AVIGLIANA, NIENTE CROCIFISSO IN CONSIGLIO COMUNALE: POLEMICHE IN COMUNE

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Toni Spanò

di MATTEO BUSCIOLÀ  

AVIGLIANA – Il gruppo consiliare “Adesso Avigliana” ha presentato una mozione per mettere il crocifisso nell’aula del consiglio comunale. La proposta è stata bocciata con 9 voti contrari del gruppo di maggioranza, mentre 2 consiglieri di opposizione si sono astenuti (Callegari dei 5 Stelle e Roccotelli del Pd) e 3 hanno votato a favore (Spanò, Falchero e Picciotto). Al momento della votazione, il consigliere di maggioranza Arnaldo Reviglio è uscito dall’aula.

“La presenza del crocefisso nella sala consiliare del consiglio comunale di Avigliana non lede il principio della laicità dello Stato – afferma il capogruppo d’opposizione Toni Spanò – riconoscendo la rilevanza storica e culturale della religione cattolica, l’unica citata nella nostra Costituzione seppur tutte le altre religioni siano uguali dinnanzi alla legge”. Spanò ha ricordato le “radici cristiane nella nostra storia e nelle nostre città, nella nostra arte e nella nostra letteratura”. Per il consigliere di minoranza “il crocefisso assume un valore simbolico non solo per il suo significato religioso e spirituale, ma anche perché è riconosciuto come veicolo di messaggio dall’alto valore culturale e morale, di principi di pensiero e della tradizione italiana ed europea”.

Non si fa attendere la risposta del consigliere della maggioranza Arnaldo Reviglio, che ha chiesto a Spanò di ritirare la mozione: “Mi sembra un pochino debole riconoscere che la rilevanza storica e culturale del nostro Paese si debba tradurre con l’esposizione del crocefisso – afferma – mi sembra anche un po’ debole che vengano richiamate le nostre radici cristiane, quando mi pare che queste radici attualmente siano alquanto rinsecchite”. A tal proposito Reviglio ha citato un articolo del settimanale “Famiglia Cristiana” dal titolo “L’Italia e i migranti, possiamo considerarci cristiani?”, riferendosi alla questione migranti, ribadita facendo riferimento al soccorso e all’accoglienza degli stranieri in Italia.

Citando quando dichiarato sullo stesso argomento nel 2004 dall’allora gruppo consigliare “Amare Avigliana”, Reviglio ha ribadito che “il crocifisso va rispettato e non strumentalizzato per fini politici”. Il consigliere di maggioranza ha letto in aula anche le dichiarazioni sul tema degli ex consiglieri Rosy Patrizio e Luca Brunatti, quando si parlò dello stesso argomento in un consiglio comunale del 2011: “Chiedo ai consiglieri di “Adesso Avigliana” di ritirare la mozione, in caso contrario la mia coscienza mi impedisce di partecipare al voto per l’approvazione di un documento che mi sembra strumentale e un po’ fariseo”.

Il consigliere di minoranza Mario Picciotto ha votato a favore della mozione per il crocifisso: “Se siamo in questa sala a discutere e a parlare in modo democratico, e perché c’è stata un’evoluzione culturale, partendo dalla religione. L’Italia è uno stato laico, però le nostre istituzioni sono nate dal cristianesimo. Non è nascondendo le proprie idee e il proprio pensiero che si portano avanti le cose”.

“Respingo le accuse di strumentalizzazione politica da parte del consigliere Reviglio – ha detto Spanò – non so chi sia lui per giudicare chi guarda un crocefisso nel modo giusto o meno. La nostra proposta era davvero una richiesta di valori. Non mi cambia nulla sapere la posizione dei consiglieri comunali del passato, perché ci può essere un cambiamento e anche una visione diversa”. Il consigliere Picciotto ha ricordato che il cambiamento culturale che c’è stato negli ultimi anni ha portato a richieste di questo tipo: “La democrazia è nata dal cristianesimo. Rischiamo di perdere un’occasione di esporre un simbolo che richiama valori democratici, come aperture all’altro e condivisione, solidarietà e fratellanza. Il laicissimo Michele Serra ha ricordato che togliere crocefissi e presepi per non urtare la sensibilità altrui è un gesto islamofobo, come se noi ritenessimo i musulmani in grado di accettare ciò che siamo. Come posso rispettarli, se prima non rispetto me stesso? Voi non sapete che l’identità è il fondamento della democrazia”.

La consigliera del Movimento 5 Stelle Tatjana Callegari interviene citando gli articoli 7 e 8 della Costituzione: “Non mi disturba pensare che ci sia un crocifisso in sala consiliare e francamente né mi può dare giovamento, perché credo che ognuno nel proprio percorso personale e con la propria coscienza sappia in questa sede e in qualunque altro posto come ci si debba comportare. Non è che un crocefisso possa determinare le azioni delle persone, è in questa sede che rappresentiamo la cittadinanza che ha diverse specificità. Mi asterrò dalla votazione e non mi urterà vedere appeso il crocefisso in sala”.

“Penso che la religione e i suoi simboli siano importanti e non debbano essere trattati in questo modo così strumentale – afferma l’assessore Gianfranco Crosasso – credo che nascondersi dietro un crocefisso per coprire le proprie incoerenze o la propria coscienza rispetto a ciò che sta succedendo in Italia in questo momento di abnegazione, e quindi appellarsi a un simbolo che ognuno legge come crede, mi sembra non corretto. Si tratta di una cosa troppo personale per essere trattata con leggerezza; non è con una mozione di questo tipo che si riesce a esprimere ciò che quel simbolo rappresenta. Preferirei che fosse fatta una mozione per ogni morte causata dall’egoismo di questa nazione (riferendosi ai migranti morti in mare ndR), che si rifà a quei valori che voi dite vengono rispettati da quel crocifisso. Io la mozione la farei per ogni morto del Mediterraneo e non per questo. Chiedo che ognuno di noi voti o non voti secondo la sua coscienza, il mio voto sarà contrario perché l’istituzione è laica e la neutralità non è negativa, ma è un suo valore positivo che io difenderò in ogni sede in cui venga discussa”.

Anche il sindaco Andrea Archinà è contrario a mettere il crocifisso in aula e sostiene che ogni consigliere debba esprimere il voto secondo la propria coscienza: “Credo che quest’aula sia maggiormente inclusiva senza esporre ulteriori simboli che si rifacciano espressamente a quello che è il nostro ordinamento costituzionale. Credo che i valori del crocefisso si possano manifestare in maniera diversa nella nostra azione quotidiana e anche nelle nostre azioni da amministratori. Il mio voto dunque sarà contrario”.

Il consigliere di minoranza di “Avigliana Viva” Angelo Roccotelli (Pd) decide di astenersi: “Da un lato vorrei dire sì alla mozione perché sono cattolico e mi piacerebbe vedere quel simbolo in aula, ma dall’altra parte non vorrei che si strumentalizzasse, perché sono le azioni che contano e che ti portano ad avere quel simbolo dentro di sé, ed è per questo che mi asterrò dalla votazione”.

Non ha dubbi invece l’assessore Tavan: “Il consigliere Spanò ha chiesto copia dei vecchi ordini del giorno e delle dichiarazioni dei consiglieri comunali di allora, io già c’ero”. Tavan ha letto la sua dichiarazione di voto del 2011, citando le parole di don Luigi Ciotti, cittadino onorario di Avigliana: “All’epoca ero uscito dall’aula, lo avevo fatto nella precedente amministrazione che era la seconda, mentre questa è la terza…chissà nel 2025” ironizza Tavan, scatenando qualche risata in sala. “Non posso accettare nessuna strumentalizzazione politica sul crocefisso che sta lì, in silenzio che non reagisce a nessuna di queste provocazioni. Io chiedo a tutti voi e alle persone che rappresentano la Lega Nord, se credono nella solidarietà e nella fratellanza, che sono i valori del cristianesimo e quindi rappresentati dal crocefisso, oppure se rappresentano l’intolleranza e l’odio razziale”.

Tavan ha concluso: “Almeno per questa volta, nel 2018, voterò contro questa mozione. Non contro al crocefisso, a quello che rappresenta e che per me rappresenta, ma contro alla becera provocazione strumentale che fate ogni sette anni. Me lo aspettavo più da Toni Spanò e meno dalla consigliera Falchero”.

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13 COMMENTI

  1. Evidentemente, al di la delle peripezie culturali dietro alle quali tentano di nascondersi, per certi politici la presenza del crocefisso è un richiamo troppo forte alle proprie coscienze sporche o, perlomeno, opache, pertanto fastidioso e imbarazzante

    Il politico effettivamente rispettoso dei propri cittadini, delle loro diverse culture e delle loro diverse religioni sarebbe disponibile non solo ad esporre il Crocefisso ma anche i simboli religiosi di chiunque, appartenente ad altre religioni, ne facesse richiesta.

    Si riempiono la bocca di paroloni come “integrazione” ma la vogliono applicare attraverso l’esclusione.

    Ne avete di strada da fare sulla via dell’intelligenza e del buon senso.

    • Beh, però non è tutto uguale.
      Non tutte le religioni hanno come regola suprema “Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te”.
      E noi, di fatto, beneficiamo di tali ns radici (anche se a volte inquinate), non di altre.

  2. l’articolo seguente su Valsusa Oggi parla dei 4 asini recuperati a Bussoleno ………………………. e qui mi fermo !

    • Grande!

      Chissà perché quando vediamo degli asini in strada fanno notizia mentre quelli nelle aule consiliari no?

      Ah, è vero, scusate…. Che ci siano asini nelle aule consiliari è normale e purtroppo ormai ci abbiamo fatto l’abitudine e non ci facciamo più caso.

  3. ma con tutti i problemi che ci sono ad Avigliana si perde tempo a discutere queste cose?
    Iniziate a valorizzare il territorio partendo dalle basi: una segnaletica adeguata, a quanti di vi è stato chiesto dov’è il lago o il castello?
    Il turismo porterebbe ricchezza ma mi pare che qui ci si perda nei dettagli…..

  4. Pensano che togliendo il Crocefisso di Nostro Signore Gesù Cristo si portino avanti quando saremo tutti multirazziali……infatti nei paesi musulmani non è concesso essere di altra religione……..povero Crocefisso che rappresenta la mitezza e l’accoglienza, chi oltre a Lui ha steso le braccia sulla croce……..Quante volte è stato specificato che le Braccia di Cristo sono in posizione di abbraccio per tutti e verso tutti…….Veramente fa paura una tale posizione…..……e si pensa di evitare problemi contestandolo e togliendolo…….Disgustoso leggere specificazioni di chi poi in piazza e soprattutto in riserva sede si professa cattolico…….e partecipe alla vita parrocchiale ……….

  5. Non è la questione crocefisso si o no
    È un principio
    Va be’ dai mi auguro che come sta succedendo IN TUTTA ITALIA anche in valle si passi al centro destra …almeno il problema crocifisso lo risolviamo …. alla faccia di chi ci vuole piegare ad altre culture non nostre
    W L’ Italia

  6. Che vergogna… accettiamo le culture e le religioni di tutti e a casa nostra distruggiamo le nostre tradizioni. Che personaggi…

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