luce degli investimenti fatti per l’apertura o sull’assunzione di forza lavoro, ancorché giovanile. Tali risvolti, certamente apprezzabili, non possono infatti prevalere sul rispetto delle norme a cui tutti gli esercizi commerciali del territorio sono tenuti nel momento in cui avviano la propria attività”.

Conclude il primo cittadino aviglianese: “L’ordinanza emessa, che peraltro non limita la facoltà di tenere aperto il locale, garantendo l’attività di bar come da relativa licenza, sottende dunque alla responsabilità dell’Amministrazione di tutelare e garantire la sicurezza degli avventori e la salute pubblica, a maggior ragione in un periodo critico come quello che stiamo attraversando a causa dell’emergenza Coronavirus come interesse generale superiore”.

 

 

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9 COMMENTI

  1. Sindaco archina io colpire con clava giovani scimmie che urlare di notte aspettare con forcone ragazza che parcheggiare davanti mia tana cacciare giovane uomo che rubare mia terra io volere dormire con galline

  2. Ci sono leggi e regole, se vuoi fare una cosa devi attenerti alla regola, i soliti furbi sciacalli imprenditori dei giorni nostri, la storia che dan da lavorare sembra un ricatto x fare quello che gli pare. Si vede cosa porta prendere esempio dallo statista salvini che delle leggi, da grande uomo di stato, se ne frega

      • Purtroppo salvini è espressione di questa gente che se ne frega di tutto e tutti x i propri interessi, o alla briatore, imprenditore osannato che fregandosene delle regole ha quasi tutti i dipendenti contagiati

  3. Che commenti intelligenti i primi due, dovete essere docenti dell’accademia della Crusca. Il sindaco ha agito bene. Ma si sa che in Italia se si devono rispettare delle regole, la tendenza è quella di invocare il tanto caro “me ne frego” di passata e triste epoca. Provate voi a vivere in prossimità di strutture simili, e non parlo del rumore, ma parlo dell’inciviltà degli avventori dei locali. Incivili come voi che avete scritto qui sopra. Di questo ovviamente i gestori dell’attività non ne possono nulla, ma si possono fare verifiche alle situazioni ed operare di conseguenza. Mi spiace ma continuando così, fioccheranno altre contravvenzioni e si arriverà anche alla chiusura coatta. Purtroppo l’inciviltà dell’italica generazione di giovinastri è ormai nota. Ad Avigliana sono presenti altre realtà problematiche: nel centro storico, una attività di ristorazione è fonte di discussioni a causa dell’idiozia degli avventori che parcheggiano ovunque arrivando anche ad occludere la sede viaria oltre agli accessi carrai. Oppure osserviamo il nuovo fast food: ma voi avete visto la quantità di rifiuti gettati per tutto il piazzale? Non è che non ci sono i cestini per conferire, è proprio che ormai la cafonaggine ha raggiunto limiti inauditi. In merito al commento di Bomber, segnalo solo che la ferrovia Torino-Modane fu inaugurata, nel tratto Susa-Torino, nel 1854, non proprio ieri sera………

  4. Ma secondo voialtri é giusto che chi non rispetta le regole possa sempre fare come c….o gli pare? Se vogliamo diventare un paese civile prima impariamo a rispettare e far rispettare le regole senza tante polemiche…poi se le regole sonno sbagliate si cambiano ma finché ci sono bisogna rispettarle.

  5. Sul punto, formalmente avrà anche ragione la giunta comunale. Ma nella sostanza Aviglana, pur essendo la città più abitata della val Susa, è una periferia di Torino, Rivoli e Giaveno. Località in cui la sera si spostano o ragazzi e di giorno i genitori a fare shopping. E ogni mossa sembra sempre andare nella direzione di Avigliana cittadina dormitorio.

  6. Avigliana ha perso da anni il duello con Giaveno. HA perso piu’ avendo un centro storico medioevale e due laghi.
    Ognuno puo’ trarne le conclusioni che vuole.

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