
AVIGLIANA – Doveva essere il fiore all’occhiello della Ciclovia Francigena della Valsusa, e ospitare l’area camper di via dei Testa, sul “modello Trentino”. Ma dopo sette anni di rinvii, studi di fattibilità e bandi sfumati, il Bicigrill di Avigliana, la struttura di 66 metri quadri dietro il polo commerciale Conad è un rudere sventrato, tra vetrate spaccate, sanitari distrutti, scritte oscene e gravi rischi per la sicurezza. Una cattedrale nel deserto ricoperta di graffiti, con i serramenti sfasciati, i bagni demoliti e il pavimento invaso da vetri, macerie e sporcizia.
Si presenta così, a sette anni dal primo annuncio ufficiale, il Bicigrill del Comune di Avigilana in via dei Testa.
Le foto sono state scattate da ValsusaOggi pochi giorni fa, mercoledì 29 luglio 2026.
Un’opera pubblica pensata per rilanciare il cicloturismo in valle, trasformatasi nel simbolo del degrado e dello spreco di denaro pubblico.
Lasciato, nei fatti, in preda ai vandali incivili, senza prospettare almeno una soluzione per tutelarlo: visto che il Bicigrill è stato costruito con fondi pubblici (e quindi dei cittadini), il minimo sarebbe almeno evitare la progressiva devastazione.
L’edificio, una struttura di un piano fuori terra grande circa 66 metri quadrati, è situato in una posizione strategica: all’intersezione tra il Corridoio dei Laghi e la neonata Ciclovia della Via Francigena, proprio alle spalle della nuova zona commerciale del Conad e a due passi dal Parco della Dora.
Oggi, in realtà, è un buco nero di degrado che preoccupa i cittadini, i quali a più riprese hanno sollevato il problema. Chiunque ci può accedere: non ci sono controlli, non ci sono recinzioni. E i risultati si vedono.
Vetri rotti, bagni devastati e scritte deliranti: il problema della sicurezza
Dal 2019 (anno dei lavori) in poi, sono passati sette anni.
L’edificio è rimasto incustodito, senza alcuna recinzione è caduto in mano ai vandali, trasformandosi in un evidente problema di sicurezza pubblica, vista anche la sua immediata vicinanza a un centro commerciale molto frequentato.
Le immagini scattate all’interno e all’esterno del perimetro raccontano uno scempio totale.
Le grandi vetrate del porticato sono state sistematicamente prese a sassate, lasciando i telai metallici penzolanti e un tappeto di frammenti taglienti a terra.
I muri esterni e interni sono completamente imbrattati di vernice spray con messaggi di ogni tipo: dalle oscenità, a tag come “Suca!!”, “Fanculo la scuola”, “Droga”, fino a frasi farneticanti.
All’interno, il controsoffitto sta cedendo, i cavi elettrici sono stati strappati e l’ex bagno per disabili è irriconoscibile: il water è staccato e pieno di spazzatura, le piastrelle divelte, il maniglione di supporto piegato e il lavandino completamente polverizzato a martellate. L’area del Comune di Avigliana è diventata rifugio per bivacchi notturni, esponendo l’intero comparto al degrado assoluto.
L’unica “fortuna” è che il Bicigrill non è ben visibile da chi passa sulla statale, ma il fatto che sia una posizione “defilata”, non giustifica la trascuratezza, il degrado e l’abbandono totale di un’opera pubblica pagata con i soldi dei cittadini.
Dal cantiere del 2019 allo stop dei lavori
Per ricostruire la storia di questo fallimento bisogna tornare ad aprile 2019. L’amministrazione comunale illustrava giustamente con entusiasmo l’impiego dell’avanzo di bilancio. L’idea era vincente: investire circa 75mila euro per completare l’area camper e realizzare la struttura del Bicigrill ispirata all’avanguardistico “modello Trentino”.
A rettifica di quanto scritto in precedenza, a questi fondi non si aggiunsero i circa 35.000 euro dalla Regione Piemonte per attrezzare gli uffici di informazione turistica e promuovere l’enogastronomia locale.
Una volta terminati i lavori, il Bicigrill di Avigliana doveva essere assegnato dal Comune di Avigliana in concessione pluriennale a un ente privato, per offrire noleggio di bici a pedalata assistita, navette e ristoro.
La prima data era fissata per l’estate 2020.
Nei due anni e mezzo di blocco dovuto alla pandemia, il completamento non è andato a buon fine. Una catena di atti di vandalismo hanno portato a un primo allarme, e nell’edificio sono stati rimossi alcuni impianti. Ma il resto lo vedete con i vostri occhi.
Con la pandemia Covid, il cantiere si è fermato. Per non ripartire mai più.
Ma come mai proprio il Bicigrill di Avigliana?
Mentre altri cantieri sono proseguiti senza problemi, o sono ripartiti senza tutto questo degrado?
Da quel momento è iniziata la rincorsa ai finanziamenti per completare i lavori.
Il Comune aveva inserito il completamento del Bicigrill e di una stazione d’interscambio bici-treno nelle proposte per il Recovery Plan della Regione Piemonte e i fondi del Pnrr.
Poi si è tentato di ottenere i fondi da un bando del Ministero dell’Ambiente per la forestazione urbana. Nulla di fatto.
Il paradosso politico si è palesato il 3 giugno 2023: l’Unione Montana Valle Susa ha inaugurato il primo tratto della Ciclovia Francigena, ma la cerimonia si è tenuta in un luogo ben distante dalla struttura di via dei Testa ad Avigliana. Meglio non farlo vedere. E intanto i vandali continuavano a spaccarlo indisturbati.
La questione è approdata dal 2023 in poi nei vari consigli comunali, ma ad oggi la politica locale non ha risolto nulla.
A novembre 2023 si parlava di un progetto di ripristino della struttura tramite l’Unione Montana Valle Susa relativo a tutta la Ciclovia Francigena, in cui inserire l’allestimento del Bicigrill di Avigliana come polo logistico, sia come ufficio che come fornitura di servizi come bici a pedalata assistita, interscambio con navette che possano gestire flussi verso il centro cittadino.
Ma anche questo annuncio è caduto nel vuoto.
L’amministrazione comunale ha tentato nuovamente, candidando l’intervento per completare il Bicigrill al bando del Ministero del Turismo per i “Cammini Religiosi” (scaduto a novembre 2023), chiedendo 166.000 euro di finanziamento a fronte di un cofinanziamento comunale di 38.000 euro.
Anche questa strada non ha portato ai risultati sperati.
Le ultime promesse del 20 luglio 2026
Lo scandalo del Bicigrill di Avigliana è tornato tra gli argomenti in aula consiliare pochissimi giorni fa, nella seduta del 20 luglio 2026.
L’opposizione ha presentato una nuova mozione urgente per impegnare la Giunta a fornire “date certe” per il recupero funzionale o, in alternativa, per l’immediata dismissione e alienazione dell’immobile, per risolvere il problema.
La minoranza ha accusato apertamente il Comune di Avigliana di pessima gestione del denaro pubblico, ha chiesto se fossero state sporte denunce per atti di vandalismo o attivate polizze assicurative, proponendo a gran voce la vendita del bene.
È stato anche chiesto perché, a sette anni di distanza, non si fosse intervenuti per tempo alla prima avvisaglia di decadimento dell’immobile.
La replica del sindaco Andrea Archinà è stata netta: “Il fatto che la struttura non sia stata completata, non legittima nessuno a vandalizzarla”.
Il primo cittadino ha ripercorso la genesi del progetto, ricordando che prima dei due anni e mezzo di blocco pandemico erano già pronte le delibere di affidamento e le manifestazioni di interesse.
Ma alla fine, nulla di concreto: il sindaco ha ribadito l’impossibilità di fornire date certe in assenza di risorse sicure, annunciando che si punterà al recupero della struttura candidandosi ai prossimi bandi in uscita dalle fondazioni bancarie, per cercare i fondi necessari.
Sul problema evidente della sicurezza, il sindaco si è impegnato personalmente a confrontarsi con gli uffici comunali per capire quali azioni di chiusura possano essere messe in atto fin da subito. Vedremo se dalle parole si passerà ai fatti.
Resta l’amarezza di un’opera incompiuta e, ad oggi, di un evidente spreco di denaro pubblico che, a sette anni di distanza, si mostra come una ferita aperta, che nessuno sembra sapere come curare.





































Il vandalismo, male dei nostri tempi e del crollo di valori che li accompagnano, ha rivelato quanto i sogni velleitari siano dannosi per le casse pubbliche.
Copiare il Trentino dietro un supermercato in mezzo ai prati di Avigliana era un progetto senza speranza fin dall’inizio.
Pedalare sarà anche un piacere, dissipare risorse della collettività per questa minoranza di pedalatori è al limite dello scandalo, più o meno come sparare neve con i soldi della Regione.
Per il modello trentino….mancano i trentini.
Non poteva andare diversamente.
Una delle tante immagini civili regalateci dai nostri giovani minorenni e appena maggiorenni
Qui niente telecamere, niente necessità di “sicurezza” perché è solo un costo. “Attendiamo i bandi” per mettere due guardie no?? Sarebbero costate molto meno di adesso, che tocca dover rimettere mano totalmente all’edificio. Non si può neanche incolpare precedenti amministrazioni poiché da 2 mandati c’è lo stesso sindaco.
Che tristezza, quanti soldi sprecati per colpa di una amministrazione che non è in grado di garantire il rispetto della proprietà pubblica ma pensa solamente a farsi rieleggere o realizzare opere inutili tipo la nuova piazza, mentre il resto di Avigliana cade a pezzi. Immondizia ovunque, verde pubblico mal gestito, strade penose. Alle prossime elezioni ricordiamocelo
Direi, che un’altra dimostrazione del totale fallimento ed inefficienza di chi ha amministrato Avigliana in questi ultimi sette anni, sarebbe difficile trovare. Forse la Piazza del Popolo. Ma vedere tutto quello spreco del denaro pubblico da parte dell’amministrazione di Archinà fa piangere il cuore…ma non soltanto.
L’importante era rifare piazza del popolo a prezzi stracciati….tutto il resto è Noia.
Buongiorno all’opposizione! 7 anni fa se la prendevano coi camion che bloccavano corso Europa, mentre in realtà era il pubblico che attraversava per andare al nuovo centro commerciale. Senso dell’osservazione eccelso!
Esattamente cosa mancava? Dite che il cantiere si è bloccato ma se dite che il bando è andato deserto vuol dire che l’opera era finita.
Che lavori mancavano?
L’obbligo di custodia e la responsabilità per omessa messa in sicurezza. Oltre gli artt. 832 cc e ss. e 637 cp….
Art. 2051 c.c. Danno cagionato da cosa in custodia. «Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito». Norma applicabile anche agli enti pubblici proprietari di beni aperti al pubblico: il Comune, quale custode del Bicigrill, risponde dei danni causati dalla cosa (vetri rotti, cedimenti, cavi scoperti) salvo provare il caso fortuito.
Giurisprudenza di legittimità. Cass. civ. n. 22179 del 2025: è responsabilità delle pubbliche amministrazioni e dei loro funzionari garantire l’immediata messa in sicurezza e il ripristino delle infrastrutture danneggiate. Cass. civ. n. 8879/2023: sussiste la responsabilità ex art. 2051 c.c. del Comune per i beni adibiti al pubblico transito o godimento. Giurisprudenza costante: è in colpa la P.A. che non provveda alla manutenzione o messa in sicurezza delle aree di sua proprietà.
Art. 2 Cost. La responsabilità del custode ex art. 2051 c.c. valorizza il principio di solidarietà sociale sancito dalla Costituzione, imputando la responsabilità a chi ha il potere di controllare i rischi inerenti alla cosa.
Applicazione al caso del Bicigrill di Avigliana.
Il Comune di Avigliana, in qualità di proprietario dell’immobile, aveva pieno diritto (art. 841 c.c.) di recintare la struttura fin dal primo segnale di degrado, indipendentemente dal completamento dei lavori. L’assenza di recinzione e di controlli per sette anni ha esposto l’area a un accesso libero e incontrollato, aggravando il rischio per l’incolumità pubblica in prossimità di un centro commerciale frequentato.
In quanto custode del bene (art. 2051 c.c.), il Comune è potenzialmente responsabile per eventuali danni subiti da terzi che accedano alla struttura (vetri, macerie, cedimenti strutturali, impianti elettrici scoperti). A ciò si affianca, su un piano distinto, l’eventuale responsabilità amministrativa e contabile per danno erariale, di competenza della Corte dei Conti, per lo spreco dei fondi pubblici investiti e mai messi a frutto.
Conclusione: ad Archinà conviene riparare a spese del proprio comune senza attendere fondi futuri. Perché chiunque può adire vie legali.
…… anche i legulei in campagna elettorale ……